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E alla fine anche in Italia arriverà il drone journalism

E alla fine anche in Italia arriverà il drone journalism
Un drone sorvola Roma per celebrare una conferenza sul Drone Journalism, giornalismo fatto con dispositivi volanti. Possibile? Possibile. Negli Usa c’è già un Drone Journalist Lab. E il mestiere cambia in fretta: nel 2008 l’esame di accesso all’Ordine si faceva ancora con la macchina per scrivere
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E alla fine anche in Italia arriverà il drone journalism

Se site a Roma, alzate lo sguardo: potreste vedere volare un drone’. Un FlyNovex, della società romana FlyTop ha infatti ottenuto (ed è la prima volta che succede nella Capitale) l’autorizzazione ufficiale delle Enac.  Un volo dimostrativo che verrà effettuato in occasione della conferenza sul ”drone journalism”, primo appuntamento del ciclo Roma Drone Conference organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè. 

Un giornlismo fatto con i droni? Possibile? Possibile. FlyNovex è dotato di 6 rotori, ha un diametro di 120 cm ed un’altezza di 45 cm, con un peso complessivo di circa 7 kg. E’ dotato di un carrello (che ruota insieme alla telecamera) e di un paracadute. Ha un’autonomia di volo di circa 20 minuti. E’ stato progettato per effettuare missioni anche in modalità automatica e può trasportare una fotocamera o una videocamera ad alta risoluzione o vari tipi di sensori. 

Le sue applicazioni vanno dalle riprese tv al giornalismo, dall’osservazione del territorio alla sorveglianza di grandi impianti fino agli impieghi nel settore della sicurezza. ”Siamo lieti di ospitare il primo volo di un drone su Roma autorizzato dall’Enac”, ha dichiarato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. ”Questo volo dimostrerà che è possibile utilizzare questi mezzi in aree critiche come una metropoli, nel pieno rispetto delle norme in vigore. La coincidenza con la nostra conferenza sul ‘drone journalism’ consentirà di mostrare a numerosi giornalisti ed operatori dei mass media l’utilità di questi aeromobili telecomandati anche per le attività giornalistiche”. 

Negli Stati Uniti c’è chi sta progettando e insegnando l’ulizzo dei droni nel giornalismo da tre anni. Matt Wait è un professore dell’Università del Nebraska e ha fondato il Drone Journalism Lab nel novembre del 2011. Studenti e docenti costruiscono piattaforme droni e studiano le questioni etiche e legali connesse all’uso dei droni nel giornalismo. Wait è convinto che i droni rappresentino una “piattaforma aerea” ideale per i giornalisti. Chissà, forse tra qualche anno si insegnerà l’uso dei droni anche nei master italiani per l’accesso allo professione. Un’orizzonte lontano? Non troppo se si considera la velocità con la quale il giornalismo sta cambiando. Fino  a pochissimi anni fa, le scuole scambiavano internet per una bestemmia. E l’esame scritto dell’Ordine si faceva con la macchina per scrivere fino al 2008.