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MediaTech
Elon Musk ci ricasca: vuole rinegoziare il prezzo di Twitter, il titolo crolla
Elon Musk, fondatore di Tesla e uomo più ricco del mondo

Elon Musk, nuovo stop all'acquisizione di Twitter

Elon Musk è pronto (di nuovo) a bloccare l’acquisizione di Twitter che era stata ormai archiviata nei giorni scorsi per 44 miliardi di dollari. È la seconda volta, da allora, che l’uomo più ricco del mondo mette in dubbio la bontà dell’operazione, per di più sempre per lo stesso motivo: il numero di account fake, cioè quei profili che non hanno alle loro spalle persone in carne e ossa ma bot che producono soltanto spam nella rete. Quanti sono? Secondo Twitter si tratterebbe del 5% del totale degli 1,3 miliardi di account. Secondo Elon Musk molti di più. Si va da un minimo del 20-25% a un massimo del 90. "Al momento - ha aggiunto Musk su Twitter - l'accordo è fermo perché il ceo di Twitter ha rifiutato di mostrare pubblicamente prove che il livello (di account fake, ndr) sia inferiore al 5%". 

"Come fanno gli inserzionisti a sapere cosa stanno ottenendo per i loro soldi? Questo aspetto è fondamentale per la salute finanziaria di Twitter" ha chiesto Musk sul social? Il patron di Tesla ha chiesto di effettuare test su campioni casuali di utenti per identificarli, e ha detto di non aver ancora visto "alcuna" analisi che dimostri che gli account di spam costituiscano meno del 5% della base di utenti. Anzi, secondo Musk "c'è la possibilità che superino il 90% degli utenti attivi giornalieri". Ricercatori indipendenti hanno stimato che tra il 9% e il 15% dei milioni di profili Twitter sono 'bot'. 

 

Ma Twitter vale davvero 44 miliardi?

Una domanda, dunque, sorge spontanea: ma se davvero il magnate sudafricano è convinto che nel social dell’uccellino azzurro si nascondono così tanti “tarocchi” perché vuole impegnare 44 miliardi della sua fortuna (attualmente stimata in circa 221 miliardi di dollari) per rilevare Twitter? Sembra più che altro che Musk si diverta a giocare con le sue parole e ricorda sempre più quei sultani medioevali che con la loro opulenza erano in grado di creare crisi inflattive. Twitter ha perso oltre l’8% nella seduta di ieri a Wall Street e ora il suo controvalore è intorno ai 28,5 miliardi di dollari, con un premio dell'opa che oggi sarebbe superiore al 50%. E così viene il sospetto che Musk stia cercando anche di ottenere uno sconto, dopo l’ennesima sparata.

Musk contro il mondo del tech

Non si tratta della prima volta in cui il magnate sudafricano determina uno smottamento nel mondo hi-tech. Basti pensare a quanto accaduto con i bitcoin: prima sono stati fatti decollare con l’annuncio che sarebbero stati considerati validi per il pagamento delle Tesla. Poi gettati nella polvere dopo aver dichiarato che non sarebbero stati più presi in considerazione a causa dell’alto impatto energetico del processo di sminamento. Nel mezzo una comunità tecnologica che si deve per forza di cose interrogare sulla figura di Elon Musk.

Il re è nudo

Sì, perché se è vero che il sudafricano è estroso, capriccioso e per certi versi perfino pericoloso, al tempo stesso sta mettendo a nudo le insicurezze e le contraddizioni del mondo che gravita intorno alla Silicon Valley e che in questo periodo storico sta iniziando a mostrare la corda. Facebook ha perso il 41% negli ultimi sei mesi dopo che ci si è accorti che non può crescere all’infinito. Stesso problema per Netflix, mentre ci si interroga su quale possa essere il reale valore di un social network, Twitter appunto, pensato esclusivamente per esprimere opinioni ma che ha scelto di bannare a vita Donald Trump.

Lo stesso fondatore, Jack Dorsey, non esattamente un ultrà conservatore, ha dovuto ammettere che la chiusura dei profili di The Donald rappresenta un pericoloso precedente. Il re, insomma, è nudo. Ed è tutta “colpa” di un sudafricano estroso che da tempo sembra avere come obiettivo quello di smascherare le debolezze delle diverse industry. Ci è riuscito con l’automotive, ci è riuscito con la space economy, ce la farà anche con il mondo bulimico e atrofizzato del tech. E intanto mette in cascina sempre più quattrini. Chiamalo scemo…
 

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