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Eni, controdossier su Twitter a Report. Comunicazione via social anti-tv

Dalla Nigeria a Gela: l'Eni pubblica sul proprio sito tutte le risposte ai temi trattati domenica sera dalla trasmissione televisiva Report su Rai3. Sull'operazione di compra-vendita del blocco esplorativo Opl245 nel Paese africano, il gruppo precisa di non aver sottoscritto alcun accordo commerciale con la società Malbu e di non essersi avvalso di "alcun intermediario nell'esecuzione della transazione e nessun pagamento è stato effettuato da Eni alla società Malabu".

"Il Governo Federale Nigeriano per ottenere l'assenso di Malabu alla rinuncia ad ogni contestazione ed all'assenso alla cancellazione del diritto alla licenza sul blocco 245, condizione per poter chiudere la transazione con Shell ed Eni, ha raggiunto e sottoscritto separati accordi con Malabu", riferisce Eni che inaugura quindi un nuovo modo di comunicazione via social in tempo reale. Inoltre, successivamente all'apertura delle indagini in Italia, il Collegio sindacale e l'Organismo di Vigilanza 231 di Eni hanno affidato a uno studio legale americano indipendente l'incarico di condurre indagini e verifiche interne indipendenti. Verifiche che "non hanno rilevato evidenze di condotte illecite in relazione alla transazione di Eni e Shell con il governo nigeriano del 2011 per l'acquisizione della licenza OPL 245 in Nigeria".

"Le verifiche- prosegue Eni- hanno preso in esame tutta la documentazione e le informazioni in possesso della società o comunque ricevute o acquisite a seguito dell'avvio delle indagini. La relazione finale di tale report è stata messa a disposizione della magistratura alla quale Eni assicura la doverosa cooperazione". Quanto poi al rischio che il nuovo governo nigeriano possa annullare la concessione OPL 245, "non risulta a Eni nessuna iniziativa in tal senso da parte del nuovo governo nigeriano". Sulla trattativa di vendita della società Versalis che, come è emerso recentemente da notizie di stampa, vedrebbe un interessamento del fondo statunitense SK Capital Partners, Eni, sempre sul proprio sito, sottolinea che "fare nomi è decisamente prematuro". "Come già detto in varie occasioni, la strategia di Eni sulla chimica è sempre stata quella di attuare un piano di ristrutturazione in grado di riportarla nel breve termine ad avere risultati positivi", sottolinea Eni.

"Gestiremo - assicura il gruppo - una eventuale riduzione della nostra partecipazione in Versalis in modo molto prudente difendendo il percorso virtuoso che abbiamo avviato. In quest'ottica, Eni rimane aperta a considerare eventuali partnership che consentano di rafforzare ulteriormente la società nel panorama internazionale". Altra risposta quella relativa alla cessione della rete di distribuzione in Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. "La vendita delle attività downstream in Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania - spiega l'Eni - è avvenuta tramite trattativa diretta con Mol: tale possibilità non è esclusa dalle procedure aziendali, anche in considerazione delle specificità industriali e strategiche connesse a taluni asset oggetto di compravendita. Tali cessioni sono state perfezionate a valle dell'approvazione delle autorità antitrust a un prezzo complessivo di 150 milioni di euro". Infine, sulla vicenda Gela e sul tema della salute dei lavoratori e dei cittadini, Eni "è sempre disponibile a supportare l'esecuzione di studi multidisciplinari di alto profilo scientifico, volti a verificare la complessa relazione causa\effetto che potrebbe esserci tra talune patologie e l'impatto industriale, relazione che, ad oggi, non trova alcun sostegno di carattere scientifico".

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