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“Rifarò Rischiatutto in prima serata. Floris? Perdita gravissima per la Rai”

“Rifarò Rischiatutto in prima serata. Floris? Perdita gravissima per la Rai”
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I piani di Fabio Fazio per la prossima stagione tv: “Rivoluzionerò “Che tempo che fa” del sabato con Gramellini e Fabio Volo. Voglio riportare “Rischiatutto” in prima serata. Per il 2015 penso a un grande varietà. Floris a La7? Una perdita gravissima. Ogni tanto oltre ai soldi bisogna pensare al prodotto”

Fabio Fazio svela i piani per la stagione televisiva alle porte in una lunga intervista esclusiva pubblicata sul numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani, martedì 19 agosto. «“Che tempo che fa” della domenica resterà pressoché immutato, mentre la puntata del sabato cambierà formula. S’intitolerà “Che fuori tempo che fa” e la condurrò a quattro mani con Massimo Gramellini. Analizzeremo i fatti della settimana mescolando informazione e intrattenimento, affrontando temi di cui poi la gente a casa può continuare a discutere quando va a tavola. Ci collegheremo con i corrispondenti delle sedi Rai all’estero e da Londra avremo anche Fabio Volo».

Confermatissima Luciana Littizzetto la domenica: «Il nuovo impegno con Sky per “Italia’s got talent” si sovrapporrà solo in primavera. Luciana ha fatto benissimo a buttarsi in quella nuova avventura, credo che si divertirà un sacco. E il fatto che Sky abbia scelto lei dimostra che da quelle parti sono molto dinamici». Ma in serbo il conduttore ha altre grandi sorprese: «Voglio rifare “Rischiatutto” in prima serata. In fondo quel quiz era perfetto. Domande, risposte e via. L’ho già proposto alla Rai, aspetto una risposta. Il progetto iniziale era quello di un’unica puntata-evento in autunno per celebrare Mike. Ma io sono convinto che potrebbe funzionare come un vero quiz a puntate». E non è tutto: « Per il futuro, magari nel 2015, ho in mente una grande prima serata in tre o quattro puntate. Mi serve un complice, però».

«Nel mio mestiere hai due possibilità» prosegue Fazio. «O erigi un monumento a te stesso e poi resti a difenderlo, oppure decidi di divertirti, magari sfruttando la professionalità e l’esperienza che hai maturato in 30 anni di tv. Io ho molti nuovi programmi in mente, tutti tra informazione e intrattenimento. Se si faranno non dipende solo da me, ma io vorrei provarci. Porti in onda dieci progetti, poi magari cinque funzionano, gli altri meno: sono le regole del gioco».

C’è tempo anche per commentare l’addio di Floris a Raitre («Una perdita gravissima. C’è tanta gente attenta alle questioni amministrative, ai soldi, e va bene, certo. Ma prima di tutto la tv pubblica deve avere attenzione al prodotto, che poi sono i programmi») e per parlare dell’Auditel: «Io non ce l’ho con l’Auditel. Ho fatto in tempo a conoscere la Rai prima dell’avvento delle rilevazioni d’ascolto. Funzionava così: un capostruttura arrivava una mattina e diceva una frase che iniziava con le fatidiche parole. “La gente dice che…”. Una volta mi dissero: “La gente dice che quella tua imitazione ha stufato”. E io pensavo: questo tizio ha l’autista, per cui prima di venire qui può aver parlato solo con la moglie, due figli, il portiere del suo stabile e l’autista stesso. Fanno cinque persone: se convinco loro sono a posto”. Molto meglio l’Auditel del sistema “la gente dice che…”».