A- A+
MediaTech
Isis, il terrorismo è social: la cyberguerra è cominciata

Non ci sono solo i colpi di mitra e le cinture esplosive. L'Isis prende slancio dalla tecnologia. Un presidio costante dei social network, un uso sapiente della comunicazione e la volontà di confrontarsi con gli hacker di Anonymous: niente di più lontano dallo stereotipo del guerrigliero incolto.

Se intercettare i terroristi e difficile, è complicato anche fermare la sua base tecnologica. Twitter e Facebook hanno preso le contromisure: gli account inneggianti allo stato islamico sono rari e, quando superano i primi filtri, vengono rimossi in modo tempestivo. Ma questo lo hanno capito anche i simpatizzanti del Califfato. Che, infatti, stanno comunicando attraverso Telegram. Ancora poco nota in Italia, si tratta si un'app simile a WhatsApp ma con sistemi di controllo più laschi.

Basta cercare per trovare decine di “canali”. Tra i più attivi ci sono Dabiq (con 5.700 iscritti), Elite section of Is (che sponsorizza la cyberguerra) e KhilafahNews (che pubblica brani che giustificherebbe gli omicidi a scopo religioso). Si tratta di gruppi aperti, ai quali chiunque può partecipare. Scorrere la timeline è un percorso nell'orrore. Tra illustrazioni che si bullano della Francia e di Hollande, immagini di esecuzioni e, dall'altra parte, foto crude di morti sotto i bombardamenti occidentali.

I messaggi sono soprattutto in arabo. Ma anche in francese e inglese. Perché la propaganda deve viaggiare anche oltre i confini del mondo arabo.

Ripercorrere i messaggi, dal momento della strage di Parigi in poi, fa rivivere quelle ore da una prospettiva opposta: lo scoramento lascia spazio all'esultanza. E le immagini di sangue diventano un traguardo raggiunto.

È attraverso questi canali che si combatte una guerra parallela. Senza esplosioni ma non meno pericolosa. L'allarme è arrivato anche dal cancelliere dello Scacchiere, George Osborne. Nel mirino degli jihadisti ci sarebbero le infrastrutture chiave del Paese: la rete elettrica, il sistema di controllo del traffico aereo e gli ospedali. Le conseguenze sarebbero enormi, non solo dal punto di vista economico ma anche "di perdite di vite umane".

Gli hacker che simpatizzano per l'Isis non sono un fenomeno emerso con Parigi. Si è parlato di comunicazioni in codice tramite Playstation e un coinvolgimento del gruppo Lizard Squad. Ma in entrambi i casi non ci sono conferme.

È certo, invece, che il tono della cyberguerra. Alcuni parlamentati russi hanno chiesto la chiusura di Telegram. Non se ne farà nulla. Più ampio potrebbe essere l'impatto dovuto all'intervento di Anonymous. Il gruppo di hacker ha pubblicato su YouTube un video in diverse lingue nel quale apre la campagna anti Isis: “Noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo. Aspettateci”.

La risposta non si è fatta attendere. Proprio in uno dei canali Telegram, affiliati dell'Isis definiscono Anonymous un gruppo di “idioti”. In un altro però iniziano a prendere le contromisure tecniche. Elite section of Isis consiglia ai lettori del canale di “non aprire link non sicuri”, “non parlare con persone che non conoscete” e “bloccarle” in caso di sospetto. Niente conversazioni su Twitter ed evitare di pubblicare la propria mail.

twitter @paolofiore

Iscriviti alla newsletter
Tags:
isisanonymouscyberguerraparigitelegram
in evidenza
"Un film che rimarrà nella storia" Ennio , intervista al produttore

Esclusiva/ Parla Gianni Russo

"Un film che rimarrà nella storia"
Ennio, intervista al produttore

i più visti
in vetrina
Rihanna sensuale: body rosso in vista di San Valentino per la felicità di...

Rihanna sensuale: body rosso in vista di San Valentino per la felicità di...


casa, immobiliare
motori
Volkswagen e Bosch insieme per industrializzare la produzione delle batteria

Volkswagen e Bosch insieme per industrializzare la produzione delle batteria


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.