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mark zuckerberg facebookMark Zuckerberg

I big del comparto tecnologico uniti per portare Internet a quei cinque miliardi di persone che ancora non ce l'hanno. Una mossa che ha certo dei risvolti sociali importanti, ma le buone intenzioni che lastricano questa decisione malcelano anche la necessità di ampliare in fretta e il più possibile il mercato di riferimento di questi colossi del web. Con un alfiere quanto mai di peso, il Mark Zuckerberg fondatore di Facebook, che avvia una nuova impresa dopo essersi esposto in tema di riforma delle politiche di immigrazione degli Usa, in un percorso di affermazione come figura pubblica di alto profilo.

Proprio il genietto numero uno del social network è il catalizzatore di internet.org, un gruppo di lavoro al quale prendono parte anche Samsung, Nokia, Ericsson, Opera Software, Mediatek e il produttore di chip Qualcomm. "Tutto ciò che ha fatto Facebook", ha detto Zuckerberg annunciando l'iniziativa, "è stato di dare a tutte le persone in tutto il mondo il potere di connettersi. Ci sono enormi barriere nei Paesi in via di sviluppo a collegare e unire l'economia della conoscenza", ha aggiunto: "Internet.org riunisce partner globali che lavoreranno per superare queste sfide".

Nel suo "documento programmatico", il numero uno del social network da 1,15 miliardi di utenti ha detto che "l'economia della conoscenza" è il futuro, e sempre "più gente dovrebbe essere in grado di relazionarsi grazie all'accesso a Internet; ma d'altra parte bisogna consentire all'industria di aumentare i profitti e di costruire infrastrutture. Crediamo che sia possibile fornire in modo sostenibile l'accesso gratuito ai servizi Internet di base", ad esempio attraverso l'uso del telefono per accedere alla rete. Il problema è di costi: "Oggi, globalmente il costo per il traffico dati è nell'ordine di 100 volte troppo alto perché sia fattibile" la sua diffusione su scala planetaria. In dieci anni, internet.org vorrebbe ridurre del 99 per cento i costi d'accesso a internet mobile. Proprio quest'ultimo è il terreno prescelto per ampliare la platea di internauti, vista la già alta diffusione dei cellulari anche in Paesi in via di sviluppo o emergenti.

Anche in questa nuova missione, che dovrebbe trovare applicazione attraverso lo snellimento dei processi autorizzativi e il coinvolgimento dei governi, Facebook pone una certa distanza tra sé e Google. Il motore di ricerca aveva annunciato il progetto "Loon", che ha lo stesso obiettivo di quello lanciato da Zuckerberg: estendere l'accesso alla rete. Ma Google propone fattivamente di lanciare palloni spaziali per diffondere il segnale; un'idea fatta a pezzi da Bill Gates in poche parole: "Quando muori di malaria, penso che guardi in alto e vedi il pallone. Non so quanto ti aiuti".

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