Intelligenza artificiale: solo il 19,9% degli italiani la utilizza. Per lo più si tratta di giovani under 24 che la usa per motivi di studio
L’intelligenza artificiale è utilizzata da appena il 19,9% degli italiani, contro una media europea del 32,7%. Il nostro Paese sotto questo aspetto si piazza quindi al penultimo posto tra quelli dell’unione. Solo la Romania fa peggio con il 17,8% dei cittadini che si interfacciano con servizi come ChatGPT, Claude o Gemini. A dirlo è l’Eurostat in un rapporto aggiornato al 2025.
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Il numero più alto di utilizzatori di AI in Europa si registra in Danimarca (48,4%), seguita da Estonia (46,7%) e Malta (46,5%). In termini di età, a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale sono i giovani tra i 16 e 24 anni, pari al 64% del totale. Tale tendenza è confermata anche in Italia, con il 47,2% dei cittadini degli under 24 che afferma di utilizzare l’intelligenza artificiale.
Il 68,4% dei giovani sfrutta l’AI a scopo educativo, contro una media europea del 62%. Il 50% con un’età compatibile con la vita lavorativa, invece, la usa come strumento professionale. Oltre i 25 anni, però, l’intelligenza artificiale diventa utile soprattutto per motivi personali, come l’organizzazione delle vacanze o per il photo/video editing.
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Il 42,8% degli italiani affermano di non utilizzare l’intelligenza artificiale come gli altri cittadini europei semplicemente perché ritengono di non averne bisogno. Tale percentuale è molto più bassa rispetto alla media europea che si attesta al 64%. Il 13,8% non sa come utilizzare questa tecnologia e il 3,8% è preoccupata da aspetti come privacy e sicurezza. C’è anche un piccola percentuale di italiani (3%) che non sa che l’intelligenza artificiale esiste.

