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MediaTech
Mondiali in Brasile, entra in campo il cybercrime

Per gli amanti del calcio l’avvento degli smartphone e delle App è stato una vera benedizione. Quelli di quest’anno saranno i primi campionati mondiali interamente “social”: avvalendosi delle offerte di TeleTu, Telecom, Tiscali ecc., sarà possibile rimanere aggiornati sempre e ovunque sulle imprese dei nostri beniamini.

Bisogna però considerare anche il rovescio della medaglia: un evento così importante è una manna per gli hacker e i cybercriminali di mezzo mondo come emerge dall’ultimo rapporto Symantec . Tra i più accaniti abbiamo Anonymous, un gruppo di hacktivisti che sta denunciundo da mesi gli sprechi collegati ai Mondiali 2014. Gli attacchi si sono intensificati dall’inizio dell amanifestazione e non sembrano voler cessare. Ma a finire nel mirino di cybercrimanali possono anche essere gli utenti comuni, i quali dovranno guardarsi da phishing, malware, spam e ogni altro genere di truffe online.

Quanto ai malware,cioè programmi in grado di penetrare nei pc e danneggiarli o di sottrarre dati riservati, se ne sono diffusi decine di nuovi tipi solo nelle ultime settimane. Queste minacce possono arrivare via phishing mail, ad esempio, oppure introdursi nei computer degli utenti dopo il loro collegamento a siti che promettono biglietti superscontati per le partite. Ancora possono arrivare attraverso backdoor spacciate per portali attraverso i quali assistere alle partite in streaming. Possono nascondersi perfino in un finto generatore di codici per sbloccare il videogame Fifa 14 o in un file Word (Neymar Win.docx) collegato a Neymar, la stella brasiliana del Barcellona.

L’antivirus gratuito Avast ha scovato minacce anche in alcune tra le più popolari App collegate all’evento e scaricabili da Google Play Store. Alcune sarebbero vuote, altre piene di pubblicità (es. "Corner Kick World Cup 2014"), altre ancora richiederebbero un numero eccessivo di autorizzazioni mettendo a rischio la sicurezza del dispositivo su cui sono state installate. Sempre presenti poi i siti che millantano vincite di biglietti per la finale e altri gadget.

Non bisogna fidarsi neanche di quelle mail sospette o link sui social network che indirizzano a siti il cui unico scopo è quello di carpire dati personali di utenti sprovveduti, convincendoli a compilare moduli inutili. "Anche chi si sente al sicuro, convinto di non frequentare mai siti sospetti, può facilmente diventare una vittima" ha affermato il capo del Global research and analysis team per l’America Latina di Kaspersky, Dmitry Bestuzhev, a SecurityWeek. Fabio Assolini, Senior security researcher di Kaspersky Lab, spiega che nella maggior parte dei casi “si tratta di siti fraudolenti progettati in modo molto professionale. Sempre più sofisticati, i cyberpirati riescono a riprodurre siti che sembrano ufficiali ottenendo certificazioni SSL e inserendo url apparentemente sicure che iniziano con https."

Le indicazioni per proteggersi in questi casi sono sempre le medesime. Innanzitutto evitare di inserire dati personali senza prima aver verificato l’attendibilità e l’origine del sito in questione. Meglio anche non cliccare sui link che troviamo in mail dal destinario sconosciuto o su allegati dalla dubbia provenienza. Per quanto riguarda le App, meglio diffidare di quelle con dimensione inferiore a 1MB e, in generale, scaricarle solo fornitori affidabili. Infine, è importante dotare anche il nostro smartphone o tablet di una buona copertura antivirus.

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