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MediaTech
PowaTag, esordio in Italia con Motivi. "Altri dieci marchi entro Natale"

Dopo gli accordi con 800 marchi in tutto il mondo, ecco il primo brand italiano: Motivi. PowaTag, è l'app che consente ai consumatori di concludere i propri acquisti tramite smartphone direttamente in negozio, sulle piattaforme online, attraverso le pubblicità su giornali, radio e tv e qualsiasi forma di materiale stampato. A patto che ci sia un QRCode. Adesso sarà disponibile nei 450 negozi monomarca che fanno capo al gruppo Miroglio.

Insomma, due click per ricevere a casa quello che si è visto (e toccato) in negozio. Una strada che promette di sfumare la dicotomia tra store e e-commerce via web,  alla Amazon. Il lancio della partnership è stato fissato per il 2 ottobre. Ma Powa Technology, la società cui fa capo l'app, guarda già oltre. "La risposta del mercato italiano è stata ottima. Sono in corso accordi con 42 aziende di tutti i settori, dal food alla moda. Dieci progetti si concretizzeranno entro Natale", svela ad Affaritaliani.it il contry manager Germano Marano. 

In tempi di vacchia magre, le aziende sono incoraggiate dai numeri del mobile in Italia, tra i più importanti al mondo. E dall'investimento richiesto da PowaTag, praticamente nullo. Il modello di business di PowaTag prevede una transazione (di 30 centesimi o dello 0,1%) ad acquisto concluso. L'unico rischio sta nella scommessa che l'app aumenti le vendite.

Si parte da Motivi. "Il gruppo aveva l'esigenza di innovare. Noi abbiamo portato la nostra idea di store digitale: brick and click. Non solo un negozio di mattoni, ma anche smart. Giuseppe Miroglio, presidente dell’omonimo gruppo, ha definito PowaTag "il futuro dello shopping”.

Da una parte la volontà di liberarsi dal negozio fisico. Dall'altra l'esigenza di toccare con mano i prodotti. E' la terza via dell'e-commerce? Per rispondere a questa domanda, Marano ricorre al paragone con i media. "Si diceva che la Tv avrebbe cancellato la radio. Poi che internet avrebbe annientato la Tv. Così non è stato. La televisione non è morta, ma è cambiata. Basti pensare alle smart Tv. Così è anche per gli store". 

Un cambiamento che vale anche per i brand e per gli utenti. "I clienti parlano con i brand, hanno la possibilità di interagire con i prodotti. Dall'altra parte i marchi non possono chiudersi in se stessi. E il personale avrà un ruolo sempre meno operativo. Si trasformerà in un consigliere".

@paolofiore

Tags:
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