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Orfeo alla guida della Rai, Tarquinio a Saxa Rubra. E all'Avvenire...

Una voce clamorosa giunge dalle viscere più profonde della Rai. A succedere ad Antonio Campo dall'Orto alla guida della più grande azienda culturale italiana sarebbe pronto niente meno che Mario Orfeo, direttore del Tg1.

Ex direttore della scuderia Caltagirone (Il Mattino, il Messaggero), grande e rotto navigatore nelle procellose stanze del potere, è entrato in ottima sintonia con Matteo Renzi e col suo giglio magico, grazie a un tg solitamente accorto, ben allineato e coperto.

La sua promozione consentirebbe oltretutto di liberare una casella importante per un uomo che, come vuole da sempre il manuale Cencelli di viale Mazzini, dev'essere espressione del segretario del maggiore partito. E qui è partito il totonomi, ma ogni voce è del tutto prematura.

A un approdo a Saxa Rubra, ma con casacca grillina, pare aspiri il direttore (in scadenza, dopo un decennio di onorata militanza cattolica) di Avvenire Marco Tarquinio, a cui la gerarchia ecclesiastica non perdona l'intervista pro Grillo rilasciata al Corriere, con aperture personali e non concordate verso i programmi del Movimento Cinque Stelle accompagnate, in singolare sincronismo, con una grande intervista proprio al leader, il comico Beppe Grillo, fatta senza risparmio di spazi e inusitata visibilita' dal giornale dei vescovi.

Pare che Tarquinio si sia fatto prendere la mano, spiegano i bene informati, da un suo vice di fede grilina. Ma le stesse fonti osservano che si tratterebbe di una sorta di endorsement intenzionalmente pensato per il dopo, un investimento a futura memoria.

Si sa comunque che alla Conferenza Episcopale Italiana hanno deciso da tempo di puntare su facce nuove per il vertice del quotidiano di casa, specie ora che e' stato nominato il nuovo presidente della CEI, il vescovo di Perugia Gualtiero Bassetti. Ci vogliono nuove idee anche per ravvivare gli entusiasmi intorno al giornale e combattere la crisi dei versamenti dell'8 per mille (con cui si finanzia il giornale), in caduta dal 2008.

Per quel ruolo non c'e' ancora un nome certo. Si e' parlato del disoccupato Ferruccio De Bortoli, spaesato senza una testata da guidare e come un pesce fuor d'acqua negli attuali panni di editorialista (Il popolare Ferruccio e' sempre stato un uomo di macchina e non un pensatore ne' una penna) ma soprattutto del vaticanista Andrea Tornielli. Non piace a tutti nella CEI, si osserva, ma "è uno dei pochi che parla direttamente con il papa".

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