Il 16 agosto sarà un anno dalla morte di Pippo Baudo. Da Settevoci ai 13 Festival di Sanremo, Superpippo ha accompagnato generazioni di italiani e cambiato il modo di condurre e costruire la televisione.
Settevoci lo lanciò nel 1966, poi arrivarono Domenica In, Fantastico e il record di 13 Sanremo
La svolta arrivò nel 1966 quasi per caso. Il telefilm Rin Tin Tin non raggiunse in tempo gli studi Rai e per riempire il palinsesto venne mandato in onda il pilot di Settevoci, fino ad allora giudicato “intrasmissibile”. Il programma ebbe successo e Pippo Baudo entrò definitivamente nelle case degli italiani.
Era cresciuto nella Sicilia del dopoguerra tra studi classici, commedie scolastiche, pianoforte e spettacoli nei CineTeatri di provincia. L’incontro con Tuccio Musumeci, suo primo compagno d’arte, precedette una carriera che lo avrebbe portato a guidare Eccetera eccetera, Canzonissima, Fantastico, Domenica In e Serata d’onore.
Il rapporto con Sanremo diventò uno dei tratti principali della sua carriera. Baudo condusse 13 Festival, record assoluto, occupandosi anche della direzione artistica e contribuendo a costruire una formula fatta di gara, ospiti, spettacolo e confronto intorno alle canzoni.
Fu anche un talent scout. Tra i personaggi che arrivarono alle prime grandi occasioni televisive con lui ci furono Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Laura Pausini, Giorgia, Michelle Hunziker, Barbara D’Urso, Beppe Grillo, Nino Frassica, Manlio Dovì, Fioretta Mari e Sabrina Ferilli. Anche il provino in cui scartò un giovane Fiorello sarebbe diventato parte degli aneddoti sulla sua carriera.
Baudo attraversò varietà, quiz, talk, programmi celebrativi e trasmissioni di divulgazione come Novecento e Centocinquanta. Superò il difficile passaggio a Mediaset negli anni Ottanta e il caso giudiziario delle telepromozioni negli anni Novanta, continuando poi a lavorare per la Rai.
Nella vita privata ebbe cinque relazioni importanti, con Mirella Adinolfi, Angela Lippi, Alida Chelli, Adriana Russo e Katia Ricciarelli, e una famiglia composta da due figli, tre nipoti e un pronipote. Rimase sempre molto legato alla Sicilia. Tra le imitazioni più celebri ci fu quella di Gigi Sabani con la battuta “L’ho inventata io!”.
Negli ultimi anni le apparizioni televisive erano diventate più rare, tra collegamenti, messaggi e qualche presenza a sorpresa. Baudo morì a Roma il 16 agosto 2025, a 89 anni.
Carlo Conti ricorda Baudo: “Pippo è la tv”, il maestro di Sanremo e gli abbracci quasi paterni
A pochi giorni dal primo anniversario, Carlo Conti riassume il rapporto con Baudo in tre parole: “Pippo Baudo è la tv”. Conti lo considera uno dei modelli della sua generazione: “È stato un protagonista assoluto della storia della televisione italiana, è stato un maestro ed un punto di riferimento per quella generazione di conduttori televisivi (oggi sessantenni) di cui faccio parte”.
Il rapporto era anche personale. “Tanti sono i ricordi personali che mi legano a Baudo – confida – ma indimenticabili sono i suoi abbracci quasi paterni ad ogni nostro incontro”. Il legame passa soprattutto dal Festival. “In tutti i festival di Sanremo c’è un po’ di Baudo”, dice Conti. “Le sue direzioni artistiche hanno creato il festival com’è oggi, con i suoi commenti, le sue polemiche, gli ospiti e la gara delle canzoni al centro di tutto”. Durante la conferenza stampa del suo ultimo Sanremo, Conti aveva ricordato anche il peso simbolico della prima edizione senza il suo maestro: “È toccato a me condurre il primo Festival senza Pippo. Era doveroso dedicarlo a lui”. Poi, commosso, aveva aggiunto: “Pippo è Pippo, è il maestro, il faro”.
Per Conti l’eredità di Baudo riguarda anche il mestiere stesso del conduttore. “Baudo ha creato molto per la tv con idee sempre nuove che sono poi rimaste nel tempo”, dice. “Ma principalmente ha trasformato il ruolo da semplice presentatore in conduttore. Il conduttore televisivo ha in mano il programma, ne è autore, detta i tempi ed è quasi il regista in scena”.

