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Rai: approvato il piano industriale di Salini Polo unico all news

Rai: cda approva a maggioranza piano industriale. No di Borioni e Laganà

Il cda Rai ha approvato a maggioranza il piano industriale presentato dall'amministratore delegato Fabrizio Salini. A favore hanno votato in cinque (il presidente Foa, i consiglieri Coletti, Rossi, De Biasio e ovviamente lo stesso amministratore delegato), mentre contrari si sono dichiarati Borioni e Lagana'. Un polo unico all news, ma restano i 3 tg e nasce il canale in inglese. Nove mega-direzioni. Semaforo verde dunque per il piano che l'orologio della Rai avanti di vent'anni.

RAI: SI' AL PIANO INDUSTRIALE, AL VIA RIVOLUZIONE SALINI, CONTENUTI AL CENTRO

Semaforo verde al piano industriale 2019-2020. Il Cda dà il via libera alla 'rivoluzione' fortemente voluta dall'ad Fabrizio Salini affinché la Rai mettesse avanti l'orologio, recuperando il tempo perduto. Una rivoluzione che Salini ha scritto in sei mesi e che poi ha portato all'attenzione dei consiglieri per poterne migliorare il testo attraverso il confronto con le sensibilità di ciascuno. Un percorso in cui ogni modifica è stata condivisa anche dall'ad.

A dare la notizia ufficiale dell'approvazione del piano è una nota di Viale Mazzini. "Il consiglio di amministrazione Rai - si legge - si è riunito questa mattina in Viale Mazzini, presieduto da Marcello Foa. Il Cda ha esaminato e approvato il Piano industriale 2019-2021 che pone al centro i contenuti e le esigenze degli utenti, colmando il gap digitale accumulato rispetto al settore e venendo incontro agli obblighi del contratto di servizio. L'ad Fabrizio Salini ha illustrato ai consiglieri di amministrazione e al collegio sindacale le principali linee d'azione del Piano, che tiene conto del processo di digitalizzazione dei media, del mutato scenario competitivo e dell'evoluzione delle abitudini di consumo degli utenti, in particolare delle giovani generazioni, alla luce di una moderna interpretazione del ruolo di servizio pubblico".

Tra gli obiettivi del Piano, "l'elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un'organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva si vanno a costituire le direzioni 'orizzontali': intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Le direzioni di contenuto definiranno l'offerta nell'ambito del proprio genere, ottimizzando l'impiego di risorse in base all'evoluzione della domanda degli utenti e al fabbisogno delle diverse piattaforme, in ottemperanza alle previsioni del contratto di servizio e alla tutela dell'identità culturale del Paese. Le reti saranno organizzate sotto la Direzione distribuzione, che avrà il compito di indirizzare, coordinare e armonizzare la programmazione complessiva".

"Come previsto dal Contratto di servizio - si sottolinea - l'offerta sarà ampliata attraverso un canale in lingua inglese, con un palinsesto basato su produzioni originali, contenuti provenienti da archivi Rai, spazi informativi e eccellenze cinematografiche italiane sotto-titolate. Il canale in inglese sarà prodotto e distribuito da Raicom. Il Piano introduce, inoltre, un canale istituzionale, allo scopo di avvicinare cittadini e istituzioni, promuovendo la conoscenza delle stesse tramite un palinsesto dedicato. All'interno della strategia multipiattaforma, sarà potenziato e valorizzato il ruolo della radio e la relativa offerta, attraverso un'attenta definizione dei target per una fruizione autenticamente multimediale".

"Per quanto concerne l'informazione, il Piano prevede di mantenere i brand di punta dell'informazione Rai e di potenziare il Polo all news con la creazione di una testata multipiattaforma che integri Rainews, rainews.it, Tgr e Televideo. Il Piano è improntato alla promozione e al rafforzamento del pluralismo e della coesione sociale. Il Piano - è la conclusione - è stato approvato con cinque voti favorevoli e due contrari".

Fnsi-Usigrai: In un Piano industriale che passa a maggioranza c’è già qualcosa che non va

“In un Piano industriale che passa a maggioranza c’è già qualcosa che non va”. Così una nota stampa congiunta Fnsi-Usigrai sull’approvazione da parte del  Cda Rai al piano industriale 2019-2012.

“Se poi a votare contro è anche il Consigliere eletto dai dipendenti si apre un gigantesco interrogativo sulla capacità di questo vertice di ascoltare le istanze di chi conosce le esigenze e le emergenze di questa azienda perché lavora sul campo”, prosegue la nota. “Ovviamente ora – come da impegni assunti – aspettiamo la convocazione urgente da parte dell’Amministratore Delegato per l’illustrazione del piano”.

“Per ora non possiamo che ribadire la preoccupazione per un piano industriale adottato senza certezza di risorse”, proseguno Fnsi e Usigrai. “Il CdA ha letto lo studio pubblicato oggi da Mediobanca dove si ribadisce che il canone RAI è il più basso d’Europa e che lo Stato trattiene 340 milioni di euro?”

“Ma la preoccupazione più grande è per ipotesi di accorpamenti – come la Direzione unica approfondimenti – quando è ancora in vigore la legge Renzi che ha posto sotto il governo il controllo della Rai, come ha dimostrato l’inquietante incontro dell’Amministratore delegato e del Presidente della Rai con il ministro dell’Interno”, conclude la nota.

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