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Rai, il m5s loda Salini: "Probo e indipendente, sta lavorando con serietà"
Fabrizio Salini, Ad Rai

L'Ad Rai Fabrizio Salini sta lavorando bene ed è molto apprezzato in azienda. Questa l'atmosfera che si respira nei corridoi di Viale Mazzini, dove solitamente gli spifferi sono sfiati di veleno e le correnti sono foriere di ripicche, rivalse, rivalità.

Con l'avvento di Salini, pare invece che la Rai abbia riacquistato fiducia nelle proprie possibilità e si sia accorta delle proprie potenzialità di tornare a essere attore competitivo sulla piazza nazionale e internazionale. Vertici e dipendenti guardano perlopiù positivamente al piano industriale e ai progetti di riforma proposti dall'Ad, e la correttezza nel legare alle proprie sorti in Rai quelle dei suoi collaboratori più stretti, il Direttore generale Alberto Matassino e il suo portavoce Marcello Giannotti, anziché scaricarli scaltramente sul groppone dei contribuenti a tempo indeterminato (come altri hanno fatto prima di lui assumendo autentiche vagonate di collaboratori rimasti tuttora sul libro paga degli italiani) non è passata inosservata. 

Il fatto è che Salini si trova al momento al centro della lotta fratricida tra Lega e M5s per la visibilità radiotelevisiva in campagna elettorale in vista delle prossime Elezioni Europee. Ed ecco che la Lega, un giorno sì e uno anche, si fa fisiologicamente forte del proprio cospicuo vantaggio nei sondaggi (e della propria potenza elettorale sancita dai trionfi alle urne, paralleli alla crisi del m5s) tirando la giacca dell'Ad Rai per ribadire coram populo la propria supremazia.

D'altra parte, il M5s blinda Salini e, nelle dichiarazioni dei senatori Airola e Paragone, ne tesse lodi sperticate ribadendo a grandi linee quanto viene sussurrato nei corridoi della Rai e dalla maggioranza silenziosa dell'azienda, ovvero che egli sta lavorando con serietà, che è una persona proba e indipendente, e che si sta impegnando con diligenza affinché la Rai possa interagire al meglio in un mercato complesso in via di rapida e costante evoluzione

Se la Lega minaccia il boicottaggio del piano industriale di Salini, i grillini ribadiscono la loro piena fiducia all'Ad, che raccoglie ampi consensi anche fuori delle sedi romane dell'azienda. A margine, agli osservatori esterni più attenti, non sfugge peraltro il peculiare e pedissequo fuoco di fila al quale il quotidiano La Repubblica sottopone l'Ad Rai. Un fuoco di fila che, a più di una malalingua, pare una strategica tagline per promuovere il libro del direttore Carlo Verdelli.

Faide, attacchi e pettegolezzi a parte, Salini dal canto suo vola alto, tira dritto e continua sulla sua strada di rinnovamento, puntando - fra gli altri progetti - al ritorno all'utile della Rai nel 2021.  E l'azienda pare essere con lui.

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