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Rai, pubblicità regresso

di Francesco Bogliari (*)

Da un paio di mesi la Rai sta mandando in onda in maniera ossessiva la campagna pubblicitaria per il rinnovo del canone: quella in cui l’apparecchio televisivo esplode quando viene accartocciata la lettera con il bollettino, e allora il nonno o i nipoti o la dolce consorte si trasformano in belve tipo Hulk; alla fine la minacciosa scritta “si deve” (pagare) si trasforma ipocritamente in “si vede”.

Ora, al di là della legittimità stessa del canone Rai, su cui si potrebbe disquisire per giorni, credo che quegli spot siano una delle cose più grevi, violente, aggressive, minacciose mai viste sulla tv pubblica. Orrendi anche dal punto di vista dell’estetica formale. Una vera Pubblicità Regresso.

Che in queste ore si associa a una edizione di Sanremo talmente mediocre da segnare una ormai irreversibile caduta di stile e di contenuti dell’intero “contenitore”. Concordo in pieno con l’editoriale di ieri di affaritaliani (http://www.affaritaliani.it/coffeebreak/fazio-littizzetto-190214.html).

Non mi risultano prese di posizione dei consiglieri di amministrazione Rai “in quota” alla cosiddetta “società civile” (così vennero definiti al tempo della loro nomina). O forse hanno parlato, ma le loro parole si sono perdute nel tempo, come lacrime nella pioggia…

(*) Editore e giornalista