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Il digitale manda in pensione la carta. Anche in bagno

 

iPhone water

Anche nella più intima delle stanze domestiche il digitale sta mandando in pensione la carta: il 16% dei possessori di smartphone e il 9% di coloro che hanno un tablet ammettono di usarli per guardare film in bagno. E’ uno dei dati emersi dallo studio annuale di Motorola Mobility (controllata da Google) sull’uso dei device, condotto in 17 paesi, che sottolinea fra l’altro l’aumento esponenziale del consumo di immagini su tutti gli schermi, passato nel 2012 a 25 ore settimanali pro capite contro le 15 del 2011.

Peraltro, smartphone e tablet sopravanzano la televisione in camera da letto: del 36% di utenti che dichiarano di guardare video comodamente adagiati fra le lenzuola, il 46% lo fa tramite smartphone, il 41% su tablet e solo il 36% sulla tv. Più in generale, oltre il 50% degli intervistati ha scaricato un film o un programma televisivo su un dispositivo mobile.

I principali consumatori di contenuti video sono comunque i possessori di tablet, che guardano mediamente 6,7 ore di film alla settimana, contro le 5 ore e mezzo di coloro che non hanno un tablet. L’80% dei contenuti fruiti da tablet è registrato, contro il 65% di quelli visti su altri device.

Si conferma la tendenza della crescita del “secondo schermo”: se in salotto il 50% del campione guarda la televisione, il 40% lo fa con in mano tablet o cellulare. E il 76% vorrebbe portare in maniera automatica i suoi contenuti (film soprattutto) da un dispositivo all’altro, il che consentirebbe di continuare a vedere una pellicola spostandosi dal salotto al bagno, alla cucina o alla camera da letto.

Interessante, poi, notare che il 68% degli utenti (e il 75% di quelli statunitensi) utilizza applicazioni che rimuovono la pubblicità in fase di registrazione di un programma tv. Il 77% registra i programmi per evitare dissidi con i familiari su cosa guardare in diretta sul piccolo schermo, il 72% registra intere serie tv, un terzo non guarda mai ciò che registra e la metà usa i social network mentre guarda la televisione, quota che sale al 60% fra i minori di 24 anni.