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Tempi si salva e diventa mensile

La chiusura definitiva dello storico magazine “Tempi” è evitata in extremis grazie a un accordo che concede temporaneamente in godimento la testata alla cooperativa ‘’Contrattempi’’, costituita dai giornalisti: Emanuele Boffi, (che sarà il direttore responsabile n.d.r ) Rodolfo Casadei, Caterina Giojelli, Leone Grotti e Pietro Piccinini. Sono loro stessi a darne notizia sul sito Tempi.it, che contestualmente riprende ad essere aggiornato e a pubblicare quotidianamente interventi dei tradizionali collaboratori, da Luigi Amicone, che lo ha diretto per vent’anni, a Guido Clericetti, Renato Farina, Pippo Corigliano, Marina Corradi, Simone Fortunato, Alfredo Mantovano, Roberto Perrone e Aldo Tento. L’edizione a stampa passerà però dalla periodicità settimanale a quella mensile e la distribuzione avverrà solo in abbonamento.

In particolare agli abbonati del settimanale non più in edicola sarà spedita gratuitamente una copia del primo numero del nuovo mensile con l’aspettativa di poter convertire la maggior parte degli abbonamenti (circa 3.000 ndr) dal settimanale al mensile, che dovrebbe essere ogni numero incentrato su uno specifico tema e ogni uscita legata a un incontro pubblico.

Il rilancio di ‘’Tempi’’ si è reso possibile, come si legge nell’editoriale, ‘’anche grazie agli impegni e alle garanzie fornite dai soci di ETD Digital e alla piena disponibilità di Valter Mainetti, a capo del gruppo Sorgente e di Claudio Sonzogno, Presidente di Musa Comunicazione’’. Quest’ultima, che possiede le partecipazioni editoriali di Sorgente fra le quali ‘’Foglio Edizioni’’ e il 30 per cento della Gazzetta del Mezzogiorno, ha recentemente acquisito il 40% di ETD Digital che faceva capo a Bizzi & Partners, salendo all’80 per cento.

In verità “Tempi” non ha mai avuto vita facile, nonostante le diverse formule. Lo scorso anno, si tenta un nuovo rilancio, attraverso la costituzione della società editrice ETD Digital. La direzione viene affidata ad Alessandro Giuli. Purtroppo la crisi della ‘’carta stampata’’ si aggrava e a “Tempi” finisce per mancare gran parte della pubblicità prevista. Già a metà anno dagli azionisti, e in particolare da Musa Comunicazione, viene lanciato un primo campanello di allarme. Passa l’estate e i conti continuano a peggiorare, delineando una perdita a fine anno superiore ai 700.000 euro, un importo decisamente inaccettabile. Non tanto per il fatto di dovervi far fronte, quanto per la consapevolezza di avere un asset manageriale e produttivo eccessivamente costoso, rispetto a qualsiasi evoluzione si potesse dare alla continuità dell’attività della testata, nemmeno nell’edizione on line, tentata nell’ultimo mese. Inevitabile quindi la messa in liquidazione dell’impresa.

Certo, la decisione è stata amara per tutti, a partire dai redattori, che comunque hanno reagito con compostezza e alla fine hanno trovato un accordo con ETD Digital, che offre una nuova chance alla testata “Tempi” di restare sul mercato editoriale e rispondere alle aspettative dei numerosi e affezionati abbonati. E consente anche alla stessa ETD Digital – fanno notare ambienti della società - di smentire chi, con troppa fretta, aveva accusato l’Editore di non voler far fronte agli impegni. Anzi proprio il sostegno della società editrice è stata decisiva, insieme all’attaccamento dei redattori alla testata, per dare un futuro a “Tempi’’, in un contesto estremamente difficile per l’editoria del settore, dove vale più la possibilità di raggiungere costi contenuti, piuttosto che confidare in una crescita dei ricavi. La cooperativa ‘’Contrattempi’’ confida infatti anche su altre entrate attraverso partnership con testate e siti di informazione.

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