Francesco Totti ha raccontato in modo ironico la propria prima visita alla prostata durante la presentazione del libro Oltre al Teatro Brancaccio di Roma. Il video è diventato virale, ma ha provocato anche l’intervento della Società italiana di Urologia. Gli specialisti hanno apprezzato l’attenzione generata sulla prevenzione, ma hanno precisato che la visita urologica non è un “atto di violenza” né una barzelletta e non dovrebbe essere descritta in modo da aumentare la paura degli uomini.
Che cosa ha raccontato Francesco Totti
L’ex capitano della Roma stava parlando al Teatro Brancaccio quando ha ricordato la sua prima esperienza con un controllo urologico. Totti ha trasformato l’episodio in un lungo racconto comico, soffermandosi soprattutto sul momento dell’esplorazione rettale e mimando la propria reazione davanti al medico.
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Il video ha rapidamente circolato sui social. Il tono era chiaramente autoironico e rivolto a divertire il pubblico presente alla presentazione del libro. Proprio la grande diffusione del filmato ha però spinto gli urologi a intervenire per evitare che l’esame venisse percepito come qualcosa di traumatico o umiliante.
Gli urologi: “Non è un atto di violenza”
Il presidente della Società italiana di Urologia, Giuseppe Carrieri, ha riconosciuto che Totti ha avuto il merito di accendere i riflettori sulla prevenzione maschile. Ha però sottolineato che il tono del racconto rischia di non restituire correttamente come si svolge realmente una visita.
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La visita urologica, ha spiegato Carrieri, è innanzitutto un colloquio tra medico e paziente e non sempre comporta automaticamente lo stesso tipo di esame fisico. Gli specialisti vogliono soprattutto evitare che gli uomini rinuncino ai controlli per timore dell’esplorazione rettale. La Siu ha quindi scherzosamente invitato Totti a trasformare la viralità del racconto in una campagna positiva, diventando un possibile testimonial della prevenzione.
Tumore alla prostata, perché la prevenzione conta
Il richiamo degli urologi nasce dai numeri della malattia. Secondo i dati citati dalla Siu, il tumore della prostata è il cancro più frequente nella popolazione maschile, con circa 40mila nuovi casi ogni anno in Italia e circa 7mila decessi. Quasi 600mila uomini convivono con una diagnosi. Novembre è inoltre il mese tradizionalmente dedicato alla prevenzione della salute maschile. La valutazione sulla necessità di controlli, PSA e visita specialistica dipende dall’età, dalla familiarità e dalla situazione clinica individuale.
Il richiamo a Totti non contesta quindi l’ironia dell’ex calciatore, ma punta a evitare che il racconto virale trasformi un controllo medico utile in qualcosa di cui aver paura.
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