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TP, l’associazione italiana pubblicitari professionisti, è in crisi. Non è un’indiscrezione. Ma una notizia ufficiale dato che a rivelarla è uno dei suoi massimi dirigenti, Renato Sarli, rappresentante dell’associazione per la Lombardia. Sarli ieri sera ha reso pubbliche le sue dimissioni e anche il motivo che l’ha spinto a questa scelta su Facebook. “Ho rassegnato le dimissioni sia da consigliere nazionale che da socio TP”, ha scritto in un post. E a chi gli chiedeva le ragioni, ha specificato: “In consiglio ho presentato una mozione. Ho chiesto la chiusura di TP in quanto ritengo che sarebbe la cosa migliore da fare vista la situazione economica in cui si trova. La mia mozione non è stata accolta e a tutt’oggi non vedo da altre parti arrivare proposte atte a mio avviso a risanare concretamente la situazione. A questo punto mi sembra corretto passare la mano”.

Naturalmente, le parole di Sarli hanno l’effetto di una bomba. Tanto più amplificato, il giorno dopo, da Diego Illetterati, il presidente del Consiglio Nazionale di TP che al sito internet Spot and Web rilascia queste dichiarazioni: “Il post di Sarli non mi meraviglia affatto. Da oltre un anno io stesso ho fatto presente la necessità di fare una seria e profonda riflessione sullo stato dell’associzione. Ma purtroppo sono stato inascoltato. Così, oggi, la situazione è molto difficile. E francamente, come Sarli, non scorgo alcuna prospettiva per una ripresa”.

Illetterati è molto chiaro anche quando deve individuare le colpe del crac-TP: “L’ho detto più volte nelle riunioni ufficiali dell’associazione. Si sta scontando una incapacità di gestione che ha caratterizzato gli ultimi anni. L’ammontare del debito è importante. Ma, al di là di questo, la giunta e il presidente non hanno saputo imprimere una linea di condotta giusta. A Biagio Vanacore abbiamo chiesto più volte di prendere una posizione chiara sullo stato delle cose. Ma è mancato non solo una presa d’atto, ma persino la volontà di aprire un dibattito”. TP rischia in questo modo di scrivere l’ultima pagina della sua gloriosa storia. E’ stata la prima associazione che ha raggruppato i pubblicitari italiani, fin dall’immediato Dopoguerra, e in passato è arrivata a rappresentare oltre 2000 professionisti del ramo.

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