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Medicina
Come invecchieremo? Si capisce dai capelli, grazie all’epigenetica

Come invecchierai? Lo si capisce dai capelli. O meglio, lo capisce il dottor Emanuele De Nobili, responsabile sanitario del Longevity Medical Center di Merano, nonché esperto di epigenetica. Perché se è vero che abbiamo un patrimonio genetico che determina le nostre caratteristiche di base e le nostre predisposizioni a certe patologie, è altrettanto vero che non è assiomatico.  Il nostro “destino” fisio patologico può cambiare e questo è il ruolo dell’epigenetica. Ovvero, dell’insieme dei fattori che attivano o “calmierano” il nostro genotipo. E dal bulbo capillare, chi si occupa di epigenetica capisce tantissime cose.

Come scrisse Times sulla copertina tempo fa, Dna isn’t your destiny. Il dna non è il tuo destino. Pensavamo di capire tutto con la mappatura del genoma umano, che scoprendo 23.000 geni avremmo guarito tutti i malanni – dice De Nobili ad Affaritaliani-  Ma non è così. Le informazioni contenute nel dna si chiamano genotipo e sono le stesse per tutte le nostre cellule. Tuttavia l’espressione di queste informazioni può essere diversa in base alla cellula, allo stato in cui si trova o ad altri fattori. Questa espressione viene denominata fenotipo. L’epigenetica studia quindi il modo in cui devono essere prodotte le diverse espressioni e i fattori che lo provocano, senza modificare direttamente il dna”.

Ma quali sono i fattori chiave nel determinare stato di salute e invecchiamento?

Al 50%, ciò che mangiamo -prosegue De Nobili- Conservanti, carne proveniente da allevamenti intensivi dove le mucche non mangiano erba ma mangimi, zuccheri raffinati, sostanze chimiche sono sicuramente determinanti. Facciamo un esempio. Se io ho una predisposizione genetica al diabete di tipo 2 e mangio pochi carboidrati raffinati, il gene che predispone rimane ‘spento’. Al pari, i geni protettivi vengono soppressi da un cattivo stile di vita. Quando i fattori che predispongono a determinate patologie vengono curati, si può tornare a uno stato di salute buono. In Italia ne stiamo parlando da molto tempo, l’epigenetica vale quasi di più del patrimonio genetico stesso”.

Il test dai capelli e la medicina quantistica

“Ci basiamo sulla medicina quantistica. Ovvero, sul fatto che la massa è energia. Anche il nostro corpo. Dobbiamo aprire la mente: come 50 anni fa non sapevamo nulla di biochimica, adesso sappiamo poco della quantistica. Ma fra qualche anno ci saranno apparecchiature che riconoscono le frequenze. Ebbene, il dispositivo che usiamo noi a Merano, S-Drive, analizza i bulbi capillari e ti dice in che stato energetico sei. Ne bastano quattro o cinque per verificare che frequenze abbiamo e di quali indicatori epigenetici hanno risentito: metalli pesanti, elettrosmog, inquinamento, stress, tutto viene registrato dall’organismo”.  Quindi il test è in grado di dare la diagnosi e la soluzione, mappando i valori epigenetici attraverso quattro o cinque capelli attraverso l’esame diagnostico digitale.  “Ti mancano antissidanti? Puoi rischiare malattie degenerative. Ti mancano Omega 3? Rischi una infiammazione cronica silente e così via. La cosa bella è che non siamo più controllati dal nostro patrimonio genetico, ma possiamo essere gli artefici del nostro destino”.

Il problema dei cibi “scarichi”

“In Italia abbiamo un grande esperto di Biofisica e nutrizione, il professor Piergiorgio Spaggiari, da cui ho seguito il corso di Epigenetica. Ci insegna che anche i cibi hanno un’energia. Un uovo che arriva da una gallina costretta in gabbia non è lo stesso di una gallina che si muove libera. Una farina 00 è un concentrato di amido e glutine, non dà  nutrimento, meglio scegliere l’integrale 1 o 2. I cibi in generale oggi sono poveri di vitamine e minerali. Per questo bisogna integrare. La biofisica ci aiuta ad analizzare il corpo per capire cosa manca e cosa è in eccesso. Così possiamo controllare quali ambiti sono migliorabili al fine di evitare la malattia e favorire il benessere”.

 

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