“The hidden disease”. Così viene chiamata la depressione, il male oscuro che ogni anno viene diagnosticato a oltre il 10% della popolazione di età compresa tra i 18 e i 55 anni.
“Ma la diagnosi tra le diverse sindromi depressive, così come viene effettuata oggi attraverso questionari e dialogo col paziente, ha margini di errore molto ampi, intorno al 60%. Questo comporta gravi conseguenze di tipo terapeutico e pesanti ricadute nell’ambito della salute pubblica”. Lo spiega ad Affaritaliani.it Massimo Cocchi, esperto biochimico dell’Istituto di Ricerca Quantitativa e Quantistica in Psichiatria e Cardiologia “Paolo Sotgiu” dell’Università L.U.de.S. di Lugano, che insieme alla sua equipe ha messo a punto un approccio alternativo per la diagnosi.
In che cosa consiste il vostro progetto?
“Abbiamo ideato un complesso software, chiamato ADAM, che è in grado di fare una diagnosi di depressione partendo da un semplice prelievo di sangue analizzato in laboratorio”.
Che tipo di diagnosi viene effettuata?
“ADAM può fare una diagnosi di mood disorder molto accurata distinguendo molto bene i diversi tipi di disturbo: depressione maggiore, sindrome bipolare, disturbi ossessivo-complusivi, psicosi, pensieri suicidi. Ogni disordine dell’umore corrisponde a un evento biologico preciso”.
Da che cosa dipende esattamento questo evento biologico legato alla sindrome depressiva?
“Dipende dagli acidi grassi che influenzano la viscosità della membrana cellulare e condizionano così l’ingresso della serotonina nella cellula”.
Quali sono i vantaggi di ADAM?
“Oltre ad essere un fondamentale strumento di ausilio diagnostico nelle mani dello psichiatra, peraltro a bassissimo costo, questo nuovo sistema apre le porte alla realizzazione di farmaci rivoluzionari e di nuova concezione. Potrebbe essere, inoltre, legato all’identificazione di strategie nutrizionali mirate”.
ADAM potrebbe avere anche importanti sviluppi in campo giuridico.
“Potrebbe servire a tracciare con precisione il profilo criminologico degli imputati: attualmente non si hanno punti di riferimento di tipo biochimico e biologico. Inoltre potrebbe avere implicaizoni di tipo etico-morale, perché ADAM può individuare le caratteristiche molecolari che possono predisporre al suicidio”.
In quale fase è la scoperta?
“E’ ancora in fase sperimentale, ma vanta oltre cento pubblicazioni e si inserisce in un ampio contesto internazionale che sta raccogliendo consensi tra le più prestigiose università e centri di ricerca di tutto il mondo”.
E in Italia?
“In Italia ci vorrebbe più attenzione, finora la scoperta è passata quasi sotto silenzio. La psichiatria nel nostro paese è restia ad aprirsi a criteri di oggettivazione”.
I vostri prossimi progetti?
“Approfondiremo lo studio della depressione post partum: una sindrome che spesso non viene individuata o viene sottovalutata”.
Maria Carla Rota
