CDMO, l’Italia resta leader in Europa. Ora la sfida è trasformare il primato manifatturiero in un vantaggio strategico. Il caso di Morpho Alfasigma
L’Italia si conferma al primo posto in Europa nel settore CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization), il comparto specializzato nello sviluppo e nella produzione di farmaci per conto di aziende farmaceutiche e biotech. Secondo lo studio Farmindustria-Prometeia 2026, ripreso da Il Sole 24 Ore, il mercato italiano ha raggiunto un fatturato di 4,3 miliardi di euro, corrispondente al 24% del totale europeo, che si attesta a 17,8 miliardi. Un risultato che colloca il Paese davanti alla Germania, con 3,5 miliardi, e alla Francia, con 2,9 miliardi, confermando una posizione di leadership costruita e rafforzata nel corso degli anni.
Il settore CDMO italiano cresce più dei competitor europei
A evidenziare la solidità dell’industria italiana è soprattutto l’andamento registrato nell’ultimo decennio. Nell’arco di dodici anni, il fatturato complessivo del mercato CDMO europeo è aumentato di 9,3 miliardi di euro. Di questo incremento, circa un terzo è riconducibile all’Italia, che nello stesso periodo ha registrato una crescita del proprio giro d’affari pari a 2,6 miliardi. La tendenza positiva è proseguita anche nel 2024, quando le imprese italiane del comparto hanno segnato un aumento del fatturato del 7,4%, superando i risultati ottenuti dai principali concorrenti europei.
Un elemento centrale di questa espansione è rappresentato dalla crescente presenza sui mercati internazionali. Attualmente, l’85% del fatturato delle aziende CDMO italiane proviene dall’estero, una quota sensibilmente superiore al 65% rilevato nel 2015. Nello stesso intervallo temporale, il valore delle esportazioni è aumentato del 352%, arrivando a superare di oltre quattro volte i livelli iniziali. Europa, Stati Uniti e Giappone costituiscono i principali mercati di riferimento, concentrando quasi il 95% dell’export nazionale del settore.
Accanto alla capacità di competere a livello internazionale, a sostenere i risultati delle imprese italiane contribuiscono la qualità dei processi manifatturieri, l’affidabilità industriale e un livello particolarmente elevato di investimenti. Nel triennio 2023-2025, infatti, le aziende CDMO hanno destinato mediamente agli investimenti il 17% del proprio fatturato, una percentuale più che doppia rispetto alla media dell’industria manifatturiera italiana. Circa l’80% delle risorse investite è stato indirizzato alle linee produttive, mentre quasi il 60% ha riguardato lo sviluppo di nuova capacità industriale.
La competizione globale e le nuove esigenze del mercato farmaceutico
Nonostante i risultati raggiunti, il primato italiano si confronta oggi con uno scenario internazionale in rapida trasformazione. Da un lato, la Cina sta rafforzando la propria presenza nel settore delle scienze della vita; dall’altro, gli Stati Uniti stanno promuovendo politiche industriali finalizzate ad attrarre capitali e attività produttive considerate strategiche.
In questo contesto, anche Farmindustria richiama l’attenzione sulla necessità di continuare a investire per preservare la posizione competitiva conquistata dall’Italia, che non può essere considerata definitivamente acquisita.
Parallelamente, sta cambiando la funzione stessa delle aziende CDMO all’interno della filiera farmaceutica. Il loro contributo non si limita più alla disponibilità di impianti e capacità di produzione. Le imprese farmaceutiche e biotech richiedono interlocutori capaci di affiancarle nelle diverse fasi dello sviluppo industriale, affrontando gli aspetti regolatori, il trasferimento delle tecnologie, l’aumento della scala produttiva e la riduzione dei tempi necessari per portare un prodotto sul mercato. Si tratta di un’evoluzione che sta orientando le strategie delle realtà industriali più avanzate, sempre più impegnate a integrare competenze produttive, tecniche e regolatorie in un’offerta di servizi più articolata.
Alfasigma sviluppa MORPHO, la piattaforma dedicata ai servizi CDMO
È all’interno di questo scenario che si inserisce MORPHO, la piattaforma CDMO di Alfasigma nata per offrire alle aziende del settore farmaceutico e biotech un insieme di competenze industriali, produttive e regolatorie a supporto dell’intero ciclo di vita del prodotto. L’iniziativa si basa sull’esperienza manifatturiera maturata dal gruppo e valorizza due stabilimenti con specializzazioni differenti. Il sito di Pomezia è dedicato alle forme solide orali, mentre quello di Alanno è focalizzato sulle produzioni sterili.
Attraverso MORPHO, Alfasigma intende sviluppare un modello di collaborazione nel quale il rapporto con le aziende clienti non si esaurisca nella fornitura di servizi produttivi, ma comprenda anche il supporto alle scelte tecniche e operative che incidono sulla realizzazione e sul successo dei programmi industriali.
Questa impostazione riflette un orientamento già presente nel mercato farmaceutico internazionale. Diversi grandi gruppi del settore hanno infatti avviato divisioni specializzate e marchi indipendenti dedicati alle attività CDMO, con l’obiettivo di valorizzare le competenze manifatturiere esistenti e trasformarle in nuove opportunità di sviluppo.
“Il mercato sta chiedendo ai CDMO un ruolo sempre più strategico. Non basta più garantire eccellenza produttiva: è necessario mettere a disposizione esperienza farmaceutica, competenze e capacità di esecuzione per accompagnare i clienti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto“, afferma Rocco Paracchini, Vice President di MORPHO.
Farmaceutica, il CDMO come leva per la competitività industriale italiana
Le prospettive di sviluppo del comparto CDMO assumono un’importanza crescente per l’intera industria farmaceutica nazionale. La progressiva diffusione dei farmaci biologici, l’evoluzione delle terapie avanzate e l’affermazione di modelli di ricerca basati sulla collaborazione tra più soggetti contribuiranno ad accrescere la domanda di partner industriali dotati di competenze specialistiche e di elevati standard produttivi.
Per l’Italia, questa trasformazione rappresenta l’opportunità di rafforzare un primato europeo fondato sulla qualità manifatturiera, sulle conoscenze scientifiche e sulla continuità degli investimenti. In tale prospettiva, iniziative come MORPHO di Alfasigma si inseriscono nel percorso di consolidamento della filiera farmaceutica italiana, contribuendo a valorizzarne il patrimonio industriale e a sostenerne la capacità competitiva.
La sfida riguarda non soltanto il mantenimento delle quote di mercato conquistate negli anni, ma anche la possibilità di rafforzare il ruolo dell’Italia nella sicurezza farmaceutica europea e nella capacità di attrarre nuovi investimenti provenienti dall’estero.
Fonte dei dati: studio Farmindustria-Prometeia 2026, riportato da Il Sole 24 Ore il 5 ottobre 2026.


