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Medicina
Giornata mondiale della vista, Novartis: aumenta l'incidenza dell'occhio secco

In aumento l’incidenza dell’occhio secco. In occasione della Giornata Mondiale della Vista, alcuni tra i più autorevoli esperti italiani fanno il punto della situazione di una delle sindromi più comuni e meno riconosciute.


Un disturbo che interessa milioni di italiani, ma che spesso viene ignorato e sottovalutato, quindi non gestito e curato correttamente. Si tratta della sindrome dell’occhio secco, una patologia oculare cronica oggi sempre più diffusa, anche per l’uso eccessivo che facciamo quotidianamente di cellulari, tablet e computer. Secondo una recente indagine condotta da Edra - media company leader in Italia nell’informazione di Salute, Scienza e Medicina - per Novartis in occasione della Giornata Mondiale della Vista - in programma il prossimo 12 ottobre – il 65% degli intervistati ha sofferto di disturbi oculari negli ultimi 12 mesi.

 

Andando nel dettaglio, i sintomi dichiarati con maggiore frequenza sono stati occhi secchi e arrossati, sensazione di avere qualcosa nell’occhio e bruciore, seguiti da annebbiamento visivo, fastidio a sopportare la luce e prurito. Benchè tutti questi sintomi siano riconducibili alla sindrome da occhio secco, il 50% delle persone intervistate non è stato in grado di identificare correttamente questa patologia. Un dato davvero poco incoraggiante che mostra quanto sia importante sollevare l’attenzione su questo disturbo, sulla sua gestione e soprattutto sulla prevenzione. 

 

La sindrome dell’occhio secco è un’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale. L’alterazione di questo equilibrio fa sì che la superficie oculare esterna risulti poco o mal lubrificata con sintomi che possono andare  dal bruciore al senso di corpo estraneo, alla fotofobia fino alla difficoltà ad aprire le palpebre.

 

Vari fattori possono esporre maggiormente al rischio di insorgenza della sindrome dell’occhio secco: abitudini e stili di vita, età, predisposizione e altre patologie sono tutte potenziali cause scatenanti o aggravanti. In particolare l’uso prolungato di computer, tablet, e-reader e smartphone si sta affermando come uno dei principali fattori che contribuiscono alla comparsa di questo disturbo. Una consapevolezza apparentemente diffusa se si guarda ai risultati dell’indagine: quasi l’80% degli intervistati crede che questa esposizione possa realmente contribuire ad aumentare il rischio di comparsa della patologia.

 

Eppure, nella pratica, poco o nulla viene fatto per ridurla e il 57% degli intervistati ha dichiarato di passare davanti ai dispositivi digitali una media di 5 o più ore ogni giorno. Un’abitudine che aumenta la probabilità di alterazione del battito delle palpebre, con una conseguente maggiore prevalenza della secchezza oculare. Diversi studi hanno infatti dimostrato che  normalmente eseguiamo 15 ammiccamenti (movimenti di apertura e chiusura delle palpebre) al minuto, ma se il nostro occhio è sottoposto ad un’esposizione prolungata alle nuove tecnologie digitali, gli ammiccamenti si riducono fino a diventare la metà del necessario.

 

Ma la tecnologia non è la sola responsabile della secchezza oculare. Molte altre cause possono contribuire significativamente all’insorgenza della patologia: fattori ormonali, ad esempio nelle donne in menopausa, l'età avanzata, l’uso di alcuni farmaci (psicotropi, estrogeni, antistaminici e betabloccanti locali) o la carenza di vitamina A, agenti atmosferici e inquinamento, alcune malattie autoimmuni e l'abuso di lenti a contatto. 

 

Al fine di accendere i riflettori sulla sindrome dell’occhio secco, Novartis ha coinvolto alcuni fra più autorevoli oftalmologi italiani impegnati nel settore in un tavolo di lavoro con l’obiettivo di dar vita a un dibattito sull’attuale situazione e delineare l’attuale prevalenza, diagnosi e trattamento della sindrome dell’occhio secco nel nostro Paese. In particolare, da questo lavoro emergeranno indicazioni e strumenti concreti, finalizzati a informare e inquadrare correttamente la malattia e a guidare tutte le parti coinvolte - oftalmologi, medici di medicina generale, farmacisti e pazienti - verso l’adozione di un  approccio integrato, mirato ed efficace, per la gestione e la cura della patologia.

 

“La sindrome dell’occhio secco è una patologia ancora troppo sottovalutata e su cui è necessario creare maggiore attenzione e una corretta informazione“ – commentano gli esperti coinvolti nel tavolo di lavoro – Ciò significa fare educazione sulle cause che possono contribuire alla comparsa della malattia e creare una cultura sui corretti comportamenti per mantenere in salute i propri occhi. Il tavolo di lavoro vuole analizzare il contesto attuale, sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti - esperti e possibili pazienti - fornendo inoltre indicazioni pratiche per aiutare a prevenire e gestire la sindrome dell’occhio secco attraverso un approccio a 360 gradi”.

 

L’indagine di Edra per Novartis

L’indagine condotta da Edra per Novartis ha voluto fotografare lo scenario italiano della sindrome dell’occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane, offrendo inoltre spunti utili per la gestione dei pazienti che convivono con questa patologia. Per avere un quadro a 360° del contesto italiano, l’indagine ha coinvolto 4 diversi target: medici di medicina generale, farmacisti, oftalmologi e cittadini per un campione di 544 individui dai 18 anni in su.  L’indagine ha esaminato aspetti come l’epidemiologia, le cause, i sintomi e le modalità di trattamento della sindrome dell’occhio secco, mettendo inoltre in luce l’importanza che i cittadini riservano al benessere dei proprio occhi: il 47% degli individui intervistati dichiara infatti di dare abbastanza o molto peso alla salute oculare. 


Informazioni su Novartis

Novartis fornisce soluzioni terapeutiche innovative, in grado di far fronte alle esigenze in continua evoluzione dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portfolio diversificato, per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci innovativi, generici a costi competitivi e biosimilari, prodotti per la cura dell’occhio.

Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2016, le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 48,5 miliardi di dollari, mentre circa 9 miliardi di dollari sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Le società del Gruppo Novartis contano circa 119.000 collaboratori. I prodotti Novartis sono disponibili in oltre 155 paesi del mondo. 

Ulteriori informazioni nei siti www.novartis.it e www.novartis.com.

Novartis è anche su Twitter @NovartisItalia

 

 

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