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Medicina
Ibuprofene in gravidanza potrebbe danneggiare la fertilità della futura figlia

IBUPROFENE IN GRAVIDANZA POTREBBE DANNEGGIARE LA FERTILITÀ DELLE BAMBINE NON ANCORA NATE

 

L’ibuprofene assunto dalla madre nei primi tre mesi di gravidanza potrebbe potenzialmente ridurre il numero di ovuli della bambina in arrivo influendo sulla sua fertilità, lo affermano i ricercatori a seguito di uno studio condotto su cellule umane in laboratorio.

 

IBUPROFENE NELLA PRIMA GRAVIDANZA PUÒ RIDURRE LA RISERVA OVARICA DELLA FIGLIA

 

L'ibuprofene, comune antinfiammatorio disponibile da banco, è un farmaco frequentemente consumato durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre quando le cellule germinali ovariche subiscono passaggi cruciali di proliferazione e differenziazione.

I feti esposti al farmaco hanno registrato una "drastica diminuzione" delle cellule germinali che formano i follicoli, determinando il numero di ovuli che una donna sarà in grado di liberare nel corso della sua vita. L'assunzione delle compresse di ibuprofene per soli due giorni durante la gravidanza è stata sufficiente a causare problemi di fertilità nelle donne nate. E anche se le donne in gravidanza smettessero di prendere l’ibuprofne, il danno sarebbe ormai irreversibile, hanno avvertito gli scienziati.

 

LE FUTURE MAMME CHE PRENDONO L'IBUPROFENE ALL'INIZIO DELLA GRAVIDANZA POSSONO DANNEGGIARE LA FERTILITÀ DELLA FIGLIA

 

L'autrice principale  dello studio Séverine Mazaud-Guittot dell'INSERM di Rennes ha dichiarato: "Le bambine nascono con un numero determinato di follicoli nelle loro ovaie e questo definisce la loro futura capacità riproduttiva in età adulta. Una riserva iniziale di ovuli scarsa comporterà una riduzione della durata della capacità di riproduzione, una menopausa precoce o addirittura l'infertilità - tutti eventi che si verificheranno decenni più tardi nella vita".

Mentre l'ibuprofene è attualmente solo controindicato dopo 24 settimane di gravidanza, i risultati di questo studio indicano un effetto deleterio dell’ibuprofene sulle ovaie fetali del primo trimestre ex vivo. Questi risultati meritano di essere considerati alla luce delle attuali raccomandazioni del consumo di ibuprofene in stato di gravidanza e rivelano l'urgente necessità di ulteriori indagini sui meccanismi cellulari e molecolari che sono alla base dell'effetto di ibuprofene sullo sviluppo dell'ovaio fetale.

Questo studio è stato eseguito in un contesto sperimentale di espianti di ovaie umane esposte al farmaco in coltura, che potrebbero non ricapitolare completamente la complessità dell'esposizione in vivo e dello sviluppo di organi. Anche la variabilità interindividuale deve essere presa in considerazione.

 

 

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