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Medicina
IEUD: “Forte e diffusa domanda di cura per dipendenze da alcool e cocaina”
Dipendenza da alcool

Forte e diffusa domanda di cura, sottovalutazione dei rischi e di possibili dipendenze, alta ricettività a ‘raccontarsi’.

Sono i principali risultati di uno studio a cura dell’Istituto Europeo per il Trattamento delle Dipendenze (IEUD) che questa estate ha raccolto online oltre 5mila questionari on-line di autovalutazione per l’uso di alcol e di cocaina. L'autovalutazione è importante per mettere il consumatore di sostanze di fronte alla propria consapevolezza di rischio.

Questionari del tutto anonimi che, quindi, se non hanno dato ‘chiavi di lettura’  sull’uso di sostanze con altre informazioni (quali dati socio-anagrafici, eventuali precedenti esperienze di diagnosi e cura del problema, ecc..), hanno però fatto emergere elementi degni di nota.

Sono stati raccolti ben 5.491 questionari di cui 3.618 questionari sull'alcool e 1.873 sulla cocaina, un numero decisamente alto a conferma del fatto che chi fa uso di sostanze cerca informazioni sul web e risponde positivamente a domande di interattività.

L’interesse è stato superiore per l’alcol rispetto alla cocaina in termini assoluti ed il rapporto tra questionari sull’alcol e questionari sulla cocaina è di circa 2 a 1, un rapporto che corrisponde alla nota maggiore diffusione del problema dell’alcol, anche se non ne riflette il rapporto delle reali prevalenze. Infatti, mentre la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche è pari al 20,2% (dati Istat 2019), per la cocaina, dato più difficile da indagare per l’illegalità della sostanza, le stime indicano un consumo nell’ultimo anno da parte dell’1% circa della popolazione adulta (ISTAT-ISS 2019).

Il rapporto tra consumatori, non necessariamente patologici, di alcol e di cocaina dovrebbe essere quindi almeno di 20 a 1.

È ragionevole considerare che chi usa cocaina si ponga, più frequentemente di chi usa alcol, il problema di una dipendenza, probabilmente per motivi socioculturali e giuridici, riferibili alla maggiore accettabilità sociale dell’alcol, alla cultura collettiva degli alcolici, alla illegalità della cocaina. Né possiamo peraltro escludere che alcune persone abbiano compilato entrambe i questionari dato che l’associazione di alcol e cocaina è estremamente comune tra i consumatori di cocaina al punto che l’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (OEDT) ha recentemente ipotizzato che almeno la metà delle persone dipendenti da cocaina soffra anche di dipendenza da alcol.

Il 40,6% delle compilazioni per l’alcol ed il 45,1% per la cocaina non evidenzia la presenza di problematicità nell’uso (Basso rischio / Dipendenza assente).

Se questo è facilmente accettabile per l’alcol, dato il suo consumo diffuso e normalizzato nella nostra cultura sociale e sta probabilmente ad indicare una ricerca di rassicurazione sul proprio comportamento da parte dei compilatori, merita invece una riflessione la presunta non problematicità riferita dai consumatori di cocaina.

Ovviamente si tratta di una fotografia statica della situazione “fino ad ora” e questo non implica nessuna previsione su futuri cambiamenti ed evoluzioni. Tuttavia è interessante notare come, in un momento dato, l’uso di sostanze psicotrope quali l’alcol e la cocaina, indipendentemente dalla loro liceità, svolga una funzione “ricreativa” senza necessariamente rappresentare ancora un problema clinico.

Ne conseguono due considerazioni: la prima mette in evidenza che esistono subculture che normalizzano specifici comportamenti non accettabili dalla cultura ufficiale e che possono aiutare a svolgere un effetto di contenimento del rischio percepito; la seconda enfatizza la necessità di interventi educativi e preventivi proprio per evitare che il “gioco pericoloso”, con sostanze capaci di indurre dipendenza, in modo prepotente, degeneri in addiction.

Si tratta quindi di aprire scenari che non sono esclusivamente di intervento clinico, ma di sviluppo della persona nel senso sia di una maggiore consapevolezza dei rischi, sia di una maggiore capacità di progettazione di sé.

Al polo opposto notiamo come, pur nella diversità della dimensione assoluta, sia risultata, per l’alcol come per la cocaina, una percentuale simile di positività per un uso problematico di sostanza (Probabile dipendenza / Dipendenza grave) pari rispettivamente al 14,6% per l’alcol ed al 12,1% per la cocaina. Siamo in un’area che richiede necessariamente l’intervento clinico per aiutare le persone a gestire gli effetti dell’uso di sostanze e per affrontare una condizione di addiction.

Il numero assoluto complessivo (528+225) di 753 situazioni problematiche su 5.491 indica una elevata diffusione della domanda di cura.

L’accesso di oltre 5.000 persone alla piattaforma digitale di IEUD per la compilazione dei questionari indica che esiste una domanda di servizi di cura che si aspetta una maggiore e diversa accessibilità, così come risposte maggiormente flessibili e personalizzate, disponibili anche online.

 

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