Influenza e raffreddore, il picco per fine gennaio. Il decalogo dei falsi miti - Affaritaliani.it

Medicina

Influenza e raffreddore, il picco per fine gennaio. Il decalogo dei falsi miti

Influenza, già a letto 260 mila persone ma saranno 5 milioni. Falsi miti sfatati e consigli per affrontare il raffreddore

Influenza 2016: tutti i sintomi. Ecco quando e come colpirà

L'influenza stagionale colpira' quest'anno 5 milioni di italiani. Da meta' ottobre 260 mila italiani hanno contratto la malattia e altri 850 mila da sindromi respiratorie acute. Se non ci saranno variazioni significative il picco dell'infezione e' previsto per la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. C'e' ancora tempo: i medici di famiglia lanciano un appello perche' tutti i cittadini si vaccinino contro una patologia che ogni anno provoca una media di 8 mila decessi. E lo fanno in apertura dal 33esimo Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) che comincia oggi a Firenze. L'evento, dal titolo "Ritorno al Futuro: nuove generazioni, nuove idee e nuove cure per le Cure Primarie del nostro Paese", vede quest'anno la partecipazione di oltre 3 mila camici bianchi da tutta la Penisola.

"La vaccinazione deve essere rivolta a tutti perche' piu' i cittadini si vaccinano maggiore e' la protezione generale - afferma Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG -. Questo si chiama "effetto gregge" che ci consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale. Ovviamente, devono immunizzarsi i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino e' gratuito e basta recarsi al piu' presto dal proprio medico di famiglia. Tutti gli altri possono acquistarlo in farmacia".

"Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione - aggiunge il dott. Ovidio Brignoli Vice Presidente Nazionale SIMG -. E' un dato preoccupante che deve far riflettere tutti. Noi medici di famiglia siamo quelli piu' a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il piu' possibile il ricorso all'immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge, un dato decisamente troppo basso. Ci auguriamo che quest'anno ci sia un incremento delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari".

In Italia funziona la rete nazionale Influnet composta da oltre 1.000 medici di medicina generale e pediatri coordinati dall'Istituto Superiore di Sanita' - conclude il dott. Aurelio Sessa responsabile SIMG del settore -. Questi operatori effettuano una sorveglianza epidemiologica e virologica settimanale che monitorizza in tempo reale l'andamento dell'influenza su tutto il territorio nazionale. Da meta' ottobre a fine aprile di ogni anno. Questa rete e' coordinata anche a livello europeo con altri 24mila medici sentinella perche' l'influenza, insieme a AIDS e tubercolosi, e' fra le patologie che devono essere costantemente sorvegliate come suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS).

Raffreddore: non è il freddo a causarlo

“Non uscire, fa freddo, ti prenderai un raffreddore!”. Una frase che in questi giorni di abbassamento delle temperature sono in molti a pronunciare. Che contiene però un errore di fondo: vale a dire che sia il freddo a causare uno dei malanni di stagione più diffusi tra grandi e piccoli. In realtà a provocarlo è nella maggior parte dei casi un’infezione virale… Quindi giocare all’aperto è meno pericoloso che stare in luogo caldo e affollato. I consigli per grandi e piccoli della pediatra del Centro Medico Santagostino, dottoressa Marinella Lavelli
 

I dieci falsi miti sul raffreddore

 
1) Il raffreddore non è causato dal freddo
Con il termine di raffreddore s’intende un insieme di sintomi come scolo dal naso, tosse, febbricola, che sono provocati da un’infezione virale. Il freddo c’entra poco. Possiamo dire che alcune condizioni favoriscono l’aderenza dei virus. Un importante stress termico, come passare da un ambiente molto caldo ad uno molto freddo senza adeguare l’abbigliamento, può essere una condizione favorente. Questo non vuol dire che il freddo dell’ambiente esterno sia la causa del raffreddore, ma può spiegare l’origine del termine. Per chiarire, se parlo di stress termico, intendo un brusco passaggio da una condizione a un’altra. Giocare a calcio al parco in pieno inverno coperti solo con un maglioncino leggero e coprirsi meglio alla fine del gioco non è affatto dannoso per la salute. Lo è invece restare in un ambiente molto caldo con giacche e cappotti e poi uscire al freddo con una temperatura corporea troppo alta e coperti di sudore.
 
2) Portare i bambini al parco nelle giornate fredde non è pericoloso per la salute
Certamente non lo è, perché la trasmissione dei virus fra le persone è difficile all’aperto. Molto più facile è la diffusione di virus e batteri in ambienti chiusi, come ludoteche e asili nido. Giocare al parco è un’attività salutare anche in pieno inverno. Passeggiare nelle vie di grande traffico, invece, può essere un problema, non solo per i bambini (ne ho scritto in un altro articolo su questo blog)
 
3) Gli antibiotici non servono, per il raffreddore
Gli antibiotici non hanno alcuna utilità nelle infezioni virali e abusarne favorisce la crescita di batteri resistenti. Sono invece utili in caso di complicanze, come bronchiti, otiti medie e sinusiti. Ad esempio, una secrezione nasale giallastra per 3-4 giorni rientra nella normale evoluzione di una rinite da virus. Se, però persiste oltre una settimana, vuol dire che c’è del muco infetto nei seni paranasali e, in quel caso, la terapia antibiotica è utile. Deve però essere prescritta dal pediatra, a dosi corrette e per un tempo sufficiente.
 

I consigli per il raffreddore

 
4) Il raffreddore passa da solo
Nella stragrande maggioranza dei casi il raffreddore passa da solo e non è necessaria alcuna terapia, ad eccezione di una corretta igiene nasale ed eventualmente di qualche giorno di riposo. Vale la pena ricordare che, se si respira prevalentemente dalla bocca, il filtro esercitato dalla mucosa nasale viene saltato ed è più facile avere una complicanza batterica. Per questo è importante tenere sempre il naso pulito, lavandolo spesso con soluzione fisiologica tiepida.
 
5) I lavaggi nasali sono importantissimi
Per lavare il naso ci sono vari metodi. Il più semplice è quello di utilizzare una siringa senza ago da 5 o 10 o 20 ml, in funzione dell’età del bambino. La posizione può essere sdraiata su un fianco, per i lattanti, a capo reclinato in avanti e leggermente ruotato di lato, per i bambini un po’ più grandi e per gli adulti. Nella narice che è posizionata più in alto si introduce lentamente la soluzione fisiologica, intiepidita, e la si vedrà uscire dall’altra narice. L’operazione può essere ripetuta più volte di seguito. Per rendere il lavaggio più efficace e meno traumatico, può essere utile un cappuccio da mettere sulla siringa, come il washing nasal cap, che si può ordinare online.
 
6) L’oscillococcinum è inutile
Non vi sono prove scientifiche dell’utilità dell’oscillococcinum, né di altri farmaci “alternativi”.
 
7) Non bisogna modificare l’alimentazione
Mi preme sottolineare che non serve assolutamente modificare la dieta: da qualche tempo si è diffusa l’idea che il latte favorisca la secrezione bronchiale e che quindi vada sospeso in caso di tosse. È una cosa che non ha nessun senso. La dieta del bambino deve essere comunque equilibrata e il latte e i suoi derivati non devono mancare. Il latte di riso e il latte di soia non sono equivalenti, dal punto di vista nutrizionale, ai latti animali. Solo in caso di febbre elevata è opportuno ridurre l’apporto di grassi, e il latte ne contiene, e aumentare l’apporto di carboidrati, ma solo per tempi brevi.
 
8) Igiene: un’ottima prevenzione
È certamente utile che tutti abbiano l’abitudine di lavarsi bene e spesso le mani, con acqua e sapone. È anche utile pulire spesso le superfici orizzontali, come banchi e scrivanie. I virus permangono a lungo su tutte le superfici. È utile, se c’è in famiglia un neonato o un piccolo lattante, che chi è raffreddato non stia a contatto con il piccolo o si lavi bene le mani e indossi una mascherina quando deve accudirlo. Gli stessi virus che in un bambino grandicello o in un adulto causano un semplice raffreddore, nei piccolissimi possono causare sintomi importanti.
 
9) I farmaci cosiddetti sintomatici non “guariscono”
I farmaci sintomatici servono solo per tenere sotto controllo un sintomo, quindi per sentirsi meglio. Non hanno alcuna azione sulla causa, ma in qualche caso consentono, ad esempio, di riposare meglio, dunque hanno una loro utilità, benché limitata. La febbre, ad esempio, è soltanto un sintomo e non è di per sé pericolosa, anzi, è un indice dell’attivazione delle difese. Se però è molto elevata, impedisce il riposo e causa perdita di liquidi. In quel caso, oltre a idratarsi bevendo molti liquidi, eventualmente zuccherati, può essere utile assumere del paracetamolo.
 
10) Entro certi limiti un bambino deve ammalarsi
Entro certi limiti è normale ed è anche utile che un bambino si ammali. Il suo sistema immunitario deve imparare a riconoscere virus e batteri. Inoltre essere ammalati ed essere consolati, per un bambino, è una delle tante esperienze che aiutano a crescere. Un bambino di un anno che frequenta l’asilo-nido e si ammala una volta al mese in autunno e inverno è un bambino assolutamente normale. Certo, qualcuno è più forte e si ammala meno spesso, ma non è questa la regola. In qualche caso, però, le infezioni sono davvero troppo frequenti e si verificano anche in primavera/estate. In quei casi può essere utile rivolgersi al pediatra per qualche accertamento ed eventualmente per una terapia preventiva.