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Medicina
Influenza: boom a Natale, allarme bambini. I consigli omeopatici anti-tosse

Natale con l'influenza: allarme bambini

L'influenza continua a farsi sentire, in maniera sempre piu' intensa. Nell'ultima settimana l'incidenza e' salita a 2,34 casi per mille assistiti, e sono 611mila gli italiani messi ko dai virus dell'influenza. In particolare cresce l'incidenza tra i bambini sotto i 5 anni: 5,86 casi per mille. Sono gli ultimi dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanita' nel suo bollettino settimanale InfluNet. Piemonte, Trentino, Emilia, Marche, Lazio e Campania sono le regioni maggiormente colpite dall'influenza.

Allarme influenza, due virus "nuovi"

Come ci si attendeva, la presenza di due virus su tre "nuovi", cioe' meno conosciuti dal nostro sistema immunitario, fa si' che il livello di incidenza a questo punto della stagione sia superiore a quello degli anni precedenti. Tuttavia, precisano gli esperti, siamo ancora sotto la soglia epidemica. Il picco dovrebbe arrivare a febbraio, in tutto si stima che saranno colpiti dai 5 ai 7 milioni di italiani.

Tosse e omeopatia, i consigli per affrontare l’inverno

Con l’arrivo dei primi freddi, inevitabilmente si verifica anche un aumento di casi di tosse, che può durare qualche settimana in più rispetto all’episodio influenzale. Se poi la qualità dell’aria è pessima, come succede in molte città italiane, quelle tossi che generalmente durerebbero una settimana, possono anche persistere per un mese, perché le sostanze inquinanti alimentano l’infiammazione della mucosa.

Che sia secca o grassa, la tosse è un sintomo fastidioso che può rendere difficoltose le attività quotidiane e il riposo notturno! Cosa fare, dunque, in questi casi? Sono diversi gli strumenti nelle mani dei medici che hanno in cura pazienti, grandi e piccoli, che lamentano questa problematica. Tra questi, l’omeopatia rappresenta una valida opportunità terapeutica: “la farmacologia omeopatica offre numerosi medicinali per questo disturbo, che rispondono alle diverse reazioni personali dei pazienti e che permettono quindi una terapia specifica in base alla sintomatologia manifestata”, spiega il dottor Mauro Mancino, pediatra esperto in omeopatia a Pesaro.

Se la tosse è secca, irritativa e non accompagnata da espettorato, si possono assumere diversi medicinali omeopatici. “Per chi lamenta una tosse secca di origine laringo-tracheale, con bruciore allo sterno, è indicato Bryonia 9 CH; in caso di tosse secca con tonalità quasi acuta, il medicinale omeopatico più adatto è Spongia tosta 9 CH”, continua il dottor Mancino. “Se la è tosse stizzosa, con senso di pizzicore in gola e febbre, andrà assunto Ferrum phosphoricum 9 CH. La posologia è la medesima: 5 granuli ogni 3 ore, da diradarsi al miglioramento dei sintomi”.

Una tosse secca può evolvere in tosse produttiva, detta anche “catarrale” o “grassa”, caratterizzata, dalla presenza di catarro nei diversi distretti delle vie aeree. “Se la tosse si manifesta di notte, rendendo difficoltoso il riposo, consiglio Drosera 30 CH”, indica il medico. “A chi lamenta tosse produttiva abbondante, con espettorazione facile e astenia, è appropriato Antimonium tartaricum 5 CH; se la tosse si presenta grassa con catarro denso, giallastro, durante il giorno, ed è secca di notte, va assunto Pulsatilla 9 CH”. Anche per questi medicinali, la posologia è di 5 granuli ogni 3 ore, con diradamento al miglioramento dei sintomi.

In tutti i casi, quando la tosse presenta caratteristiche differenti o difficilmente qualificabili è possibile utilizzare uno sciroppo omeopatico come Stodal, che contiene diversi medicinali omeopatici tradizionalmente utilizzati nel trattamento della tosse secca e produttiva. “Questo sciroppo è utile per trattare le irritazioni delle mucose respiratorie e per ripristinarne la naturale struttura fisiologica. Ne va assunto un cucchiaio per gli adulti, o un cucchiaino per i bambini, 3-5 volte al giorno”, conclude il medico. 

Influenza e non solo. Virus sono piu' aggressivi e letali negli uomini

Spesso gli uomini con l'influenza vengono derisi perche' si ritiene che tendano ad esagerare i loro sintomi. Ma secondo un nuovo studio non sarebbe affatto cosi'. Alcuni virus, infatti, colpiscono piu' duramente gli uomini. Come quello della tubercolosi e dell'Hpv che si stima uccidano piu' uomini che donne. Queste, in estrema sintesi le conclusioni di uno studio della Royal Holloway University di Londra, pubblicato sulla rivista Nature Communications. I risultati suggerirebbero che alcuni agenti patogeni si siano evoluti per causare malattie meno gravi, e di conseguenza meno fatali, nelle donne. Mentre generano il caos negli uomini. Gli uomini con la tubercolosi hanno 1,5 volte piu' probabilita' di morire rispetto alle donne. Inoltre, quando gli uomini contraggono un virus come l'Hpv hanno 5 volte piu' probabilita' di morire rispetto alle donne. Fino ad oggi, i ricercatori hanno supposto che questo era dovuto al fatto che le donne avessero un sistema immunitario piu' forte. Nel nuovo studio gli scienziati suggeriscono una nuova ipotesi e cioe' che i virus sono meno aggressivi nelle donne perche' il gentil sesso e' considerato di maggior valore. Le donne, infatti, avrebbero maggiori probabilita' di diffondere il virus, trasmettendolo ai figli tramite l'allattamento. Gli uomini, al contrario, possono trasmettere il virus a un minor numero di persone e quindi i virus tendono a infettare in modo piu' aggressivo il loro organismo. Questo significa quindi che le donne sono piu' preziose dal punto di vista evoluzionistico. Questi risultati, secondo i ricercatori, dovrebbero spingere le autorita' sanitarie ad azioni concrete, come ad esempio puntare di piu' sulla vaccinazione anti-Hpv nei ragazzi. Per anni il vaccino e' stato distribuito alle giovani donne, visto che il virus ha un forte legame con il cancro cervicale. Tuttavia, l'Hpv e' noto per causare anche un'altra serie di tipi di tumore, tra cui quello della testa e del collo, particolarmente comune tra gli uomini. Nel nuovo studio i ricercatori sostengono che l'Hpv puo' essere addirittura piu' devastante per gli uomini. Non solo. Secondo gli scienziati, i risultati spiegherebbero anche perche' il virus HTLV-1 tende a causare piu' spesso leucemia nelle gli uomini anziche' nelle donne. .

Influenza: allarme esperti, un anziano su 2 non si vaccina

Sempre piu' difficile il rapporto tra gli italiani e le vaccinazioni. Poco piu' di un anziano su due (55 per cento) si vaccina contro l'influenza e, solo il 10 per cento degli over 50 e' vaccinato contro la polmonite pneumococcica, malattia infettiva che provoca decessi di oltre venti volte superiori a quelli provocati dall'influenza, con oltre 9mila morti l'anno (dati Eurostat 2013). L'allarme e' stato lanciato da HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo, per la chiusura della campagna di sensibilizzazione 'VACCI. VACCI A VACCINARTI 2016', patrocinata dal Ministero della Salute. Per quanto riguarda l'influenza, i dati diffusi dal Rapporto OCSE (Organizzazione e Cooperazione e sviluppo economico) hanno messo a confronto le vaccinazioni antinfluenzali tra gli over 65 nel 2004 e nel 2014: in Italia, si e' verificato un calo notevole del 10 per cento. "Anche se non e' possibile stabilire con certezza l'andamento dell' influenza - dichiara il presidente HappyAgeing Michele Conversano - si prevede che il picco possa manifestarsi nel periodo natalizio. E ricorda: c'e' tempo fino a dicembre per effettuare un'adeguata prevenzione della sindrome influenzale e delle eventuali complicanze ad essa correlate. Oggi ci sono diverse migliaia di morti l'anno per complicanze da influenza, quasi tutte tra gli anziani e per complicanze broncopolmonari; se si combinasse la vaccinazione antinfluenzale al vaccino antipneumococcico, si potrebbe arrivare a ridurre il numero di decessi fino anche del 60%". 

Influenza, allarme anziani

Sul fronte polmonite, arrivano i dati dello studio PneuVUE un'ampia ricerca Ipsos sul grado di consapevolezza della polmonite in Europa. Tra gli oltre 9 mila adulti intervistati, di cui oltre mille nel nostro Paese, il 95% dichiara di sapere cosa sia a livello superficiale la polmonite, ma solo l'1% sa che la malattia e' responsabile di piu' del doppio dei decessi rispetto agli incidenti d'auto. Inoltre, il 36% ignora che alcune forme di polmonite possano essere contagiose e solo il 20% sa che esiste un vaccino contro questa patologia. "Purtroppo - aggiunge il direttore di HappyAgeing Marco Magheri - circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali, una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all'accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane". 

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