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Medicina
Meeting AAN: Novartis presenta i dati sull'uso di erenumab per l'emicrania

Novartis ha annunciato oggi la presentazione, in occasione del meeting annuale 2019 della American Academy of Neurology (AAN), che si svolgerà a Filadelfia, di nuovi dati a lungo termine su Aimovig (erenumab) nell’intero spettro dell’emicrania

 

I dati di uno studio di estensione in aperto (OLE, open-label extension) della durata di un anno – che hanno fatto seguito a uno studio in doppio cieco di tre mesi condotto su pazienti con emicrania cronica (15 o più giorni di cefalea al mese) – hanno dimostrato in questa popolazione di pazienti un’efficacia e una sicurezza sostenute, ivi incluso un potenziale per la conversione a emicrania episodica (4-14 giorni di cefalea al mese). Inoltre, i risultati a un anno dello studio di fase III STRIVE hanno consolidato l’efficacia sostenuta e il profilo di sicurezza di erenumab nei pazienti con emicrania episodica, compresi i pazienti che avevano tentato e fallito trattamenti preventivi precedenti.

L’emicrania è una malattia altamente debilitante, che esercita un impatto profondo e limitante sulla vita delle persone, ivi incluso il tempo trascorso con i familiari e gli amici, o al lavoro.

Erenumab è il primo e unico anticorpo monoclonale interamente umano che previene l’emicrania mirando specificamente al recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP, Calcitonin Gene-Related Peptide). Va auto-somministrato una volta al mese, tramite l’autoiniettore SureClick, non richiede alcuna dose di carico ed è facile da usare1.

“I risultati presentati al meeting AAN confermano che nel corso di un anno erenumab ha ridotto costantemente l’onere dell’emicrania in diverse tipologie di pazienti, con un profilo di tollerabilità sostenuto e positivo”, ha affermato Danny Bar-Zohar, Global Head di Neuroscience Development per Novartis Pharmaceuticals. “Questi dati vengono inoltre integrati dalla più vasta esperienza nella pratica clinica di qualsiasi trattamento anti-CGRP. Con erenumab, Novartis sta ridisegnando la cura dell’emicrania, e noi siamo felici che un numero sempre maggiore di pazienti sia in grado di riprendersi la propria vita”.

 

I dati nell’emicrania cronica

Un’analisi esplorativa dei dati dell’estensione in aperto di un anno dello studio registrativo che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di erenumab nella prevenzione dell’emicrania cronica ha esaminato il tasso di conversione da emicrania cronica a episodica. Oltre il 20% degli emicranici cronici soffre di disabilità, con una qualità complessiva della vita notevolmente ridotta. Inoltre, l’88% dei pazienti con emicrania cronica presenta almeno una comorbidità cronica supplementare, come depressione, ansia o disturbi del sonno. I risultati a 52 settimane hanno dimostrato che in oltre due terzi dei pazienti con emicrania cronica che ricevevano erenumab c’è stata una conversione in emicrania episodica dall’ultima dose ricevuta. I pazienti in cui si è verificata la conversione aemicrania episodica hanno mostrato una riduzione di 11 giorni mensili di emicrania (MMD, monthly migraine days) alla settimana 52, da un basale di 17 MMD. Entrambi i dosaggi hanno prodotto elevati tassi di conversione, con quello della dose da 140 mg numericamente più alto (76%) rispetto a erenumab 70 mg (69%).

 

“Milioni di persone con emicrania cronica trascorrono almeno la metà del mese con i sintomi debilitanti di questa malattia”, ha dichiarato Stewart Tepper, MD, Professore di Neurologia presso la Geisel School of Medicine della Dartmouth Medical School. “Siamo incoraggiati da questi nuovi risultati, i quali dimostrano che il trattamento a lungo termine con erenumab aumenta la probabilità che un paziente con emicrania cronica sperimenti una significativa riduzione dei giorni di emicrania”.

Al meeting AAN verranno presentati anche altri risultati dello studio su efficacia e sicurezza a lungo termine di erenumab nei pazienti con emicrania cronica durante il trattamento in aperto.

 

I dati nell’emicrania episodica

I risultati a un anno dello studio di fase III STRIVE (inclusa la fase in doppio cieco di 24 settimane e la fase di trattamento attivo [ATP, active treatment phase] di 28 settimane) hanno dimostrato che erenumab ha dimostrato un’efficacia sostenuta nella prevenzione dell’emicrania episodica, nonché un profilo di sicurezza paragonabile a quello osservato in studi precedenti.

Alla settimana 52 i pazienti che avevano ricevuto erenumab 70 mg o 140 mg a partire dalla settimana 24 avevano una media rispettivamente di 4,2 e 4,6 MMD in meno rispetto al basale dello studio (8,3 MMD). I pazienti hanno anche continuato a sperimentare miglioramenti durante l’ATP (rispettivamente 1,1 e 1,8 MMD in meno). Inoltre, un’analisi dei tassi di risposta dal basale ha dimostrato che oltre 6 pazienti su 10 con entrambe le dosi di erenumab hanno ottenuto il 50% di riduzione dei MMD; circa 4 su 10 hanno avuto una riduzione del 75% dei MMD e 1 su 5 era libero dall’emicrania alla settimana 52.

Al meeting AAN verranno presentati anche altri dati dello studio STRIVE e della fase di estensione in aperto dello studio LIBERTY, condotto su pazienti con emicrania episodica che hanno assunto erenumab e che avevano fallito precedenti trattamenti preventivi.

 

Lo studio di estensione in aperto nell’emicrania cronica

L’estensione in aperto dello studio registrativo di origine (NCT02066415) è stato uno studio multicentrico di 52 settimane (OLE, NCT02174861) che ha valutato l’efficacia e la sicurezza a lungo termine di erenumab nella prevenzione dell’emicrania cronica nei pazienti che assumevano erenumab 70 mg e 140 mg. I pazienti arruolati inizialmente hanno ricevuto 70 mg di erenumab al mese. Il protocollo è stato modificato affinché i pazienti ricevessero 140 mg di erenumab. I pazienti che al momento della modifica avevano completato la visita della settimana 28 hanno continuato a ricevere erenumab 70 mg, e i pazienti che al momento della modifica erano stati arruolati, ma non avevano completato la visita della settimana 28 sono passati da 70 mg a 140 mg di erenumab alla visita successiva, in modo da avere l’opportunità di ricevere erenumab 140 mg per almeno 6 mesi durante lo studio di 52 settimane. Tutti i pazienti arruolati dopo la modifica hanno ricevuto erenumab 140 mg per l’intera durata dello studio.

Le percentuali di pazienti convertiti/non convertiti all’emicrania episodica in base ai dati osservati sono state riassunte per tutto lo studio di estensione (popolazione generale) e in funzione dell’ultima dose ricevuta (70 mg o 140 mg). I dati sull’efficacia sono stati raccolti alle settimane 1-12, 21-24, 37-40 e 49-52; gli endpoint hanno incluso la variazione dei giorni mensili di emicrania (MMD) rispetto al basale dello studio originario e la percentuale di pazienti con riduzione di MMD ≥50% rispetto al basale dello studio di origine.

 

Lo studio STRIVE

STRIVE (Study to Evaluate the Efficacy and Safety of Erenumab in Migraine Prevention, NCT02456740) è uno studio globale di fase III, multicentrico, randomizzato, della durata di 24 settimane, in doppio cieco e controllato con placebo che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di erenumab nella prevenzione dell’emicrania episodica (definita in questo studio come da ≥4 a <15 giorni di emicrania al mese e come <15 giorni di cefalea al mese in media nei tre mesi precedenti lo screening). Nel corso dello studio, 955 pazienti sono stati randomizzati a ricevere una volta al mese per via sottocutanea placebo o erenumab (al dosaggio di 70 mg o di 140 mg), secondo un rapporto di 1:1:1. I pazienti presentavano da 4 a 14 giorni mensili di emicrania, con una media di 8,3 giorni mensili di emicrania al basale. L’endpoint primario era rappresentato dalla variazione media dei giorni mensili di emicrania rispetto al basale nel corso degli ultimi tre mesi della fase di trattamento in doppio cieco dello studio (mesi 4, 5 e 6). Gli endpoint secondari valutati nello studio includevano una riduzione di almeno il 50% rispetto al basale della media di MMD, la variazione rispetto al basale del numero medio di giorni di utilizzo di farmaci sintomatici specifici per l’emicrania e i cambiamenti rispetto al basale sia dell’impatto medio sul dominio delle attività quotidiane sia dei punteggi medi del dominio della compromissione fisica Migraine Physical Function Impact Diary (MPFID).

Alla settimana 24 (ATP basale), 845 pazienti sono stati ri-randomizzati (1:1) a erenumab 70 mg o 140 mg per la successiva ATP di 28 settimane con dosaggio in cieco. Le valutazioni hanno incluso il numero di MMD; il numero di giorni mensili di utilizzo di farmaci sintomatici specifici per l’emicrania (MSMD, monthly acute migraine specific medication days); la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una riduzione di MMD ≥50%, ≥75% e del 100% (tassi di risposta: RR [responder rates]) e la sicurezza.

 

Erenumab

Erenumab è il primo trattamento approvato da EMA, Swissmedic, TGA (Australia) e FDA (USA) specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP, Calcitonin Gene-Related Peptide), il quale svolge un ruolo importante nella malattia. Erenumab è stato studiato in numerosi e ampi studi clinici globali, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, allo scopo di valutare la sua sicurezza ed efficacia nella prevenzione dell’emicrania. Oltre 3000 pazienti hanno partecipato al nostro programma generale di sperimentazione clinica, inclusi 2600 partecipanti ai quattro studi registrativi di fase II e III controllati con placebo, nonché i partecipanti a ulteriori studi, come il LIBERTY, specificamente condotto in una popolazione difficile da trattare e caratterizzata da precedenti fallimenti terapeutici.

Gli effetti indesiderati più comuni osservati nel programma clinico fino a oggi sono stati infezioni virali del tratto respiratorio superiore, infezioni del tratto respiratorio superiore, sinusite, influenza e mal di schiena.

Novartis e Amgen stanno co-commercializzando erenumab negli Stati Uniti. Amgen possiede i diritti commerciali esclusivi per il farmaco in Giappone, mentre Novartis detiene i diritti commerciali esclusivi nel resto del mondo.

 

L’emicrania

L’emicrania è una malattia neurologica distinta, caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea di intensità da moderata a severa, con dolore tipicamente pulsante, spesso unilaterale e associato a nausea, vomito e ipersensibilità a luce, suoni e odori8. L’emicrania è associata a dolore, disabilità e riduzione della qualità della vita, nonché a un onere economico per la società. L’emicrania ha un impatto profondo e limitante sulle capacità dell’ individuo di svolgere le normali attività quotidiane, ed è stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle prime 10 cause di anni vissuti con disabilità per gli uomini e le donne10. Questa patologia rimane sotto-riconosciuta e sotto-trattata. Le attuali terapie preventive sono state mutuate da altre indicazioni, e sono spesso associate a scarsa tollerabilità e a mancanza di efficacia, due fattori che determinano un aumento dei tassi di sospensione e di insoddisfazione dei pazienti.

 

La collaborazione tra Amgen e Novartis nelle neuroscienze

Nell’agosto 2015 Amgen ha avviato una collaborazione globale con Novartis per sviluppare e commercializzare congiuntamente trattamenti pionieristici nel campo dell’emicrania e della malattia di Alzheimer. La collaborazione si concentra sui farmaci sperimentali di Amgen nell’area dell’emicrania, incluso erenumab (approvato dalla FDA nel maggio 2018 per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti). Nell’aprile del 2017 la collaborazione è stata ampliata fino a includere la co-commercializzazione di erenumab negli Stati Uniti. Per il programma sull’emicrania, Amgen mantiene i diritti commerciali esclusivi negli USA (oltre a quello per erenumab, come descritto sopra) e in Giappone, mentre Novartis detiene i diritti esclusivi in Europa, Canada e nel resto del mondo. Inoltre, le due aziende stanno collaborando allo sviluppo e alla commercializzazione di un programma di inibitori di beta-secretasi 1 (BACE) nella malattia di Alzheimer. La terapia orale CNP520 (attualmente in fase III di sviluppo per la malattia di Alzheimer) è la molecola principale, mentre anche altri composti derivati dai programmi pre-clinici sui BACE-inibitori di entrambe le aziende potrebbero essere presi in considerazione come molecole di follow-on. Al centro della collaborazione neuro-scientifica tra Amgen e Novartis si trova la loro mission condivisa, quella cioè di combattere l’emicrania e gli stereotipi e le percezioni errate che circondano questa malattia debilitante.

 

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    novartis; amgen; emicrania; erenumab
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