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Medicina
Santa Lucia e monaci Shaolin: la sapienza orientale per la cura delle malattie

Medicina occidentale e sapienza orientale si incontrano, nella nuova sinergia che sta nascendo a Roma, in uno dei luoghi d’eccellenza della ricerca scientifica, della cura e della riabilitazione delle malattie neurologiche: la fondazione Santa Lucia. A sedere allo stesso tavolo, per condividere strumenti e obiettivi, sono il direttore generale della fondazione Luigi Amadio e il maestro Shaolin Shi Yan Hui. Da un lato, la ricerca scientifica italiana, con le sue risorse e la sua precarietà; dall’altra una tradizione che può vantare 1.500 anni, quella Shaolin appunto: una cultura che non è solo una visione del mondo, ma anche una concreta indicazione di tecniche e per migliorare le condizioni di vita e di salute. E che come tale, potrebbe portare beneficio anche alle migliaia di persone che attraversano gli ambulatori, le stanze e i laboratori del Santa Lucia.

“Come istituto, facciamo collaborazioni con vari enti, sia a livello di ricerca, sia a livello di assistenza – spiega Amadio - Ora vogliamo ufficializzare questo nuovo accordo di lavoro con questa associazione Quan Fa, che diffonde la cultura Shaolin. Il maestro Shi Yan Hui, monaco dall’età di 9 anni, insegna arti marziali, ma anche esercizi e tecniche per il miglioramento delle condizioni di vita e di salute: è un bagaglio di conoscenze millenario, riconosciuto come patrimonio dell’umanità. L’accordo offrirà ai nostri ricercatori e ai nostri medici la possibilità di studiare o mettere in pratica le conoscenze provenienti da questa cultura, implementando quelle che risultassero più indicate per la nostre problematiche e i nostri pazienti. La sapienza Shaolin ci mette infatti a disposizione almeno tre grandi strumenti, che possono tornare utili nel nostro lavoro: le tecniche di meditazione e rilassamento, gli esercizi ‘Yijinjing’ e le arti marziali”.

Per quanto riguarda le tecniche di meditazione, “quelle che noi chiamiamo comunemente zen sono in realtà nate in Cina – spiega Amadio – e successivamente si sono diffuse in Giappone e Corea. Sono tecniche di cui oggi si parla volto, anche a livello medico-scientifico: alcuni nostri ricercatori stanno portando avanti già degli studi sugli effetti della meditazione nelle condizioni di salute delle persone. Vogliamo quindi approfondire quetsa possibilità e presentarla ai nostri medici e terapisti”.

Gli esercizi “Yijinjing” sono invece degli esercizi fisici di rilassamento e allungamento, parte fondamentale del percorso e della formazione Shaolin: morbidezza, armoniosità, lentezza, agilità e continuità sono le caratteristiche fondamentali di questa che può essere considerata una forma particolare di fisioterapia. “Sono esercizi di stiramento dei muscoli, dei tendini e delle ossa – spiega Amadio – che possono rivelarsi molto utili per prevenire l’invecchiamento e migliorare il tono di salute generale. Possiamo considerarla una vera e propria ginnastica medica, con una tradizione di 1.500 anni”.

Più difficile trarre direttamente spunto e vantaggio dalle arti marziali, altro elemento fondamentale della cultura Shaolin. “Starà ai  nostri operatori – conclude Amadio – approfondire le metodiche che riterranno più utili per il proprio lavoro, costruendo una reciproca integrazione tra medicina orientale e occidentale, uno scambio di esperienze che può aiutarci a dare risposte sempre più ricche ai nostri pazienti e ai loro bisogni”.
La presentazione ufficiale dell’accordo, con alcune spiegazioni delle tecniche Shaolin da parte del maestro, si svolgerà il 22 ottobre alle 11 presso la sala congressi della Fondazione Santa Lucia.

da redattoresociale

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