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Medicina
Takeda entra nel “Futuro migliore” con le cellule staminali

Nell’ambito della Biotech Week (Milano, 23-29 settembre), si è svolto al Talent Garden di via Calabiana l’evento “Storie dal Futuro migliore”. Tra le grandi aziende partecipanti, Takeda Italia ha utilizzato una modalità decisamente coinvolgente come la realtà virtuale per consentire ai visitatori di “entrare” in un laboratorio di produzione di cellule staminali per la cura della malattia di Crohn perianale.

 

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA AL DOTT. BOTTALICO – RESPONSABILE DELL’INNOVAZIONE DI TAKEDA ITALIA

 

 

Nell’occasione è stato presentato il lavoro svolto dall’Osservatorio “Storie dal Futuro”, creato da Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica, in collaborazione con ThatMorning, una realtà specializzata in analisi di interazioni che avvengono in Rete quotidianamente. Scopo della loro collaborazione era indagare quanto e come in Italia si parli di Biotech.

 

I primi risultati, dopo tre mesi di raccolta dati, sono confortanti: media e social se ne occupano e la reputazione del Biotech presso il grande pubblico è buona. Il numero di menzioni quotidiane registrato è medio-alto: sono 9.281, infatti, le menzioni evidenziate nei tre mesi di analisi, da aprile a giugno 2019. Il tema, quindi, è frequentemente affrontato su giornali, siti, blog e Twitter. Il 59% delle menzioni proviene dal canale Web e il 41% da Twitter.

 

Il settore che raccoglie più attenzione e interazioni è quello dell’agricoltura (39% delle menzioni totali). È il settore delle biotecnologie applicato alla salute che ha però la maggiore visibilità (40% della visibilità totale), maggiore impatto in rete in termini di forza delle notizie, migliore sentiment e un indice reputazionale di conseguenza più elevato. Quando di parla di industria e ambiente il numero di menzioni è basso ma sono molto frequenti i contenuti positivi e molto positivi (76% di menzioni positive).

 

A quali temi sono associate principalmente le biotecnologie? Quando in rete si parla di biotecnologie si parla di terapia, cancro, genetica, ricerca scientifica ma anche di biodiversità, soia e di bioeconomia, sostenibilità, bioplastiche e biocarburanti.

 

Non si può, a questo proposito, trascurare il problema delle fake-news. Giusto premiare chi contribuisce a combatterle facendo, al contrario, una meritoria opera di divulgazione sul tema delle biotecnologie, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico.  L’Assobiotec Media Award 2019 è stato assegnato al collega Massimo Sideri, editorialista del “Corriere della Sera” e responsabile di “Corriere Innovazione”.

 

“C’è ancora molto lavoro da fare, ma abbiamo un buon punto di partenza dal quale prendere ulteriore slancio. Gli ‘indici reputazionali’ sono di buon livello. Alti, ad esempio, sia l’interesse che l’attenzione su farmaci biologici, biomateriali, biocarburanti, sostenibilità. Il nostro obiettivo deve essere quello di farli crescere sempre di più, in maniera trasversale, entusiasmando tutto il Paese nei confronti di un settore che abbraccia la salute, l’alimentazione, l’industria, l’ambiente… e vincendo ogni tipo di resistenza e pregiudizio. Le biotecnologie possono aspirare a essere uno dei motori trainanti del nostro Paese. È necessario però che la cittadinanza, a partire dagli studenti delle scuole, si avvicinino alla scienza con un approccio fiducioso, comprendendo che il biotech ci può aiutare a vivere meglio e in modo più sostenibile” ha dichiarato Riccardo Palmisano, Presidente di Assobiotec-Federchimica.

 

All’evento ha preso parte un gruppo decisamente eterogeneo di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come il compositore Dardust, lo speaker radiofonico Federico Russo, l’autrice Cristina Pozzi e gli studenti di Media Design e Arti Multimediali e di Design della Comunicazione di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (Francesco Cavaleri, Noemi Cosoleto, Roberta Esposito, Anna Chiara Fiori, Carlo Alberto Giardina, Greta Pinto, Giulia Salvador, Elena Tagini), che, coordinati da Simone Sarasso, scrittore e docente NABA, hanno scritto alcuni racconti e realizzato illustrazioni sul futuro, reso migliore grazie alle biotecnologie.

Non potevano mancare importanti aziende del settore quali Novartis, Bayer, Amgen, Sanofi, Ipsen e Takeda, colosso del settore biofarmaceutico entrato in nuove nuove aree terapeutiche, come le malattie rare e l’emofilia.

 

Nel corso dell’evento “Storie dal Futuro migliore” gli esperti di Takeda Italia hanno “fatto toccare con mano” i possibili benefici derivanti dalla produzione delle cellule staminali attraverso il “Virtual Lab”. Grazie all’apporto di questa tecnologia, è stato possibile “entrare in laboratorio” e seguire le fasi del processo di lavorazione delle cellule staminali per il trattamento della malattia di Crohn perinale in maniera virtuale, ovvero senza penetrare fisicamente in un ambiente, che, per le sue caratteristiche e finalità, necessita della massima protezione.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA AD ALFONSO GENTILE – DIRETTORE MEDICO DI TAKEDA ITALIA

 

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