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Meloni e il caso degli agenti allontanati dal suo piano, ecco perché tutto questo non è tollerabile

di Annalisa Imparato*

I Palazzi romani si possono ancora permettere di avere personale -altamente specializzato delle Forze di Polizia- che sia deputato a premere il bottone in ascensore per le personalità in visita?

Meloni e il caso degli agenti allontanati dal suo piano, il commento 
 

Credo che questo sia un dimensionamento ed uno spreco unico, nelle linee territoriali (nelle Nostre città) abbiamo bisogno di risorse, proprio di chi è in possesso di quelle qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza che troppo spesso nei palazzi non sono sempre ben valorizzate.

Leggendo le principali testate giornalistiche, quest’oggi, si denota una “rivolta“ da parte dei giornalisti e delle opposizioni, in quanto il Primo Ministro, Giorgia Meloni, avrebbe deciso di spostare alcuni uffici del presidio della Polizia di Stato -adiacenti al suo ufficio-, dunque parliamo unicamente degli uomini e donne che sono deputati alla vigilanza del piano, per ragioni meramente organizzative, ed ecco che subito sono partite le tesi cospirazioniste. 

Ne è sorta una vera e propria immotivata caccia alle streghe, quasi come se il Primo Ministro volesse sovvertire l’ordine costituzionale. L’accanimento dimostrato da una parte della stampa e da una parte politica non ha eguali, poiché si è passati prima dall’insurrezione in merito all mancata comunicazione del luogo di fruizione delle vacanze da parte della premier -quest’ultima dunque non libera di poter avere una volta all’anno nemmeno un minimo di privacy-, fino ad approdare alla seconda insurrezione, in merito all’impossibilità di stabilire l’organizzazione interna degli Uffici di Palazzo Chigi. Appara opportuno evidenziare come sia normativamente concesso e previsto per ogni capo preposto alla guida di un ufficio pubblico della Repubblica Italiana, effettuare variazioni funzionali, lo stabilisce il D. LGS 165/2001. Per cui il Premier non ha realizzato alcuna condotta abnorme o chissà che. Le castronerie che sono state scritte in merito al presunto libero arbitrio manifestato dal Primo Ministro spaziano a 360 gradi, dal voler dettare le regole procedurali dei dispositivi della Sua protezione personale, fino ad una riferita sfiducia nella Polizia di Stato e nelle Forze di Polizia tout court. Si sta parlando invece di altro.

Per chi non conosce il funzionamento dei Palazzi romani è bene sapere che oltre alle Forze di Polizia presenti ai varchi di ingresso dei palazzi -ovviamente presenti in maniera massiva-, alle scorte che campeggiano all’esterno delle porte della singola autorità oggetto di tutela, alle garitte dei Carabinieri che assicurano la sicurezza esterna dei palazzi, i Battaglioni dei Carabinieri di supporto all’Arma territoriale,  al personale del cerimoniale, al personale civile deputato a far rispettare i regolamenti interni, esiste un’altra pletora di uomini e donne di livello altissimo, si parla di personale altamente specializzato delle Forze di Polizia, che si occupa dell’accompagnamento degli ospiti in ascensore e di “guardare” i piani. Ora, per come descritto, appare possibile anche che ci sia una certa ridondanza di impiego, in medicina si direbbe un overtreatment, che stride con la situazione che imperversa nel Paese, con una situazione complessa per ciò che attiene l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con una mancanza endemica di personale. Semmai la premier avesse assunto questa decisione per dare un qualche segnale al Paese siamo sicuri che avrebbe fatto poi così male?! Pensiamo come personale così qualificato, come quello in argomento, potrebbe essere oro se impiegato realmente per come formato, e non lasciato -certamente- a guardare i corridoi dei palazzi come i collaboratori scolastici presidiano i piani delle Scuole del Nostro Paese per vigilare sugli studenti.

L’attenzione che il Primo Ministro ha riservato alle Forze di Polizia è da sempre massima, la stessa si è dimostrata particolarmente attenta -in realtà- proprio alla Polizia di Stato, ove, quest’ultima ha scelto come vice Direttore dell’Aisi proprio un poliziotto, Vittorio Rizzi, si è imposta sulla scelta di Vittorio Pisani quale Capo della Polizia, in totale rottura con il passato, per cui proprio la Polizia di Stato non si può dire che non sia al primo posto nel cuore della premier, perché parlano i fatti.

La storia va letta, altri Primi Ministri appena insediati hanno richiesto tutele personali di una Forza di Polizia piuttosto che di un’altra, eppure non ha fatto rumore, hanno cambiato il funzionamento degli Uffici eppure niente! Ci rendiamo conto che si monta un caso per aver disposto di cambiare piano ad un operatore di Polizia che forse non era nel posto ove lo stesso veniva ben valorizzato?!  Non si tratta più a questo punto di esaminare l’operato politico di un Premier, ma sembra che nel Nostro Paese -troppo spesso- si vada nel tentativo dell’azzeramento umano.
 

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*Sostituto Procuratore della Repubblica