di Fabio Massa
Il piano di A2A, come aveva anticipato Affaritaliani.it settimana scorsa, è tra le cose più scottanti che si trova a dover affrontare Giuliano Pisapia. Anzi, come scrisse Affari, che vuole affrontare Giuliano Pisapia. Via dal tabù del 50 per cento, diluire le azioni con un aumento di capitale, dare il via a un piano di fusioni ed acquisizioni per espandersi sul territorio. Del resto, che A2A sia la “partecipata” per eccellenza, quella che negli anni ha dato maggiori dividendi e che però abbisogna di maggiori cure, è un dato di fatto. Il titolo, in Borsa, ha avuto nell’ultimo periodo buone performance, ai massimi da un anno a questa parte, attestandosi sul valore di un euro circa ad azione, e performando un ottimo +18 per cento sul trimestre e un buon + 6,34 per cento sull’anno. Il presidente Valotti e l’ad Camerano hanno messo mano all’azienda con forza, dopo l’uscita dei due direttori generali, Renato Ravanelli e Paolo Rossetti. Via tutta una serie di manager, ora parte il rinnovamento. Da questo punto di vista, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, la Spencer&Stuart sta operando la selezione del nuovo direttore della comunicazione, dopo gli anni di Gianfranco De Marchi, che ha iniziato una nuova avventura in Sia. Il profilo è di quelli alti, e – vedendo il nuovo piano industriale – pare proprio che non si tratterà semplicemente di un comunicatore, ma anche e soprattutto di una persona che sia capace di parlare con i comuni, che poi sono i soci delle società con le quali A2A vuole iniziare una robusta fase di M&A, che sia insomma un principe (o una principessa) non solo della comunicazione di una quotata, ma anche e soprattutto delle tecniche di pubblic affairs. Inutile dire che i nomi sul tavolo degli head hunter sono davvero tanti, ma pochissimi sono sulla short list. Si vocifera di nomi dalle Poste Italiane, ad esempio, ma per adesso sono solo indiscrezioni. Di certo la gara è cominciata.

