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Accoltellarono Davide Cavallo in corso Como: processo sospeso per i tre aggressori minorenni, concessa la messa alla prova di due anni

Due anni di prescrizioni e affidamento ai servizi della giustizia minorile per i tre giovani. Determinante la disponibilità al confronto manifestata dalla vittima

Accoltellarono Davide Cavallo in corso Como: processo sospeso per i tre aggressori minorenni, concessa la messa alla prova di due anni
Davide Cavallo abbraccia uno dei suoi aggressori

Due anni di messa alla prova, con permanenza in comunità, per i tre giovani che parteciparono alla violenta aggressione ai danni di Davide Cavallo, lo studente della Bocconi rapinato e accoltellato nell’ottobre 2025 in corso Como, a Milano. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni, disponendo la sospensione del procedimento penale nei confronti dei ragazzi, all’epoca dei fatti tutti diciassettenni. Una decisione che arriva dopo un percorso segnato anche dalla scelta della vittima, sopravvissuta all’aggressione ma con gravi conseguenze permanenti, di perdonare i suoi aggressori e partecipare insieme a loro a un programma di giustizia riparativa.

L’aggressione in corso Como per 50 euro: cosa accadde a Davide Cavallo

La vicenda risale alla notte del 12 ottobre 2025, quando Davide Cavallo, all’epoca 22enne, venne preso di mira da un gruppo di giovani nei pressi di una discoteca di corso Como, uno dei principali luoghi della movida milanese. Lo studente fu rapinato di 50 euro e picchiato dal gruppo. Durante l’aggressione, uno dei partecipanti, il maggiorenne Alessandro Chiani, lo colpì con un coltello, provocandogli ferite gravissime. Cavallo riuscì a sopravvivere, ma le conseguenze dell’accoltellamento gli hanno lasciato lesioni permanenti. Un episodio di violenza che ha portato a procedimenti giudiziari distinti per i diversi giovani coinvolti, in ragione dell’età e delle rispettive responsabilità.

Il perdono della vittima e le parole del procuratore: “Sono stati fortunati”

Nel corso dell’udienza di lunedì 26 ottobre, il procuratore Luca Villa ha richiamato il ruolo avuto dallo stesso Cavallo nel percorso giudiziario dei tre minorenni, sottolineando come la sua disponibilità abbia rappresentato un elemento significativo nella vicenda. Il magistrato ha definito i ragazzi “fortunati” per due ragioni: innanzitutto perché la vittima è sopravvissuta all’aggressione e, soprattutto, perché hanno incontrato una persona che, nonostante la gravità di quanto subito, ha scelto di perdonarli e di prendere parte con loro ai programmi di giustizia riparativa. Un percorso fondato sul confronto e sulla responsabilizzazione degli autori del reato, reso possibile anche dalla volontà dello studente di parteciparvi. Cavallo, assistito dall’avvocato Giovanni Azzena, non era presente all’ultima udienza, dopo aver partecipato alle precedenti fasi del procedimento.

Messa alla prova per i tre minorenni: quando i reati potranno essere estinti

Il provvedimento del Tribunale per i minorenni prevede che i tre giovani, oggi maggiorenni, affrontino un periodo di messa alla prova della durata di due anni, con permanenza in comunità. Non si tratta di un’assoluzione né di una condanna definitiva. Il procedimento viene sospeso per consentire ai ragazzi di seguire un percorso sottoposto alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

Se al termine dei due anni la prova sarà giudicata positivamente, i reati contestati verranno dichiarati estinti. In caso contrario, il procedimento penale potrà riprendere. La misura rappresenta quindi un passaggio significativo sul piano giudiziario, senza cancellare la gravità dell’aggressione e delle conseguenze riportate dalla vittima.

Appello per Chiani dopo la condanna a 20 anni

Resta aperta la posizione di Alessandro Chiani, il 19enne condannato in primo grado a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina. Secondo quanto accertato nel procedimento, fu lui a sferrare la coltellata che provocò le gravissime lesioni allo studente. Per Chiani è previsto un processo d’appello, nel quale sarà riesaminata la sua posizione. Anche il giovane è stato ammesso a un programma di giustizia riparativa, al quale Cavallo ha accettato di partecipare.

Diversa, invece, la situazione di un quinto ragazzo, anch’egli maggiorenne all’epoca dei fatti. Il giudice Alberto Carboni ha escluso una sua partecipazione diretta alla violenta aggressione, descritta nella vicenda giudiziaria come un’azione da “Arancia meccanica”, riqualificando il reato contestato in omissione di soccorso.

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