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Milano
Alexander e Martina: sì al rito abbreviato. E loro si guardano affettuosamente in aula
Alexander Boettcher e Martina Levato

I giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano hanno detto sì alla richiesta di Martina Levato e Alexander Boetther di essere giudicati col rito abbreviato nel processo che li vede accusati di aver aggredito con l'acido Pietro Barbini. La difesa dei due giovani aveva chiesto il giudizio col rito che prevede lo sconto di un terzo della pena a condizione che i giudici avessero disposto una perizia psichiatrica per entrambi. Così e' stato e il 10 febbraio prossimo verranno conferiti gli incarichi ai periti che dovranno stabilire la capacita' di intendere e volere dei ragazzi.

Un secondo uomo, finora non identificato,sarebbe stato presente insieme ad Alexander Boettcher in via Carcano a Milano e avrebbe aiutato Martina Levato a raccogliere i contenitori con l'acido gettato sul volto di Pietro Barbini. E' quanto sarebbe emerso da indagini difensive. Il particolare verrebbe rilevato dal filmato di una telecamera di sicurezza installata sulla strada, depositato oggi dal difensore di Boettecher, l'avvocato Ermanno Gorpia, nell'udienza del processo a carico dei due amanti.

I giudici hanno inoltre stabilito che spettera' alle difese stabilire se, dalla prossima udienza, le porte del processo saranno aperte al pubblico e ai giornalisti. Oltre alla testimonianza di Pietro Barbini, aggredito con l'acido muriatico il 28 dicembre scorso, il pm di Milano Marcello Musso ha depositato oggi nell'udienza a carico della bocconiana Martina Levato e del broker Alexander Boettcher due verbali resi da una coppia, marito e moglie, che era presenti quella sera, e che hanno ribadito le responsabilita' dei due imputati nell'aggressione. Boettcher, invece, ha sempre negato di aver partecipato e anche la ragazza, che ha confessato, lo ha difeso, affermando che lui si trovava la' per caso.

Martedì 27 gennaio la difesa del broker, rappresentata dal legale Ermanno Gorpia, ha deciso di chiedere il rito abbreviato condizionato, come aveva gia' fatto la difesa di Levato. In aula erano presenti sia Boettcher che Levato, accusati di lesioni gravissime aggravate dalla crudelta' e dai motivi abbietti e futili. I ragazzi si sono scambiati sorrisi e sguardi affettuosi.

Un secondo uomo, finora non identificato,sarebbe stato presente insieme ad Alexander Boettcher in via Carcano a Milano e avrebbe aiutato Martina Levato a raccogliere i contenitori con l'acido gettato sul volto di Pietro Barbini. E' quanto sarebbe emerso da indagini difensive. Il particolare verrebbe rilevato dal filmato di una telecamera di sicurezza installata sulla strada, depositato oggi dal difensore di Boettecher, l'avvocato Ermanno Gorpia, nell'udienza del processo a carico dei due amanti.


Pietro Barbini, il giovane aggredito con l'acido da Martina Levato e da Alexander Boettcher, aveva amici in comune con altre due vittime di episodi simili avvenuti a Milano nel novembre scorso. Lo ha messo a verbale lo stesso ragazzo sentito nei giorni scorsi da inquirenti e investigatori. Barbini ha raccontato di avere cari amici in comune con Giuliano S., che ha subito un tentativo di lancio di acido lo scorso 15 novembre, e con Stefano S., studente sfregiato l'1 novembre scorso. Lo scorso 22 gennaio, Barbini ha spiegato agli investigatori della polizia e al procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili, di non avere mai conosciuto direttamente Stefano S., ma di sapere che avevano amici in comune, in particolare una ragazza con cui era in contatto tramite Facebook. Ha aggiunto di avere saputo di questa comune conoscenza solo dopo l'aggressione subita attraverso un messaggio che gli aveva scritto proprio la ragazza. In relazione a Giuliano C., che ha subito un tentativo di aggressione a metà novembre in via Nino Bixio (episodio per cui Levato e Boettcher sono indagati), Barbini ha spiegato anche in questo caso di non averlo mai conosciuto direttamente, ma di avere cari amici in comune con lui, tra cui un giovane.

Con una mossa di judo Pietro Barbini, dopo essere stato aggredito con l'acido muriatico da Martina Levato, riusci' a far cadere a terra Alexander Boettcher che lo inseguiva con un martello. Lo ha raccontato il giovane agli inquirenti aggiungendo che, oltre a suo padre, arrivo' a tenere fermo il broker anche una persona da poco uscita dal carcere. Quell'uomo, secondo la testimonianza di Barbini contenuta in un verbale di quattro pagine, ordino' a Boettcher di stare fermo dicendogli che era uscito da poco dal carcere, che non aveva nulla da perdere e che se si fosse mosso gli avrebbe spezzato le gambe. Con l'aiuto di quest'uomo e del padre, Boettcher sarebbe stato portato verso un bar dove pochi minuti dopo arrivarono la polizia e un'ambulanza.

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