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Anche il Giambellino ha il suo “Febbre a Novanta”!

Sul campaccio della Murialdina, totalmente privo di erba, si è sviluppata la vicenda raccontata nello spettacolo teatrale “Fuorigioco – L’anima del quartiere”. Da una storia vera, è nato un vero e proprio capolavoro, da consigliare a chiunque ami il calcio giovanile. E a chi desidera scoprirne la vera magia

di Lorenzo Zacchetti

Se avete figli che giocano a pallone in una delle innumerevoli squadre amatoriali dell’area metropolitana milanese, ne avete già un’idea molto chiara. Levatacce all’alba della domenica, trasferte su campi improbabili, borse puzzolenti, scarpe infangate e tanti personaggi curiosi a bordocampo. Insomma, una vera e propria pacchia… se vi piace il genere.

Ci vuole veramente tanta passione per continuare a far girare questo mondo che, infatti, si regge in maniera pressoché totale sul volontariato. Tutto si basa sull’incredibile spirito di sacrificio di migliaia di persone che, ogni settimana, impegnano il loro tempo per lavorare come dirigenti, accompagnatori e allenatori delle squadre dilettantistiche dove i nostri ragazzi coltivano il loro sogno di diventare calciatori. Grazie a loro, è possibile dar vita a storie che meriterebbero di essere raccontate in un film.

O in uno spettacolo teatrale, come l’avvincente “Fuorigioco – L’anima del quartiere” di Michele Clementelli, autore e protagonista unico dell’opera.

Realizzato dal Comteatro di Corsico, con la regia di Claudio Orlandini, lo spettacolo racconta una storia vera: Michele lavorava come animatore sociale presso il Centro Diurno Educativo “Paspartù”, gestito dalla cooperativa Azione Solidale presso i locali dell’oratorio San Leonardo Murialdo. In un quartiere complesso come il Giambellino, la parrocchia svolge una funzione sociale molto importante e sul suo campo spelacchiato, duro come il cemento, ha giocato per anni la squadra locale: la Murialdina.

fuorigioco ape“Fuorigioco – L’anima del quartiere”Guarda la gallery

Oggi la società non esiste più, visto che ha scelto di fondersi con il Lorenteggio, ma per tanti anni è stata il centro della vita di tanti ragazzi del posto. E anche del loro allenatore.

Durante la sua esperienza di lavoro, Clementelli si è trovato a seguire molti ragazzi che frequentavano sia il CDE, sia la Murialdina. Da tale contiguità, è nata l’idea di una intelligente collaborazione tra squadra e cooperativa, quindi alcune ore di lavoro di Clementelli, grande appassionato di calcio, sono state dedicate proprio ad allenare la squadra. Dopo una lunga serie di risultati negativi e di abbandoni, la Murialdina si è trovata nel pieno caos, senza allenatori e senza speranze per il futuro. Con un operatore sociale in panchina, il calcio è quindi diventato un prezioso strumento di inclusione sociale e prevenzione del disagio.

Da quell’esperienza di vita, è nato “Fuorigioco – L’anima del quartiere”, un appassionante monologo che porta lo spettatore nel profondo del Giambellino, con i giocatori che non si presentano agli allenamenti e l’allenatore che va a recuperarli alle giostre o al cinema porno del quartiere; il linguaggio gergale di uno spogliatoio popolato da adolescenti difficili e le intrusioni dei genitori, a volte simpaticamente cialtroni, ma altre persino violenti.

La vita di una zona popolare, che pulsa intorno al campo da calcio, viene portata in scena con strepitose imitazioni del parroco, del coordinatore del comitato di quartiere e persino dello spacciatore locale.

Lo spettacolo alterna momenti esilaranti, come i tentativi di sedare le risse tra compagni di squadra, ad altri realmente struggenti, come quando la stessa vita personale e sentimentale dell’allenatore rischia di pagare pegno ad un impegno che a volte sembra troppo gravoso. Lo è per l’improvvisato tecnico, come per una squadra che non vince davvero mai, in una incessante sequele di sfighe che vanno dal campo di gioco alla vita di strada.

Nei momenti di disperazione, Clementelli invoca lo spirito di Zeman, “l’eccelso”, perché gli indichi la strada giusta. E alla fine la trova davvero, perché “Fuorigioco – L’anima del quartiere” è davvero un piccolo capolavoro e non è esagerato dire che stia al calcio giovanile come il celebrato “Febbre a 90°” di Nick Hornby sta a quello professionistico.

Bastano pochi minuti di spettacolo per scoprirsi tifosi della Murialdina e della sua impari sfida contro il destino. E in fondo poco conta che quella squadra non ci sia più, perché il grande pregio di questo spettacolo è di aver fotografato la magia del calcio amatoriale, spiegando a chi non lo conosce – ma forse anche a noi stessi – perché gli abbiamo dedicato una così ampia parte della nostra vita.

Guarda il promo di “Fuorigioco – L’anima del quartiere