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Milano
Anticipazione/ GdF in Infrastrutture Lombarde, arrestato Rognoni

di Fabio Massa

La Guardia di Finanza è da questa mattina nella sede di Infrastrutture Lombarde, come ha anticipato Affaritaliani.it. La società, che si occupa della realizzazione delle nuove infrastrutture, era stata nelle settimane scorse al centro di una grande polemica dopo la pubblicazione degli audit regionali che mostravano un uso discutibile delle risorse pubbliche. In particolar modo, nell'audit venivano messe in luce le spese del direttore generale, il formigoniano di ferro Antonio Rognoni, che attualmente è ancora il numero uno di CAL. Ilspa ha in portafoglio 4 miliardi di opere, e in pratica è l'asse portante sul quale si basa la realizzazione di Expo. In particolare, nel mirino della ricerca interna c'era lo stipendio di Rognoni.

Non è tuttavia per questo motivo che sono scattate le manette ai polsi di Rognoni. L'ipotesi è infatti di truffa ai danni della Regione. Si tratta dell'indagine "segretissima" che Robledo citava nella sua lettera al Csm contro Bruti Liberati. L'ipotesi è di modalitá illecite degli affidamenti esterni di incarichi nei due settori dell’area consulenza legale e dei controlli degli appalti. Sono stati quindi arrestati Rognoni e il capo dell’ufficio gare e appalti della società operativa “Infrastutture lombarde societá per azioni” (Ilspa), Pierpaolo Perez. Agli arresti domiciliari alcuni professionisti, invece: quattro avvocati, un ingegnere e un dirigente di Ilspa.

@FabioAMassa

L'INCHIESTA

Antonio Rognoni, dimissionario dg di Infrastrutture Lombarde, avrebbe truccato alcune gare d'appalto per incarichi di consulenza legale relativi all'Expo 2015. E' quanto si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti il quale sostiene che sarebbe stata "gravemente turbata" una gara del valore di 1,2 milioni di euro riguardante l'affidamento "a professionisti esterni dei servizi legali" e di "supporto e assistenza a Expo 2015 spa".

 

Alla luce dell'emergere dell'indagine su Infrastrutture si chiarisce uno dei motivi di scontro tra il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati e il suo vice Alfredo Robledo. Ne parla lo stesso Robledo nell'esposto al Csm, in un passaggio in cui e' evidente il riferimento a questa inchiesta. In sostanza, da quanto si capisce dall'esposto, Robledo e Boccassini in due indagini distinte, quella appunto su Infrastrutture e un'altra nata da presunte tangenti nella sanita' lombarda e sfociata in accertamenti su una piattaforma Expo, si sarebbero imbattuti negli stessi soggetti da loro indagati. Un'inchiesta, quella sulle Infrastrutture, era condotta da Robledo e dal pm Antonio D'Alessio, l'altra da Boccassini, lo stesso D'Alessio e il pm Claudio Gittardi.

Nell'esposto Robledo scrive che il 16 aprile 2012 ricevette una comunicazione da parte di Bruti in cui lo si invitava a contattare Boccassini "per realizzare un coordinamento investigativo". Alla richiesta di Robledo di avere delle carte che riguardavano reati di sua competenza, "dalla collega Boccassini non ebbi nessuna risposta, neppure verbale". Bruti mando' poi a Robledo una missiva in cui affermava che "aveva sollevato un contrasto di competenza interna tra dipartimenti e invitava Boccassini a non dare corso alla trasmissione degli atti da me richiesti". Il Procuratore - continua il pm denunciante - "dopo circa sei mesi dispose che il processo rimanesse incardinato presso la Dda per motivi di opportunita': sul presunto conflitto non vi e' mai stata nessuna decisione del Procuratore".

Alberto Rognoni sarebbe stato il "capo, promotore e organizzatore del sodalizio" tra gli otto indagati dalla procura di Milano a cui sono contestati i reati di associazione per delinquere e, a vario titolo, turbativa d'asta, truffa e falso. Lo scrive il Gip del tribunale di Milano Andrea Ghinetti, nell'ordinanza di misura cautelare nei suoi confronti e di altre sette persone. Rognoni e' indagato in quanto direttore generale della Infrastrutture Lombarde spa (Ilspa), societa' controllata dalla Regione Lombardia, e amministratore della controllata Concessioni Autostradali Lombarde

Il responsabile dell'ufficio gare e appalti della Infrastrutture Lombarde, Pier Paolo Perez, l'altro indagato finitoin carcere, e' indicato come "organizzatore del sodalizio", mentre Maurizio Malandra, direttore amministrativo della societa' della Regione Lombardia, e' definito dal Gip Ghinetti "partecipante, che assicurava l'emanazione degli atti amministrativi necessari per il raggiungimento degli scopi del sodalizio, garantendo altresi' l'impunita' agli altri associati". Gli altri indagati, come Malandra ai domiciliari, Carmen Leo, Fabrizio Magri', Sergio De Sio, Giorgia Romitelli (tutti avvocati) e Salvatore Primerano (ingegnere) "partecipavano, intervenendo stabilmente nell'espletamento delle funzioni pubbliche e dei procedimenti di gara, redigendo e falsificando atti di delibera e contratti di assegnazione nonche' beneficiando essi stessi, tra gli altri, di reiterati conferimenti di incarichi, con modalita' collusive e fraudolente".

Dopo l'inchiesta che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex dg di Infrastrutture lombarde, Antonio Rognoni, la Cgil chiede una "revisione immediata totale e trasparente delle procedure in atto per l'assegnazione degli appalti, quelli relativi a Expo, quelli che riguardano la sanita' ed ogni altro appalto di una qualche pertinenza da parte di Regione Lombardia". In una nota, il segretario lombardo, Nino Baseotto chiede un intervento della giunta lombarda e sostiene che "e' dal 2007 che denuncia incongruenze nelle procedure seguite da Infrastrutture Lombarde nell'assegnazione degli appalti, confermate da una pronuncia, nel 2008, dell'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici.

Tags:
gdfinfrastrutture lombarde






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