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Assalto armato in via Argelati per le carte Pokémon: un mercato da 10 miliardi dove un pezzo può valere 16 milioni di dollari

Il rapinatore ha svuotato le teche del punto vendita “Il Regno” mentre un complice lo aspettava sullo scooter

Assalto armato in via Argelati per le carte Pokémon: un mercato da 10 miliardi dove un pezzo può valere 16 milioni di dollari
Carte pokemon

Niente cassa, niente registratore, niente telefoni. Chi ha fatto irruzione martedì sera nel negozio di via Argelati, in zona Porta Ticinese, sapeva esattamente cosa cercare: le teche con le carte da collezione. Intorno alle 19.40 un uomo con il casco integrale calzato e un coltello in pugno è entrato nel punto vendita “Il Regno”, specializzato in giochi e carte collezionabili, ha minacciato la persona al banco e ha arraffato contenitori di carte Pokémon e Yu-Gi-Oh!. Fuori lo attendeva un complice, anche lui arrivato in scooter. I due si sono dileguati nel traffico della sera con un bottino che pesa pochi etti e potrebbe valere quanto una gioielleria.

Un colpo studiato

La dinamica racconta una rapina mirata. L’uomo è andato dritto alle teche, i contenitori dove i negozi specializzati custodiscono i pezzi di maggior pregio, quelli che non si lasciano sugli scaffali. La scelta del casco integrale, la presenza del complice pronto alla fuga e l’orario di chiusura imminente completano il quadro di un’azione preparata. Sul posto è intervenuta una volante del commissariato Porta Ticinese e le indagini della Polizia di Stato sono in corso, a partire dalle immagini delle telecamere della zona.

Perché le carte sono diventate un bersaglio criminale

A chi non frequenta questo mondo può sembrare un colpo bizzarro. I numeri dicono il contrario. Il mercato globale delle carte da gioco collezionabili vale circa 10 miliardi di dollari l’anno, e il fenomeno è esploso dopo la pandemia, quando le carte sono diventate un bene rifugio alternativo: secondo le analisi di settore, negli ultimi vent’anni le carte Pokémon hanno reso più dell’indice S&P 500. Il franchise dei mostriciattoli giapponesi ha generato complessivamente oltre 150 miliardi di dollari, e attorno alle carte si è sviluppata un’industria di periti, certificatori e case d’asta dedicate.

Dai 16,3 milioni di Pikachu ai pezzi da negozio

Il vertice del mercato è cronaca recente: a fine gennaio 2026 l’influencer Logan Paul ha venduto tramite Goldin Auctions una Pikachu Illustrator, carta stampata in sole 39 copie nel 1998 per un concorso giapponese, alla cifra record di 16,3 milioni di dollari, certificata dal Guinness dei primati. Lui stesso l’aveva pagata 5,275 milioni nel 2021. Sono ovviamente eccezioni assolute, ma la fascia intermedia è tutt’altro che trascurabile: una Charizard di prima edizione in condizioni perfette viaggia sulle centinaia di migliaia di euro, e anche sul fronte Yu-Gi-Oh! i pezzi da torneo più rari hanno superato quotazioni milionarie, con esemplari come il Black Luster Soldier in acciaio valutati attorno ai 2 milioni di dollari. In un negozio ben fornito, una teca di carte selezionate può contenere valori da decine di migliaia di euro in uno spazio grande quanto una scatola da scarpe.

Leggere, anonime, rivendibili: il bottino perfetto

È questa combinazione a rendere le carte appetibili per la criminalità. Sono leggere, facili da occultare e, quando non sono certificate, prive di qualsiasi identificativo: il mercato secondario, tra fiere, piattaforme online e vendite tra privati, offre mille canali per piazzarle senza domande. Diverso il discorso per i pezzi di fascia altissima, che passano quasi sempre attraverso il grading: la certificazione che ne fa lievitare il prezzo assegna anche un numero registrato in archivi consultabili, e questo li rende difficili da rivendere senza destare sospetti. Per il bottino di via Argelati, quindi, la destinazione più probabile è il circuito delle vendite tra privati, dove nessuno chiede la provenienza, mentre gli investigatori lavorano per dare un nome ai due ladri arrivati in scooter.