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Milano

Senza peli sulla lingua, con chiarezza e concretezza. In una video intervista esclusiva del direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino, il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca parla di politica, di imprenditori, di sindacato, di Milano. "Noi abbiamo tantissime potenzialità, dobbiamo farle volare. Quando parliamo della politica diciamo: la politica ci lasci volare - spiega - E' una chiamata alle armi: ragioniamo in grande e non facciamoci angosciare da una dimensione di asfissia". Il capoluogo? "Se Milano non vola in Serie A, tutto il Paese va in Serie B. Per quanto riguarda il mondo imprenditoriale, noi competiamo in condizioni estremamente difficili. Operare dall'Italia, per tassi d'interesse, per burocrazia, per fiscalità, è un modo di competere con lo zaino sulle spalle e le palle al piede. Ciononostante le nostre esportazioni attuali sono maggiori di quelle del 2008. Partiamo dal primo presupposto: riconosciamo l'onore delle armi agli imprenditori". E ancora: "L'Italia è una vetocrazia, non ci bastano più le dichiarazioni formali". Il sistema Confindustriale? Ha bisogno di evolvere ma percepisco delle energie positive messe a disposizione del Paese. Questo è quello che io verifico nella realtà lombarda. Sicuramente dobbiamo cambiare, ma Confindustria è un asset dell'Italia". Il sindacato? Ho rapporto con i sindacati in Germania e in Italia. In Italia tutto è terribilmente ideologico. In Italia c'è un rapporto conflittuale, con un retaggio sessantottino. In Germania è tutto diverso". GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE

 

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“Dobbiamo far volare Milano. Renderla una Grande Area Metropolitana che si proietta meglio nel mondo e sui mercati. Darle progetti capaci di risultati concreti e verificabili, come accade da anni a Monaco di Baviera e a Barcellona. E’ l'unico modo per vincere una sfida che non riguarda solo Milano, i suoi cittadini e le sue imprese, ma che investe la competizione globale italiana, in Europa e nel mondo”. Lo ha dichiarato il Presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, presentando il piano strategico Assolombarda 2014-2016.

E' ''assolutamente positiva'' la proposta di riforma del mercato del lavoro di Matteo Renzi che punta ad abolire l'art. 18 per i neo assunti. Ne e' convinto Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, che durante una conferenza stampa ha usato parole di apprezzamento per la 'svolta' del neo segretario del Pd. ''Siamo totalmente positivi verso questo tipo di proposta'', ha detto il numero uno degli industriali milanesi, convinto che occorra sfruttare l'occasione di Expo ''per usare piu' flessibilita''' nel mercato del lavoro. Perche' ''portare i giovani dentro le imprese anche senza contratti di lavoro stabili, e' sempre meglio che lasciarli in mezzo alla strada'', secondo Rocca, che vede nel tradizionale contratto a tempo inditerminato ''un matrimonio per la vita''. Percio', ha insistito il numero uno di Assolombarda, ''dobbiamo evolvere, non possiamo piu' avere meccanismi che garantiscono un lavoro all'infinito nella stessa azienda e nella stessa citta'''. Ed e' soprattutto per questo che, secondo Rocca, ''l'apertura di Renzi a questo tipo di flessibilita' e' estremamente positiva''.

“E' il momento più critico - ha detto Rocca nel suo discorso, tutto votato all'attacco, all'innovazione, alla concretezza.  - tra stagnazione perdurante dopo una lunga e pesante crisi, e la necessità di un forte rilancio. Se stiamo fermi, siamo destinati all'asfissia. Per questo lanciamo un messaggio forte, a Milano e al Paese”. E ancora: "La logica della stabilità può essere una trappola perché esiste anche una stabilità insostenibile"

“In questi anni di dura crisi Milano ha conosciuto un livellamento verso il basso del suo PIL  rispetto alle medie negative nazionali, non ancora della sua occupazione. Ma non possiamo illuderci. Senza uno straordinario scatto in avanti, non si recuperano le posizioni perdute, non si diventa leader sui mercati esteri”.

“Occorre fare insieme una duplice scelta. Da una parte liberare le energie delle imprese e del lavoro, dotandoci di strumenti abilitanti. Dall'altra puntare alla competizione globale, costruendo meccanismi differenzianti”.

“La prima sfida si costruisce dal basso, ed è una sfida durissima. Significa fare i conti con un peso della spesa pubblica e delle imposte che soffoca l'impresa, con un perimetro e con procedure della pubblica amministrazione ostili alla crescita, con un'autonomia sfiduciata nell'architettura dello Stato, che è oggi inidonea a quanto davvero servirebbe: cioè riporre alla competenza centrale la responsabilità di infrastrutture e reti nazionali per lo sviluppo, ma con una delega forte e vera alle Autonomie in materie come sanità e istruzione, secondo logiche di sussidiarietà che vengono oggi negate”.

“Bisogna rimettere le imprese al centro, altrimenti non c'è futuro”.

“La seconda sfida - ha proseguito Gianfelice Rocca - si costruisce anch'essa dal basso, ed è volta a fare di Milano una Grande Area Metropolitana che competa seguendo logiche di eccellenza. La competizione globale è oggi tra grandi ecosistemi metropolitani, che si proiettano nel mondo facendo da traino alle rispettive economie regionali e nazionali”.

“Bisogna per questo rimettere Milano al centro, nutrendo la sua trasformazione in Città Metropolitana attraverso programmi pluriennali comparabili a quelli che Monaco di Baviera e Barcellona si sono dati da tempo. Una Grande Area Metropolitana, forte della sua vasta banlieue manifatturiera dalla Brianza all'intera fascia pedemontana lombarda e insieme dotata di un alto mix compositorio tra Hight Tech e Medium Hight Tech, servizi avanzati e lavoratori della conoscenza, vertici del sistema del credito e moda, design e lusso. Una Grande Area Metropolitana che sia sempre più hub della conoscenza, faro del capitale umano, feconda di start up tecnologiche, densa di brevetti, moltiplicatrice di legalità e sostenibilità ambientale”.

“Expo 2015 deve essere e sarà una straordinaria occasione, per realizzare questo salto di qualità progettuale verso una dimensione globale”.

“Per vincere queste due sfide insieme – ha aggiunto Rocca - Assolombarda si è data un piano strategico articolato in 50 progetti. Volti a produrre risultati. Con indicatori misurabili e verificabili. Progetti che intendiamo mettere a disposizione di Milano e delle amministrazioni pubbliche lombarde, come dell'intero Paese”.

“E' una piattaforma aperta, questo piano strategico. Chiama a reti e alleanze, per costruire network che da Milano si estendano nel mondo”.

“E' una proposta aperta ai soggetti pubblici come al sindacato, al sistema camerale, a quello delle Università e della formazione, al mondo della cultura e della società civile. Per essere al centro di una rivoluzione che parte dal basso e che non vuole essere fermata”.

“Una rivoluzione che rifiuta declino e sfiducia, antieuropeismo e populismo”.

“E che si propone invece di catalizzare energie, rimettendo al centro i valori civili ed etici che nella storia hanno dato forza e successo al metodo ambrosiano. Quello stesso metodo che il cardinale Scola ha voluto ricordarci parlando proprio di Expo, nel suo discorso alla Città in occasione di sant'Ambrogio”.

“Non c’è ripresa della crescita che non passi da Milano. Non c'è sfida di competitività che non debba partire da Milano”, ha concluso Gianfelice Rocca.

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