Via libera della Lombardia alle pre-intese sull’Autonomia differenziata. Il Consiglio regionale ha approvato con 48 voti favorevoli e 21 contrari la risoluzione che recepisce i due schemi di intesa definitivi concordati con il Governo prima della pausa estiva. Il provvedimento riguarda l’attribuzione alla Regione di ulteriori competenze nelle materie non soggette ai Lep, in particolare protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, oltre alla tutela della salute per gli aspetti legati al coordinamento della finanza pubblica. Un passaggio fortemente identitario per la maggioranza guidata dalla Lega e per il presidente Attilio Fontana. Ma la seduta straordinaria non è stata priva di tensioni politiche.
FdI chiede una sospensione prima del voto
Poco prima delle dichiarazioni di voto e del passaggio finale in Aula, Fratelli d’Italia ha infatti chiesto una sospensione dei lavori per consentire un confronto interno alla maggioranza. Una richiesta che ha alimentato interrogativi e retroscena, anche alla luce delle tensioni che negli ultimi giorni hanno attraversato il centrodestra lombardo. Il gruppo di FdI si è riunito con l’assessore Romano La Russa, capo delegazione del partito in Giunta, mentre il capogruppo Christian Garavaglia è stato visto confrontarsi anche con Fontana. Sul fondo restano alcune questioni che hanno acceso il confronto nella maggioranza, dal fine vita alle nomine nella sanità regionale. Su entrambi i dossier il riferimento è l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, sostenuto dal governatore ma da tempo al centro di frizioni con una parte di Fratelli d’Italia. Anche nella giornata del voto non sono mancate scintille, in particolare sulle future nomine ai vertici della sanità lombarda.
Fontana: “Un risultato storico”
Alla fine la maggioranza ha ritrovato compattezza e la risoluzione è stata approvata. Per Fontana si tratta di un “passaggio decisivo” nell’attuazione del programma regionale. “È doveroso chiedere l’Autonomia, come hanno fatto i lombardi con il referendum”, ha affermato il governatore, ricordando anche Roberto Maroni e chiedendo all’Aula un applauso per l’ex presidente della Regione. Fontana ha respinto inoltre l’idea che l’Autonomia rappresenti una battaglia contro la Costituzione. Al contrario, ha sostenuto, si tratterebbe di applicarne pienamente le previsioni e di consentire una gestione più efficiente delle risorse e delle emergenze. “Riusciremo a dimostrare che su queste materie daremo risposte più efficaci ed efficienti dello Stato”, ha detto il presidente della Lombardia, definendo il voto “un risultato storico” e “il primo varco” verso il superamento del centralismo.
Ora il passaggio in Parlamento
Con la risoluzione approvata, il Consiglio regionale autorizza Fontana alla sottoscrizione definitiva dell’intesa con il Governo. Il passaggio successivo sarà in Consiglio dei ministri, che su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie dovrà approvare un disegno di legge sulle intese. Il testo sarà poi sottoposto a Camera e Senato secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. La risoluzione affida inoltre al governatore il mandato di proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Lombardia punta a ottenere ulteriori forme di autonomia. “Non ci fermeremo qui”, ha assicurato Fontana. “Non siamo davanti all’approdo finale dell’Autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione del rapporto tra Stato e Regioni”.
Lega: “Nessuna accelerazione per Pontida”
Fratelli d’Italia, attraverso Garavaglia, ha ribadito il proprio sostegno al percorso: “Il Governo ha dimostrato di dare risposta alla Lombardia in modo concreto”. Il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta ha invece escluso che il voto sia stato accelerato in vista del tradizionale appuntamento di Pontida: “Vogliamo solo portare a casa l’Autonomia e fare in fretta”. Al termine della seduta i consiglieri leghisti hanno esposto in Aula uno striscione con la scritta: “1984-2026, la battaglia continua. Autonomia!”. Soddisfatto anche il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo, che ha parlato di “un passo avanti fondamentale” verso una riforma “attesa da nove anni dai cittadini lombardi”.


