Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Cronaca » Una rete di corruzione nel commissariato di Anzio e Nettuno: cinque poliziotti arrestati

Una rete di corruzione nel commissariato di Anzio e Nettuno: cinque poliziotti arrestati

Accusati di peculato e concorso in spaccio, coprivano i confidenti, rubavano soldi e droga. Per loro si sono aperte le porte del carcere. Disposta dal Questore la sospensione dal servizio

Una rete di corruzione nel commissariato di Anzio e Nettuno: cinque poliziotti arrestati

Un sistema criminale radicato all’interno delle forze dell’ordine, capace di alterare sequestri, intascare contanti e favorire gruppi delinquenziali operanti sul litorale romano. Gli investigatori dello Sco, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di cinque agenti del commissariato di Anzio e Nettuno.

I poliziotti coinvolti sono Mauro Matalone, Sergio Forcina, Antonio Pucci, Francesco Aversano e Alessandro Fortunato. Le accuse contestate a vario titolo risultano pesantissime: associazione per delinquere, peculato, falso, concorso esterno in traffico di stupefacenti e accesso abusivo ai sistemi informatici. Il questore di Roma, Roberto Massucci, ha già disposto l’immediata sospensione dal servizio per tutti gli indagati.

Verbali falsificati e mazzette intascate: la rete dei narcos

L’inchiesta ha preso il via nel febbraio 2024 grazie alle intercettazioni di alcuni pregiudicati che commentavano le anomalie nei controlli. In un caso specifico, a fronte di un carico intercettato di 50 chili di cocaina, ne venivano verbalizzati formalmente soltanto 25 chili. La parte restante della droga spariva, così come il denaro contante requisito ai pusher.

Il totale dei contanti sottratti sfiora i 20mila euro. Gli agenti agivano per favorire i propri confidenti strategici, arrestando in modo mirato solo i rivali e consentendo ad alcuni spacciatori di proseguire gli affari criminali perfino dai domiciliari.

L’inseguimento mortale e le reazioni del territorio

Nel dossier d’indagine figura anche il drammatico episodio legato alla morte di Arberi Mecaj, trentottenne di origine albanese deceduto il 24 maggio 2025 durante un inseguimento con la polizia nelle campagne di Anzio. L’uomo, schiantatosi contro un traliccio con 25 chili di cocaina a bordo, viaggiava in circostanze ancora prive di testimoni o riprese video.

Durissimo il commento di Edoardo Levantini, presidente dell’Associazione Coordinamento Antimafia Anzio Nettuno, che parla di fatto gravissimo richiamando i precedenti emersi nel processo Tritone. Secondo Levantini appare cruciale fare immediata pulizia per tutelare gli operatori onesti e garantire piena trasparenza alle istituzioni.