Anche Affaritaliani era presente sul palco di Roma dove è andato in scena l’attesa confronto tra Conte e Schlein nel corso della festa di Avs. Il direttore Marco Scotti ha moderato un panel dedicato all’intelligenza artificiale e al futuro dei lavoratori. Sul palco, insieme a lui, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage e Giorgio Marasà. Dopo l’IA si è passati alla politica, con i leader più attesi, Conte e Schlein. La folla gridava “sbrigatevi”. I due si sono avvicinati su alcuni temi ma il nodo principale non è stato sciolto, chi guiderà il “campo largo”? Quali saranno le regole per le primarie? Su questo Schlein e Conte continuano ad avere idee diverse, da una parte si cerca di dare importanza al voto online (fronte M5s), dall’altra però questa pista non viene presa in considerazione. Anche Romano Prodi ha tuonato sul tema: “No al voto online”.
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Di strada c’è da farne, eccome. Al di là dello sfoggio di ottimismo che li porta a guardare già a Palazzo Chigi, “dal giorno dopo si cambia”, i leader di Pd, M5s e Avs sembrano consapevoli di avere davanti almeno un altro tornante in salita. “Abbiamo grandissime chance di vincere”, dice Conte, purché il centrosinistra sappia farsi carico delle “preoccupazioni delle persone sul tema della sicurezza e della gestione dei flussi di migranti”, sottolinea ancora. “Dopo vent’anni abbiamo la grande opportunità di far vincere di nuovo una alleanza progressista”, prova a suonare la carica Schlein. “Sbrigamose”, dice in romano Angelo Bonelli, seguito da Fratoianni: “Ora mobilitiamo i cittadini sui temi del programma“. Eppure, come direbbe un profondo conoscitore delle dinamiche del centrosinistra, “la mucca è nel corridoio” (copyright Pierluigi Bersani).
E la mucca si chiama leadership. Ovvero, come scegliere il candidato premier. Schlein sembra volere lasciare la porta aperta al sistema del chi ha un voto in più: “Dobbiamo fare di tutto per non fare passare questa legge elettorale, poi valuteremo se fare un accordo a chi prende un voto in più o se fare le primarie“. Gli alleati rossoverdi sono tutt’altro entusiasti del dibattito. Nicola Fratoianni mette in agenda il programma. Nient’altro. E suggerisce una data per cominciare il lavoro: il 20 settembre, subito dopo la fine di Nova, il percorso di ascolto e di raccolta delle idee della base del M5s. “Dal giorno dopo si parte”, fa sapere.
“Non si parte da zero”, ripete Schlein citando il salario minimo, le politiche per la crescita e l’industria. A questo Bonelli aggiunge l’annuncio di una proposta comune sull’energia, “perché in quattro anni Meloni e il suo governo non hanno fatto nulla”, chiosa la dem. E Fratoianni aggiunge il capitolo esteri: “Il giorno dopo la vittoria si cambia e si riconosce lo Stato di Palestina”, che poi e’ quanto prevede la prima risoluzione comune dei tre partiti, firmata ormai due anni e mezzo fa. Poi c’è il nodo Ucraina, sulle armi a Kiev i dem e il M5s la pensano in maniera opposta e trovare una quadra non sarà semplice.


