Il Comune di Milano sostituirà e adeguerà gli autovelox che, dopo l’entrata in vigore delle nuove norme, non rispettano più i criteri amministrativi previsti dal decreto. A chiarirlo è l’assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile Marco Granelli, intervenuto dopo lo spegnimento di alcuni dispositivi presenti in città. Secondo Granelli, la nuova disciplina non comporterà però un arretramento sul fronte dei controlli. Al contrario, Palazzo Marino intende rafforzare le verifiche sulla velocità, considerata una delle principali cause degli incidenti stradali.
Granelli: “La velocità è una delle principali cause degli scontri”
“La velocità è una delle principali cause degli scontri stradali e le cronache cittadine sono piene di esempi”, ha spiegato l’assessore. “Per questo continueremo a fare sempre più controlli della velocità, non per fare cassa, come qualcuno continua a ripetere, ma per salvare vite umane e migliorare la sicurezza stradale, innanzitutto dei pedoni e di tutti”. Granelli ha poi respinto le accuse rivolte all’amministrazione sul presunto utilizzo degli autovelox per aumentare gli incassi delle multe. “Questo è il nostro impegno concreto. Le parole e le polemiche le lasciamo ad altri, come a quelli che sostengono i ricorsi di chi in città va ben oltre i 50 chilometri orari previsti nei centri abitati ed è per questo giustamente sanzionato”.
“Gli impianti non sono difettosi”
L’assessore ha precisato che gli autovelox rimasti spenti da oggi non presentano problemi tecnici. Il nodo riguarda invece le procedure con cui i prototipi erano stati autorizzati. “Non sono difettosi, ma i loro prototipi erano stati autorizzati con procedure antecedenti al 2017”, ha sottolineato Granelli. La definizione e l’attuazione delle procedure di omologazione, ha aggiunto, non spettano ai Comuni, ma al ministero dei Trasporti e alle aziende produttrici.
Palazzo Marino procederà ora alla sostituzione dei dispositivi più datati, utilizzando risorse comunali. Un intervento che, secondo l’assessore, non poteva essere avviato prima dell’adozione del nuovo decreto. “Nessuna irregolarità da parte del Comune”, ha concluso Granelli. “Semmai c’è stata l’inesistenza delle procedure di omologazione da parte del ministero dei Trasporti, che riteneva, come molti altri, sufficiente l’autorizzazione”.

