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carabinieri

Intimidazioni, pestaggi, con rivendicazioni e ricatti anche tramite i social network. Una gang di 15 giovanissimi a cui le forze dell'ordine potrebbero aver assestato, con gli arresti di oggi, un colpo definitivo. L'operazione che ha portato agli arresti quattro giovani,

di cui tre minorenni e uno appena diciottenne, ritenuti responsabili di un pestaggio ai danni di tre coetanei eritrei, avvenuto a maggio in via Forze Armate, è denominata "Game over my friend" e coinvolge diversi minorenni: le accuse nei confronti dei 4 finiti in manette sono di lesioni e minacce. Debora Luzzi, vicedirigente del commissariato di Lorenteggio, ha tracciato un ritratto della baby gang, ribattezzata la 'banda di via Creta' attiva in zona Inganni-Bisceglie-Baggio e composta da 15 soggetti dai 15 ai 17 anni tranne qualche "novello maggiorenne" a coordinare, tutti particolarmente incattiviti nei confronti di omosessuali e clochard, se non di immigrati. Tutti i componenti della gang provengono da contesti familiari disagiati, spiegano gli inquirenti, la maggior parte ha lasciato la scuola, non lavora e ha precedenti per reati contro il patrimonio. In particolare un 14enne ß noto essere figlio di un boss con consolidata fama dalle parti di via Creta. I capi sono due fratelli gemelli, eterozigoti, entrambi alti 1.85: sotto la loro guida tutti e 15 i giovani portano avanti una continua azione di intimidazione in tutto il quartiere, soprattutto su ragazzini che, picchiati e derubati, venivano poi anche messi alla berlina on line tramite video su Facebook e youtube, social network utilizzati dalla gang per rivendicare le proprie gesta. Il livello di "potenza" della gang era tale che i suoi componenti indossavano senza problemi gli oggetti rubati in giro per strada come nulla fosse, con forte senso di impunità.

Per il momento sono state raccolte 10 denunce e sono stati ascoltati almeno 12 testimoni. La prima denuncia risale al 25 ottobre del 2012: la vittima è un minore, di circa 16 anni, M.O. rapinato da 4 della gang. Il bottino del colpo era stato scarso - portafoglio, giubbotto e cappellino - ma il giovane, picchiato e colpito anche con caschi da moto, aveva riportato un trauma maxillofacciale con una prognosi di 29 giorni. Una prognosi di 15 giorni, invece, per l'episodio di violenza denunciato il 25 gennaio del 2013 quando un giovane ebreo ß stato avvicinato dalla banda di via Creta nei pressi di una scuola secondaria della zona e picchiato violentemente con l'accusa di aver guardato troppo una ragazza. Il ragazzino aveva riportato contusioni al capo guaribili in 15 giorni e tutto era stato pubblicato on line dove non erano poi mancati commenti relativi anche alla sua religione. Un episodio di violenza nei confronti di un omosessuale di mezza etÖ risale al 17 gennaio 2013 ma ß stato denunciato il 4 febbraio: la vittima temeva vendette e ritorsioni. L'uomo era stato rapinato di cellulare e portafogli e qualche giorno dopo era stato picchiato a sangue. Prima dell'episodio di pestaggio del negozio di kebab di via Forze Armate, ci sono altri due episodi denunciati nel mese di maggio. Uno del 24 sera al'Arco della Pace: la banda è "in trasferta" e, dopo aver picchiato dei giovani che avevano cercato di difendere un clochard preso di mira dalla banda, aveva ordinato di far girare la voce: "Baggio è arrivato all'Arco della Pace e Quarto Oggiaro ce la suca". L'11 maggio due ragazzi di via Creta, uno dei due gemelli a capo della gang, con uno scooter avevano speronato un secondo scooter lasciando la vittima dell'incidente senza soccorso, poi curata con 15 giorni di prognosi. La violenza del negozio di Kebab ß avvenuta il 28 maggio e le vittime sono tre giovani eritrei, vittime di un'altra violenza il 31 maggio.Il caso della banda di via Creta è affidato al pm Annamaria Fiorillo che ha "fortemente voluto la custodia in carcere" per i 4 arrestati che, al momento dell'arresto, venerdå, hanno versato abbondanti lacrime. Oltre ai 4 in manette vi sono anche 12 identificati di cui il pm sta valutando la posizione.

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