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di Fabio Massa

Lamberto Bertolè, capogruppo del Pd in consiglio comunale, in un'intervista ad Affaritaliani.it promuove le strisce gialle a pagamento per i domiciliati ("E' un incentivo affinché si prenda la residenza e si contribuisca ai servizi di Milano con l'addizionale Irpef") ma prende tempo sul rincaro delle tessere Atm: "E' un'indiscrezione. Ma è evidente che in una logica di città metropolitana avrebbe senso trovare soluzioni che tengano insieme cittadini di Milano e dell'hinterland"<br><br>Poi, sul caso di Franco D'Alfonso: "Non chiederemo le dimissioni, la responsabilità della squadra è del sindaco. Ma attendiamo di avere un momento di confronto franco sul futuro dell'amministrazione". Infine, sul Pd: "Sono vicino alle istanze di Civati e Majorino e voglio un congresso aperto"...

Capogruppo Bertolè: piano rincari delle tessere Atm per i non residenti, strisce gialle a pagamento per i domiciliati. E' d'accordo con questa politica sui city users di Milano?
I
l problema dei servizi che la città eroga a tutto l'hinterland, in quanto centro economico della nostra Regione, esiste. La vera soluzione dovrebbe arrivare da Regione e Governo: ci diano risorse adeguate, visto che eroghiamo servizi per tutta la Regione. In seconda istanza l'ipotesi del pass per la sosta a pagamento per chi ha solo il domicilia a Milano è chiaramente un incentivo a far sì che queste persone spostino la loro residenza a Milano. Perché se chiedono il pass della sosta a Milano ovviamente vivono qui: che diano un contributo a livello di addizionale Irpef.

Lei è d'accordo sul rincaro delle tessere Atm?
Non ne abbiamo mai parlato ed è una indiscrezione. Bisogna prima confrontarsi e capire. E' evidente che in una logica di città metropolitana avrebbe senso trovare soluzioni che tengano insieme i cittadini che sono al di qua e al di là delle mura. Non bisognerebbe fare distinzioni.

Parliamo di città metropolitana: dalla Provincia, il suo omologo del Pd ravvisa un rallentamento molto forte. Imputabile anche al Comune di Milano. Il 31 dicembre, data di scioglimento di Palazzo Isimbardi, si avvicina e non pare si stia muovendo nulla...
Sicuramente non è colpa del Comune di Milano. Il sindaco Pisapia ha avviato per primo questo processo, ha spinto molto. Adesso non bisogna rinviare la città metropolitana. Non dobbiamo perdere tempo.

A Roma si parla di prorogatio della Provincia.
Sono voci forti. Ma a me piacerebbe avere tempi certi su questo processo.

Le opzioni sono due: il nuovo sindaco della città metropolitana si elegge direttamente, e Milano si scioglie in municipalità, oppure si fa un ente di secondo livello, e in questo caso il vertice non lo scelgono direttamente i cittadini.
Credo che occorra un confronto che punti a superare la dialettica tra centro e periferia. Troviamo insieme una soluzione costruttiva con i comuni dell'hinterland. Il punto è che questa discussione sulla città metropolitana deve uscire dalla burocraticità. Dobbiamo far capire ai cittadini che cosa è, e che vantaggi può dare ai cittadini in termini di semplificazione urbanistica, di trasporti, di reti. Questi sono i nodi.

Passiamo alle polemiche su Franco D'Alfonso. Prima ha criticato il Pdl, e poi c'è stato il gelato-gate...
Premessa. Noi riconosciamo al sindaco il potere di scegliere la squadra e gli assessori. E' una sua responsabilità. Noi ci fidiamo di Pisapia e delle scelte che ha fatto. Anche perché sia sul caso delle critiche del Pd sia sul caso del gelato, Pisapia ha detto cose molto condivisibili: ha smentito il suo assessore e ha provveduto a correggere l'ordinanza.

Insomma, il sindaco non ha colpa. Ma D'Alfonso?
Noi auspichiamo presto un incontro con il sindaco per chiarire quanto avvenuto. Vogliamo avere un confronto franco e libero sul futuro di questa amministrazione.

Chiederete le dimissioni?
No. Non siamo noi a chiedere le dimissioni: la legge riconosce al sindaco la facoltà di scegliere la sua squadra. Come è successo con Boeri, noi abbiamo espresso apprezzamento per il lavoro del nostro assessore e al tempo stesso riconosciuto al sindaco la facoltà di formare la sua squadra.

Parliamo del Pd. Si sta andando incontro a cambiamenti forti sia a Roma che a Milano. Lei da che parte sta?
Dalla parte di un congresso aperto e che si concentri sui contenuti. Non possiamo più rinviare le questioni critiche. Il congresso e le primarie, in questi sei anni, non sono state occasioni per scegliere e confrontarsi su opzioni diverse. Dobbiamo dare una linea chiara a questo partito: il Pd deve fare il Pd.

Si sente vicino alle istanze di Civati?
Sì, assolutamente.

Si dice che lei sia vicino politicamente a Pierfrancesco Majorino.
Quella è la mia area di provenienza. Ma il punto non è quello: noi vogliamo il confronto di più voci e più anime. Il Pd deve essere il partito del confronto sui contenuti. Vorrei un Pd aperto, razionale, ospitale, capace di dare casa alle istanze più ricche e fertili della società. Il Pd non ha capito le piazze del 2011, quelle che hanno portato alla vittoria di Pisapia e quella dei referendum.

Civati propone il dialogo con il M5S. Come va con Calise, in Consiglio Comunale di Milano?
Mattia Calise fa un'opposizione costruttiva. Su certe cose ci sono rigidità ma c'è dialogo. A livello nazionale, 8 milioni di elettori hanno espresso una volontà di cambiamento molto simile a quella del Pd. Il paradosso è che, rispetto a questa volontà, adesso siamo al governo con Berlusconi. Detto questo, si tratta adesso sui contenuti di riuscire a promuovere azioni di cambiamento. Per tornare al Comune: ogni volta che Calise fa proposte di buon senso, da parte nostra non c'è preclusione.

In circa 100 giorni da capogruppo, qual è la persona che l'ha più stupita positivamente?
Ho apprezzato molto il lavoro dell'assessore Balzani. Credo che con molto rigore e chiarezza abbia iniziato un percorso positivo di confronto con il consiglio comunale per affrontare i nodi del bilancio, difendendo così anche il ruolo degli enti locali.

La persona che più l'ha stupita negativamente?
Non faccio giudizi personali. Ma posso dire che non ho apprezzato l'uso strumentale della strage di Niguarda da parte dell'opposizione. Mi sarei aspettato che la città si unisse dietro al suo sindaco. Invece ci sono state speculazioni su un evento imprevedibile.

Pisapia sarebbe un buon sindaco della città metropolitana?
Sì, assolutamente sì.

@FabioAMassa

Tags:
bertolè milano pd







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