Nuova vicenda giudiziaria per Michela Vittoria Brambilla. La deputata di Noi Moderati e presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza risulta indagata dalla Procura di Milano in un’inchiesta che ipotizza reati fiscali e l’utilizzo di fatture per operazioni ritenute inesistenti nell’ambito dei rapporti di sponsorizzazione tra l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e la trasmissione televisiva “Dalla parte degli animali“, in onda su Rete 4 e condotta dalla stessa Brambilla.
Nella mattinata di giovedì gli investigatori della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti degli altri cinque indagati, tra cui il presidente dell’Enci, Espedito Muto. La parlamentare non è stata sottoposta a perquisizione in virtù delle garanzie previste per i membri del Parlamento. Le attività investigative hanno riguardato anche Enci Servizi e tre società di produzione televisiva: Next Studios, DDL Entertainment e Show Labs. Gli investigatori hanno acquisito documentazione ritenuta utile per ricostruire i flussi economici oggetto dell’indagine.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e condotta dai sostituti procuratori Giancarla Serafini e Antonio Pansa, prende le mosse anche dagli approfondimenti giornalistici realizzati dalla trasmissione Report, con servizi firmati da Giulia Innocenzi.
Le contestazioni sugli accordi di sponsorizzazione
Secondo l’ipotesi investigativa, tra il 2020 e il 2026 sarebbe stato creato un sistema di fatturazioni ritenute non corrispondenti a operazioni reali, utilizzato per evadere imposte dirette e Iva. Al centro dell’indagine vi sarebbe un flusso economico di circa 1,5 milioni di euro tra l’Enci e le società che producevano il programma televisivo. Nelle carte dell’inchiesta si sostiene che le somme formalmente giustificate come attività di product placement e sponsorizzazione della trasmissione sarebbero state in larga parte trasferite alla deputata. Gli inquirenti ritengono che Brambilla sarebbe stata la “destinataria di fatto” delle risorse economiche movimentate nell’ambito degli accordi contestati.
Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto di perquisizione, circa il 90% delle somme versate dall’Enci alle società di produzione sarebbe stato successivamente girato alla parlamentare. Per il periodo compreso tra il 2020 e il 2023 gli investigatori quantificano in oltre 937 mila euro gli importi che sarebbero stati percepiti da Brambilla. Le accuse sono al momento oggetto di indagine e dovranno essere verificate nel prosieguo dell’attività investigativa e nell’eventuale fase processuale.

