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Incontro tra pazienti medici, istituzioni ed industria per parlare delle bronchiettasie, promosso dal prof. Stefano Aliberti. L’appuntamento si è tenuto sabato 11 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 17:30, presso l’Aula Magna del Padiglione Mangiagalli dell’Ospedale Maggiore di Milano.Le bronchiettasie rappresentano una patologia respiratoria cronica caratterizzata da una dilatazione abnorme e permanente di parte dell’albero bronchiale nel contesto di una sindrome clinica che comprende tosse quotidiana, espettorazione mucopurulenta ed infezioni polmonari ricorrenti.
Si è trattato di un’occasione importante per confrontarsi su un tema che ha assunto un’importanza sempre maggiore. Basti pensare che un recente studio ha evidenziato come dal 2005 al 2011 è stato registrato un aumento delle ospedalizzazioni per bronchiettasie con un incremento medio del tasso per età del 2.9% annuo. Per questi motivi è ancora più importante la nascita della prima associazione di pazienti affetti da questa patologia.Durante la giornata sono stati toccati non solo i punti essenziali dalla diagnosi al trattamento delle bronchiettasie, ma sono state anche discusse tematiche di carattere organizzativo e sanitario con rappresentanti di enti istituzionali e opportunità di collaborazione tra associazioni pazienti e industrie.
Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Giachetti, Presidente Fondazione Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e il prof. Francesco Blasi, UOC Pneumologia, Programma Bronchiettasie.
“Per un lungo periodo di tempo le bronchiectasie erano considerate solo come una “malattia radiologica” – ha sottolineato il prof. Francesco Blasi – mentre ora sappiamo quanto sia importante dal punto di vista clinico e quanto sia debilitante per il paziente. L’incontro di sabato, mettendo a confronto autorità sanitarie e politiche, operatori sanitari, industria farmaceutica e pazienti, ha come scopo di approfondire il percorso gestionale del soggetto affetto da bronchiectasie per affrontare insieme le sfide del prossimo futuro in termini di educazione alla malattia, assistenza integrata e ricerca translazionale”.

