La Procura di Bergamo ha chiesto al gip di convalidare il fermo e di applicare la misura cautelare in carcere nei confronti di Ulas Demir, manager della filiale italiana di Caddell Construction, fermato lunedì 1 giugno all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per imbarcarsi per Istanbul con la famiglia. L’istanza è stata presentata dalla pm Raffaella Latorraca e l’udienza è fissata per mercoledì. Demir è indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nell’ambito dell’inchiesta sul cantiere del nuovo consolato americano a Milano, in piazzale Accursio.
“Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio”: l’intercettazione che lo ha tradito
A inchiodare Demir è una conversazione telefonica intercettata il 29 maggio, giorno in cui il manager era già a conoscenza di essere indagato. Un interlocutore che gli inquirenti ritengono un dirigente di livello superiore all’interno della società gli riferisce di aver parlato con altri responsabili aziendali e gli trasmette il messaggio: “Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio“. Alla domanda di Demir, “Non sarebbero dei problemi dopo?”, l’interlocutore replica che potrebbe essere “più problematico” agire diversamente e lo invita a verificare “qual è la data più vicina in cui puoi farlo”, aggiungendo: “Vedi un attimo e parlane con tua moglie.” Il giorno successivo Demir acquistava i biglietti aerei. Nel decreto di fermo firmato dal procuratore aggiunto Paolo Storari si legge che “il pericolo di fuga è concreto, reale e imminente.”
Operai indiani pagati 2 euro l’ora e minacciati di rimpatrio
L’inchiesta, coordinata dai pm milanesi Paolo Storari e Mauro Clerici, ha portato alla notifica del decreto di controllo giudiziario nei confronti della divisione italiana di Caddell Construction. Secondo l’accusa, decine di lavoratori indiani impiegati nel cantiere sarebbero stati retribuiti circa 2 euro l’ora al netto delle spese trattenute, dopo aver versato una sorta di “pizzo” di 500mila rupie per ottenere il posto. A chi non accettava le condizioni imposte venivano rivolte minacce di licenziamento e rimpatrio. Per gli inquirenti il sistema avrebbe generato un significativo risparmio sul costo del lavoro a vantaggio della società.

