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Milano
Cgil, Gorla riconfermato: "Renzi? Pare il gioco dell'oca"

di Fabio Massa

Graziano Gorla è stato riconfermato alla guida della Camera del Lavoro di Milano. Con Affaritaliani.it delinea non solo il suo programma, ma commenta anche l'operato del governo Renzi: "Pare di essere nel gioco dell'oca. Alla fine si torna sempre alla stessa casella: le risorse non ci sono. Renzi dice che le trova? Allora vediamole". Sullo scontro Landini-Camusso spiega: "Dobbiamo essere tutti molto responsabili. L'accordo sulla rappresentatività firmato con Camusso è assolutamente giusto". A chi accusa il sindacato di opacità dice: "Sono pronto a rendere pubblici i bilanci. Sapete quanto guadagno? Fatico ad arrivare a 2300 euro al mese. E questo lo dico in particolare al compagno Renzi". Sulle vicende "milanesi" attacca: "Lo sciopero all'Ortomercato? Occorre stare più attenti al sistema degli appalti e dei subappalti. La Sea? Tutte le chiacchiere sugli assetti societari non fanno bene a Sea Handling". E su Pisapia che si ricandida...

Lei è stato riconfermato alla guida della Camera del Lavoro di Milano. Su quali basi? Come si pone il sindacato rispetto a quel che il Governo sta mettendo in campo?
I
temi che il governo dovrebbe affrontare sono chiari. C'è un Paese fiacco che deve trovare in fretta la via dello sviluppo. Ci vogliono iniezioni dal pubblico, non solo a livello di risorse ma soprattutto a livello di politiche industriali. E a Milano il governo deve dare prospettive e cuore: ad esempio noi speriamo che arrivi presto la città metropolitana.

Ma la ricetta di Renzi la convince?
Di quale ricetta si parla?

Ironie a parte: taglio del cuneo fiscale, ad esempio.
Abbiamo proposto da tempo un lavoro sulle detrazioni fiscali. Noi rappresentiamo tanti lavoratori onesti: tra questi ci sono i dipendenti, i pensionati, e molti altri. Chi ha un reddito fisso ha dato tanto in questi anni, è giusto agire sulle detrazioni. Poi c'è il cuneo fiscale: giustissimo abbatterlo. Però mi faccia dire: mi pare di essere nel gioco dell'oca. Si ritorna sempre sulla stessa casella. C'eravamo lasciati con Letta che mancavano le risorse. Renzi dice che le risorse le avrebbe trovate: beh, allora vediamole. E poi mettiamo delle priorità: noi proponiamo di investire sulle detrazioni e sul cuneo fiscale.

Torniamo al congresso: lei ha proposto di puntare sul settore manifatturiero, a Milano.
In questo settore sono stati persi 300mila posti di lavoro. Io parlo di un settore manifatturiero "alto", di alta qualità. Parliamo di economia verde, di energia pulita, di ict. Ma voglio andare oltre: io desidero un Paese normale. Un Paese nel quale chi decide di fare l'imprenditore non deve uscirne con le ossa rotte, nel quale non c'è la stretta del credito. Nel quale il Pubblico fa il Pubblico. Bisognerebbe favorire chi vuole fare impresa magari defiscalizzando una parte degli investimenti in ragione proporzionale al numero di occupati che può creare.

Torniamo al manifatturiero...
Puntiamo sul manifatturiero perché là ci sono i posti di lavoro. Là se ne possono creare. Questo è palese.

A proposito di equilibri interni al sindacato. Si sta verificando una spaccatura tra Landini e la Camusso. Come è la situazione nella Cgil di Milano?
Io dico che bisogna dare tutti una prova di responsabilità. Questi mesi saranno decisivi sia nel rapporto con i mercati che nel rapporto con l'Europa. Dalle elezioni europee può uscire una fiducia o una sfiducia nel ruolo dell'Europa. Dentro la Cgil la discussione che si è aperta è sui contenuti. Non mi convince l'idea di chi propone in modo mediatico uno scontro tra due posizioni Camusso contro Landini. Probabilmente fa comodo per semplificare. Ma noi parliamo di azioni per uscire dalla crisi. Penso che dobbiamo, da qui al congresso nazionale, cercare di uscire dall'idea di una contrapposizione. La Camera del Lavoro di Milano l'ha fatto. Una delle questioni che si è posta tra Camusso e Landini è quella sulla rappresentatività. Io trovo che l'accordo firmato è assolutamente necessario.

Questione di democrazia del sindacato, insomma.
Esatto. C'è una crisi profonda tra i cittadini e la politica, che si sta riverberando anche sui corpi intermedi, come il sindacato. Noi tutti i giorni dobbiamo dare le risposte alle persone. Vorrei tranquillizzare poi tutti su un'altra polemica...

Quella sulla trasparenza dei conti.
Esatto. I nostri bilanci non ho problemi a renderli pubblici. Noi non scarichiamo l'Iva, paghiamo le tasse fino in fondo, senza sconti. Le nostre retribuzioni sono trasparenti e approvate dal direttivo. Mi si faccia il favore e si dica dove stanno davvero i privilegi. Per capirci: il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano fa fatica a guadagnare 2300 euro al mese. Io guadagno meno di un qualsiasi assessore del Comune di Milano. Se interessa, sono pronto a fare il cambio con lo stipendio di chiunque. Soprattutto con quello di Renzi.

A proposito di cose concrete: c'è stata la serrata dell'Ortomercato. La situazione è esplosiva...
La situazione è complicata. E molto delicata. C'è un cambio d'appalto, e come sempre quello che conta è solo la condizione del lavoro e la tutela dei lavoratori. Sia detto senza polemica: sui subappalti il governo dovrebbe intervenire con più decisione. L'idea di avere il massimo ribasso crea problemi notevoli.

Pisapia ha fatto sentire la sua voce?
C'è stato uno sciopero ieri. Vedremo nelle prossime ore. Mi auguro che l'amministrazione comunale possa intervenire non solo su questo appalto, ma su tutti gli appalti. Dobbiamo impedire che vengano aggiudicati appalti con costi del lavoro insostenibili. Più attenzione quando si fanno i capitolati d'appalto, a quelli che devono essere i diritti contrattuali delle persone. Questo non vale solo per l'Ortomercato, ma per tutti gli appalti e i subappalti del Comune.

Poi c'è la vicenda di Sea Handling.
Noi siamo pronti a sederci al tavolo, come abbiamo detto più di una volta. Devo dire che tutte queste chiacchiere sulle quote e sul futuro di Sea a noi non servono. Noi preferiamo che la maggioranza resti in mano al Comune, perché con tutti i problemi aperti là, trovarci di fronte a un cambio nella governance, sarebbe un bel problema.

Chiudiamo con una domanda "politica". Pisapia ha detto che si vuole ricandidare nel 2016. Che cosa ne pensa?
Mi pare un po' presto, da qui al 2016, parlare di queste cose. Pisapia deve lavorare per consentire a lui o ad altri di rivincere le elezioni. Non compete a me dire se si deve ricandidare. Compete a lui. Ma tutti insieme dobbiamo far riuscire bene l'evento di Expo. Poi sceglierà di ricandidarsi o no.

@FabioAMassa

Tags:
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