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I 120 anni della Cgil, Stanzione: “Da Milano un nuovo progetto di giustizia sociale e rappresentanza del lavoro”

Il sindacato celebra la propria storia a Palazzo Marino guardando alle sfide del futuro: precarietà, intelligenza artificiale e la nuova “città dei saperi”

I 120 anni della Cgil, Stanzione: “Da Milano un nuovo progetto di giustizia sociale e rappresentanza del lavoro”
Stanzione Cgil

(IMPRESE-LAVORO.COM) Si è aperto oggi, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, il percorso di celebrazione dei 120 anni della Confederazione Generale del Lavoro, con un intervento del segretario generale della CGIL Milano, Luca Stanzione, che ha posto al centro il tema della rappresentanza del lavoro e delle trasformazioni sociali. “Celebriamo non solo una storia, ma un’idea di sindacato confederale che nasce unitaria e che guarda al futuro con la stessa ambizione: costruire un progetto generale di cambiamento della società”, ha dichiarato Stanzione. Nel suo intervento, il segretario ha sottolineato il valore della confederalità come capacità di tenere insieme interessi diversi e costruire risposte collettive alle disuguaglianze: “La nostra è un’idea di politica che nasce dai problemi concreti delle persone e che si risolve insieme, non individualmente”. Al centro dell’intervento, le sfide del presente: dalla crisi della rappresentanza del lavoro alle trasformazioni tecnologiche, dall’impatto dell’intelligenza artificiale alle nuove forme di precarietà. “Viviamo un tempo segnato da incertezze e paure, ma il sindacato confederale deve essere una forza collettiva capace di proteggere e costruire futuro, soprattutto per le nuove generazioni”.

Stanzione: “Il sindacato cresce quando rappresenta chi è meno tutelato”

Stanzione ha richiamato le principali vertenze aperte nel territorio milanese, dalla crisi delle telecomunicazioni al rischio di delocalizzazione nei centri di ricerca, fino al tema del lavoro pubblico e dei salari: “Sono questioni che riguardano non solo i lavoratori coinvolti, ma la qualità democratica del nostro Paese”. Un passaggio centrale è stato dedicato alle nuove figure del lavoro: rider, lavoratori della conoscenza, migranti, giovani precari, donne e pensionati. “Il sindacato cresce quando sa rappresentare chi oggi è più esposto e meno tutelato, ma anche le nuove professionalità che emergono nella trasformazione economica”. Milano, ha ricordato Stanzione, resta un laboratorio privilegiato per osservare questi cambiamenti: “Oggi parliamo di una vera e propria ‘città nella città’, fatta da centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori della conoscenza che chiedono rappresentanza”.

La città dei saperi: “Trasformare la rabbia in un progetto collettivo”

Proprio su questo tema, la CGIL Milano ha annunciato una tre giorni dedicata alla “città dei saperi”, in programma il 14, 15 e 16 aprile, durante la quale verranno avanzate proposte concrete alle istituzioni locali. Nel suo intervento, Stanzione ha anche richiamato la necessità di ricostruire un equilibrio tra giustizia sociale e felicità individuale: “Oggi viviamo una condizione in cui la felicità è sempre più individualizzata, mentre cresce una rabbia sociale frammentata. Il compito del sindacato è trasformare quella rabbia in un progetto collettivo”. Infine, un appello alle classi dirigenti della città: “Milano non perda il legame con la propria dimensione sociale. Serve uno sforzo comune per costruire un futuro più giusto, che non lasci indietro nessuno”. Le celebrazioni per i 120 anni proseguiranno nei prossimi mesi con iniziative pubbliche, momenti di confronto e approfondimento sui grandi temi del lavoro e della trasformazione sociale.