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Milano
"Claudio Giardiello? Un ricco imprenditore, per noi era come Babbo Natale"

Claudio Giardiello "era il nostro Babbo Natale". Ad affermarlo e' il nipote del killer di Milano, Luca Giardiello, sentito come teste nel processo a carico dell'allora presidente del cda dell'Immobiliare Magenta, Anna Di Nunno, poi assolta in via definitiva dall'accusa di omesso versamento dell'Iva per il periodo d'imposta 2006. "Il teste Luca Giardiello - si legge nella sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano - figlio dell'imputata e nipote di Claudio Giardiello, ha precisato che la madre si fidava ciecamente di suo zio, anche perche' non vi erano state avvisaglie che consentissero di dubitare del suo stato di benessere economico, 'perche' lui era il nostro Babbo Natale'".

Sempre nelle motivazioni alla sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano l'11 novembre del 2014, il giudice monocratico Cristina Dani osserva che "men che mai sussistevano circostanze che potessero indurre Anna Di Nunno a rappresentarsi il mancato pagamento dei debiti erariali, anche perche' Claudio Giardiello in famiglia era considerato un ricco e onesto imprenditore. Il teste Luca Giardiello, con una deposizione non esente da valutazioni suffragate, comunque, da elementi di fatto circostanziali, ha evidenziato come Claudio Giardiello fosse stimato in ambito familiare, sicche' nessuno dubitava delle sue capacita' imprenditoriali e della sua onesta'.

Dalle motivazioni della sentenza, emerge che Anna Di Nunno accetto' di svolgere temporaneamente l'incarico di presidente della Immobiliare Magenta "solo al fine di aiutare il cognato Claudio Giardiello nel superamento di un momento di conflittualita' tra i soci". Nel 2002, infatti, Claudio Giardiello, fondatore della societa', nomino' come amministratore unico il nipote Davide Limongelli, rimasto ferito nella sparatoria di giovedi', restando socio di maggioranza. I rapporti tra i due poi si deteriorano, Limongelli usci' di scena e subentro' Di Nunno, ritenuta dal giudice la "classica testa di legno sprovvista di qualsiasi potere decisionale" e dunque incolpevole del reato di cui era accusata. Di Nunno venne scelta anche perche' possedeva il patentino da agente immobiliare che Giardiello non aveva. L'imputata "non ebbe mai un ruolo operativo all'interno della societa'", scrive il giudice, precisando che "amministratore di fatto" era Claudio Giardiello.

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