Coronavirus: rapporto tra decessi e casi positivi 17%, a Bergamo arriva al 24%
In Lombardia al primo aprile si registrano +1565 positivi sul territorio. I ricoverati sono +44, i pazienti in terapia intensiva sono +18, i dimessi sono 530, i decessi sono +394. Quanto ai dati provinciali: BG +236, BS +231, CO +56, CR +72, LC +46, LO +41, MB +81, MI +611 (di cui +159 a Milano città), MN +48, PV +47, SO +14, VA +44. SCARICA TUTTI I DATI E L’ANALISI DEI NUMERI: Vai al file L’elaborazione dei numeri è stata preparata da Samuele Astuti, Professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia, aggiornati al primo aprile. Di seguito le conclusioni del consigliere dopo l’analisi dei dati.
“Il numero dei tamponi pubblicato – commenta Samuele Astuti – continua a variare giorno per giorno: oggi è finalmente risalito (sono quasi il doppio di ieri), ma la grande volubilità di questo numero impone sempre una grande prudenza nell’analisi degli andamenti perché potrebbero esserci oscillazioni dovute alle omissioni delle analisi e ai ritardi di trasmissione dei dati più che all’evoluzione sostanziale della situazione. Il rapporto tra decessi e casi positivi in Lombardia è ormai arrivato al 17%, in provincia di Bergamo ha addirittura raggiunto il 24% anche se sappiamo che il numero effettivo dei decessi in quella provincia è molto più alto di quanto non dicano questi numeri. Questi valori sono completamente fuori scala se confrontati con quanto rilevato in altri paesi e in altre regioni. È una ulteriore dimostrazione dell’inaffidabilità dei dati!”
“Siccome – spiega Astuti – il dato provinciale è più puntuale, soffre molto di più i ritardi nella comunicazione dei risultati. Per questo motivo anche per l’analisi provinciale deve valere la prudenza dettata dalle considerazioni presentate in precedenza. È assolutamente necessario pubblicare il numero di tamponi effettuati ogni giorno per ogni provincia. Il trend complessivo sembra ragionevolmente stabile, tranne che per l’area metropolitana di Milano che registra un incremento significativo. Si ribadisce la difficoltà di analizzare dati di cui non è garantita l’uniformità e l’omogeneità.”
“Il vero aspetto positivo dei dati odierni – sottolinea il consigliere regionale – è rappresentato dal fatto che, nonostante il numero di tamponi sia molto maggiore di ieri (quasi il doppio) la percentuale di casi positivi non sia cambiata e sia rimasta sotto il 33%. Il numero dei tamponi continua però ad essere insufficiente, non solo in termini statistici, ma anche per quello che riguarda il supporto alle azioni di contenimento. I luoghi di contagio adesso sono: l’ambito familiare, le RSA, gli ospedali. È evidente che, per contenere il contagio in questi contesti, si deve attuare una politica di screening tramite tampone.”
